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Roma
Visite cardiache a 12 euro, arriva la proroga per le tariffe sanitarie
La manifestazione al Brancaccio della UAP

Successo pieno per l’UAP (Unione ambulatori e poliambulatori) che è scesa in piazza per protestare contro l’entrata in vigore del cosiddetto Nomenclatore Tariffario, che desta grande preoccupazione negli operatori perché rivede al ribasso i rimborsi di tutta una serie di prescrizioni che scendono oltre la soglia dei costi.

Sala stracolma, solo posti in piedi, rappresentanti di associazioni venuti da tutta Italia e convocati a Roma per la prima volta da una associazione che vede unite tutte le sigle di categoria.

IL successo della protesta

Grande successo di Maria Stella Giorlandino, coordinatrice dell’associazione, che con grande tenacia e combattività ha chiamato tutti alla lotta e riempito di proteste i vari rappresentanti delle istituzioni, alcuni presenti alla manifestazione come il sen. Gasparri e il sen. Gramazio.

In sala medici e imprenditori

Ricco il parterre degli interventi ad una tavola rotonda coordinata dal prof. Giovanni Carnovale, dell’ordine dei medici, che ha visto gli interventi di tutti i rappresentanti delle categorie, Luca Marino di Unindustria, Valter Rufini, storico presidente di Anisap, Alesandro Casinelli di federlazio, Giovanni Onesti dell’Aisi, Argenziano Elisabetta di Federbiologi, Miche Bellomo, dell’Aris, Filippo Leonardi, direttore generale di Aiop, Aldo Allegretti di Confapi, Alfonso Postiglione di Confcommercio, Antonio Magi, presidente dell’ordine dei medici di Roma, Pier Paolo Polizzi di Fenaspat, Elisa Interlandi di AN-Med e Roberto Messina, di Federziani.

La sorpresa di Rocca

Ma il clou della manifestazione c’è stato con l’intervento del Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha detto che capisce il motivo della presenza e annuncia ai manifestanti che ha appena sentito il Ministro della salute, Orazio Schillaci che lo ha autorizzato a dire che l’entrata in vigore del Nomenclatore, tanto contestato, sarà rinviata.

Applausi in platea

La platea si alza in piedi e tributa uno scrosciante applauso al presidente che si infervora e si dice molto contrariato del metodo scelto dal Ministero per l’approvazione del Nomenclatore e che si batterà affinché le prestazioni siano uguali dappertutto. Evidentemente si riferiva alla norma inserita nel provvedimento che consente alle Regioni di poter alzare il tetto rimborsi, come hanno fatto Lombardia, Emilia e Toscana, cosa invece che non è consentita alle Regioni in stato di piano di rientro, come il Lazio.

Il rinvio del piano tariffario

Bene Rocca, grande risultato. Però il Presidente dovrebbe sapere che il il Dm del Ministro della salute del 23 Giugno 2023 ha avuto l’intesta della Regioni in sede di Conferenza Stato-Regioni del 19 Aprile 2023 e non risulta agli atti un dissenso della Regione Lazio che ha approvato il Nomenclatore. Nomenclatore tariffario che ha già avuto una prima proroga. Infatti la data di entrata in vigore del 1° gennaio 2024, fissata dal dm di giugno 2023, è stata spostata al 1° Aprile 2024 con dm 31 dicembre 2023, su richiesta unanime del coordinamento degli assessori alla sanità delle regioni che nulla però ha avuto da obiettare nel merito. Non solo ma l’articolato del dm di giugno è stato modificato, per allineare la validità delle ricette, con Dm del Ministro della salute che ha ricevuto l’intesa delle regioni il 7 marzo 2024.

Dialogo Regione Governo

Forse il Presidente farebbe a tirare le orecchie ai suoi collaboratori, che probabilmente no hanno letto bene il documento o ne hanno sottovalutato la portata anche se la protesta a Dicembre era già montata. Probabilmente in quella sede la Regione invece di approvare avrebbe fatto bene a pore tutti i problemi emersi, non dare l’intesa e chiede cambiamenti immediati. Non solo ma la giunta Regionale il 28 Dicembre 2023 ha approvato la delibera per approvare e fare proprio il nuovo Nomenclatore tariffario del DM 23 giugno 2023.

Provvedimento sottovalutato dalla Regione

E’ del tutto evidente che la giunta ha sottovalutato la portata dirompente del provvedimento per le aziende erogatrici di servizi e per i cittadini ed è bene che oggi ci sia stato una presa di posizione per il rinvio. Però il rinvio non basta, il provvedimento è sbagliato e c’è il rischio che porti alla chiusura di molti ambulatori, con multinazionali estere che sono già pronte a comprare, come in parte sta già avvenendo. Quindi occorrerebbe aprire subito un tavolo di confronto ministero, regioni e associazioni di categoria per la modifica del provvedimento.







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