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Roma
Virus, il parrucchiere kamikaze che apre il salone nel cuore deserto di Roma

di Valentina Renzopaoli

Parrucchiere kamikaze contro il Coronavirus non si arrende alla crisi e, in una Roma deserta, apre il suo secondo salone per la bellezza dei capelli.

C'è che dice no. C'è chi non piange e si dispera. C'è chi si rimbocca le maniche e scommette, a dispetto di tutto e tutti in netta contro tendenza.Alessandro Strumbo, 39 anni, parrucchiere dall'età di 12, calabrese d'origine adottato dalla Capitale da un paio di decenni, in piena pandemia e con il commercio in ginocchio, investe i suoi soldi, ristruttura un locale e apre le porte del nuovo negozio su via Capo le Case, a due passi da Piazza di Spagna.

“Sì, ho avuto il coraggio di investire e di avviare una nuova attività in un momento molto buio perché ho deciso di perseguire i miei obiettivi alla faccia della crisi e spero di lanciare un messaggio di speranza. Credo che chi ha voglia di lavorare, lavora: è troppo facile piangersi addosso”, spiega ad Affaritaliani.it.

A metà novembre, quando i numeri dei contagi, dei morti e dei ricoverati a causa del Coronavirus, corrono in sù per una salita che sembra inarrestabile, Alessandro, già titolare di un salone a piazza Bologna, assume cinque persone e inizia una nuova avventura.

 

“Certo – confessa - lavorare in una Roma deserta fa paura, ma è dalle cose brutte che nascono le cose belle; quello che verrà sarà sempre di più di quello che abbiamo ora, non può essere di meno, perché più buio della mezzanotte non può essere. Aspetteremo che questo periodo passi, perché passerà, e noi saremo già qui, pronti quando la vita ricomincerà a scorrere”.

Ma come è cambiata l'idea di bellezza in questi mesi e come ci si è adattati ad abitudini nuove, a dover coprire i tre quarti del viso? Com'è cambiato il nostro approccio alla cura del nostro aspetto esteriore? “E' nato e si è scoperto molto il “fai da te”, c'è che rinuncia alla piega settimanale ed ha imparato a gestire a casa i suoi capelli; c'è chi lavora in smart working e si adatta ad aggiustarsi da sola; c'è chi non rinuncia a vedersi bella, ci sono donne che non rinunciano a mettersi il rossetto nonostante sia obbligatorio indossare la mascherina” spiega Alessandro Strumbo. “Secondo me la bellezza non deve sparire nemmeno in piena pandemia, e non è un caso che i parrucchieri sono stati inseriti nei beni primari dalla normativa del Governo che ha deciso di tenerli aperti. La bellezza fa bene all'umore e combatte la depressione”.

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    viruscommercioalessandro strumbo. valentina renzopaolipiazza di spagnaparrucchiere


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