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Roma
Violentata e poi rinchiusa in un manicomio per bimbi: la storia di una 17enne

Violentata e poi rinchiusa in una comunità psichiatrica, una sorta di manicomio per bambini, senza mamma e fratello. La storia della 17enne agita la popolazione facendo esplodere una protesta spontanea fuori dal Bambino Gesù dopo era stata portata per dei controlli.

 

Mercoledì sera infatti un gruppo di cittadini si è raccolto all’entrata del Pronto Soccorso dell’ospedale Bambino Gesù per chiedere la liberazione di Jasmin (nome di fantasia) scappata tre giorni fa dalla struttura dove era ricoverata. La ragazzina gridava a gran voce di volere la sua dottoressa di fiducia mentre la trascinavano dall’ambulanza al reparto, come ha riferito la mamma che ha dichiarato di non voler più accettare i trattamenti disumani a cui viene regolarmente sottoposta la figlia.

La storia di Jasmin

Jasmin, cittadina inglese, a seguito di una violenza sessuale e delle cicatrici di questa esperienza era stata trasferita per qualche mese in Italia dalla mamma per dimenticare e superare la violenza e i traumi subiti. La mamma si era rivolta ai servizi territoriali in cerca di aiuto. La ragazza desiderava solo parlare con un consulente personale, ma da lì è iniziato il suo percorso psichiatrico.

Diagnosticata immediatamente border line e dislessica (solo perché non parla bene l’italiano) la 17enne diventa oggetto di una serie di persecuzioni. La ragazza non è d’accordo, e la madre cerca dunque di opporsi a diagnosi e psicofarmaci, col risultato di perdere la responsabilità genitoriale. A questo punto per la ragazza, con un Decreto del Tribunale per i Minorenni, si aprono le porte per una deportazione coatta in una casa ad alto contenimento, un vero e proprio manicomio per bambini in cui viene segregata e subisce trattamenti invasivi, fino all’ultimo episodio in cui viene portata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Bambino Gesù in condizioni di perdita di coscienza transitoria da ipo-perfusione cerebrale globale provocata dalla somministrazione di farmaci. L’avvocato ha denunciato anche periodiche aggressioni fisiche da parte di altri ospiti della struttura psichiatrica, ma dopo le cure in Pronto Soccorso Jasmin fu riportata nella stessa struttura.

La giovane poche ore dopo è scappata dalla comunità e si è data alla macchia. Dopo tre giorni di fuga, la mattina del 30 giugno, ha chiamato la madre. Si è fatta promettere che l’avrebbe difesa e che non avrebbe permesso che venisse internata nuovamente in comunità. La mamma le ha fatto questa promessa e Jasmin è tornata a casa. La mamma ha quindi avvertito le autorità che la ragazza si trovava al sicuro a casa sua. Purtroppo, a quanto riferisce la mamma, la ragazza sarebbe stata prelevata e portata con l’inganno al Bambino Gesù.

La Dottoressa Palmieri, informata della richieste della bambina, si è recata sul posto ed è riuscita ad incontrare i responsabili sanitari dichiarando ufficialmente la propria disponibilità a prendere personalmente in carico la ragazza insieme ad un team di professionisti che possono seguirla rispettando le volontà di Jasmin di essere seguita dalla sua dottoressa di fiducia e ricevere finalmente le cure di cui ha bisogno: ascolto, attenzione, disintossicazione e tutte le attenzioni della sua mamma e di suo fratello. Jasmin, in poche parole, potrebbe essere seguita fuori dal manicomio da professionisti di fiducia della famiglia. L’avvocato aveva già depositato nei giorni precedenti la richiesta che la ragazza fosse seguita così come desidera la famiglia, privatamente e da personale di fiducia. Invece, Jasmin continua a essere pesantemente sedata, trattenuta contro la sua volontà e contro la volontà delle persone che la amano e vogliono proteggerla.

La protesta fuori dal Bambino Gesù

Max Massimi era presente durante la protesta fuori dal pronto soccorso dell'ospedale Bambino Gesù, ha ripreso quanto accaduto ed ha lanciato il fatto attraverso i social a livello nazionale sulla sua pagina Facebook. Max, riportando quanto espresso dalla Professoressa Palmieri, ha dichiarato che “se Jasmin deve diventare un simbolo, se suo malgrado Jasmin deve diventare un simbolo, ebbene, Jasmin sarà il simbolo di questa lotta che da parte nostra sarà sempre più ferma. Non ci stiamo più. Giù le mani dai bambini, i bambini non si toccano! Tutti con Jasmin. Tutti con i 40.000 bambini vittime di questo sistema”.

Forse anche a seguito della protesta popolare, i sanitari hanno garantito alla Dottoressa di fiducia della famiglia che la bambina non è sottoposta a Trattamento Sanitario Obbligatorio, ma è solo trattenuta in osservazione. Purtroppo alle 7 di mattina, quando i cittadini si erano allontanati Jasmin è stata deportata nuovamente nella struttura da cui era fuggita.

Della vicenda si sta occupando anche l’Onorevole Vittorio Sgarbi.

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