Pillole d'Europa

di Cinzia Boschiero

I blog riportano opinioni degli autori e non necessariamente notizie, in ossequio al pluralismo che caratterizza la nostra Testata.
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Pillole d'Europa
PROGETTI PER CARCERI, GIUSTIZIA, VOLONTARIATO, CINEMA, DONATORI SANGUE
dott. Renato Dal Compare, Presidente Associazione HSOS  e il dott.Alessandro Visconti  DG ASST Fatebenefratelli Sacco

PER STARE MEGLIO COME CITTADINI  EUROPEI  E  CONOSCERE DIRITTI E TUTTE LE OPPORTUNITA' UTILI - In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo  un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – oppure alla  e-mail: dialogoconleuropa@gmail.com

 

Domanda: ci sono fondi europei per progetti per persone fragili e per persone carcerate?   Siamo una associazione di volontariato che si occupa di disabili non ci sono dei progetti europei a cui potremmo partecipare? Sissi Cavalieri

Risposta: sì ci sono dei bandi proprio a favore di progetti di volontariato europei in vari settori tra cui il vostro. Si può fare domanda entro il 5 ottobre.  Possono essere cofinanziati progetti di volontariato; gruppi di volontariato in settori ad alta priorità; progetti di solidarietà; inoltre si può richiedere un marchio europeo di qualità per le attività di volontariato solidale in qualsiasi momento e un marchio europeo di qualità per il volontariato nel settore degli aiuti umanitari. Il bando aperto ha un budget di 138.873.000 euro.  Potete consultare il bando a questo sito https://agenziagiovani.it/category/corpo-europeo-di-solidarieta-2021-2027/  Inoltre ci sono fondi per progetti a favore dei disabili e anche una nuoa aStrategia europea per la disabilità. Mentre ci sono fondi anhe per attività di formazione continua, di inserimento lavorativo, ad esempio, anche per i carcerati e fondi per aiutare non solo ad acquisire competenze , ma anche per poter aprire proprie attività. I centri di formazione professionale con i corsi IeFP sono ad esempio un importante sostegno cofinanziati con fondi europei. Un esempio concreto?  Gli studenti del carcere di Bollate, quali Alessandro, Adil, Prince, Vicenzo, Giovanni, che hanno fatto di recente gli esami IeFP - Istruzione e Formazione Professionale, hanno dimostrato impegno, volontà di riscatto, hanno presentato in italiano e in inglese progetti ideati da loro per la futura creazione di prossime imprese sociali e attività in vari settori dal turismo, all’agriturismo, all’ecosostenibilità, alla posa in ceramica, ai trasporti/logistica, alla gestione di immobili, grazie al valido supporto ed alla dedizione e professionalità di docenti dell’I.T.C.S. – Istituto Tecnico Commerciale Statale Primo Levi. “Per me il carcere è un luogo di riqualifica esistenziale, in cui ho incontrato persone, volontari e docenti, che mi hanno dato fiducia e mi hanno aiutato, non solo a studiare, per una professione, per un progetto, mio personale, ma anche a percepirmi in positivo, come individuo, a capire che, alla società, posso interessare, se riqualificato, e se percepisco che sono accettato, per quello che sono e che valgo come Persona; hanno lavorato con me, non solo dal lato della formazione, dandomi del lavoro, ma anche dal lato umano, per togliere il ‘nero’ che a volte si ha nell’animo, per ritrovare i Valori e da qui, da questa consapevolezza, è nato il mio progetto, per proseguire su questa strada e aiutare con le mie mani, anche altri detenuti in futuro”, dice V., che ha presentato all’esame un progetto molto articolato che prevede anche la creazione di una fattoria sociale. “Facciamo pose in ceramica e siamo artigiani, anche un pò artisti, forse lavoreremo anche a Dubai”, spiega G.. Nel carcere ci sono tanti progetti grazie alla disponibilità ed alla professionalità del personale sia interno che esterno. Questo fa riflettere,  probabilmente occorrerebbe modificare le leggi e rendere obbligatorio a tutti fare lavori sociali e di volontariato e, vista la recente polemica su Brusca, uscito dal carcere di Rebibbia, gli ergastolani forse dovrebbero farli a vita i lavori sociali per ricordare a se stessi e agli altri che la vita è un impegno costante. La percentuale di carcerati che, scontata la pena, torna a delinquere è purtroppo ancora elevata in Europa. La Commissione europea con il fondo sociale europeo cofinanzia progetti come quello denominato INTRA che favorisce il miglioramento della condizione sociale e lavorativa dei soggetti detenuti nel Nuovo Complesso penitenziario di Capanne (Perugia), facilitando il loro accesso al mercato del lavoro attraverso l’orientamento, formazione, tirocinio e counselling. L‘ associazione Antigone ha partecipato a diversi progetti europei sul tema  carceri ed anche alla creazione di un  European Prison Observatory con  l'obiettivo di  valutare delle strategie e dei programmi di prevenzione e contrasto alla radicalizzazione violenta in carcere e nei centri di detenzione negli Stati dell'Unione Europea, con ricerche comparate sulle normative e sulle buone pratiche.

Domanda: si parla tanto di giustizia che non funziona, ma non ci sono dei fondi europei per migliorare il settore? Negli altri Stati europei ci sono separazioni di funzioni dei magistrati?   Enrico Lauri

Risposta: sì. C’è  anche un  nuovo programma comunitario intitolato Giustizia. Il programma, che costituisce parte del Fondo Giustizia, Diritti e Valori attivo per il periodo 2021-2027, intende sostenere l'ulteriore sviluppo di uno spazio europeo di giustizia, basato sullo Stato di diritto e sul riconoscimento e la fiducia reciproci, promuovendo la cooperazione giudiziaria nel campo del diritto civile e penale, la formazione giuridica e l’accesso alla giustizia per tutti. Vengono cofinanziati ad esempio progetti volti a promuovere la cooperazione giudiziaria in materia civile e penale transnazionali e nazionali. Di recente l’associazione Meritocrazia ha aderito alla manifestazione del 23 giugno sulla separazione delle carriere dei magistrati. In più occasioni, Meritocrazia Italia ha ribadito la necessità che venga fin da subito operata una separazione delle carriere (giudicante e inquirente) dei magistrati, sin dalla fase concorsuale, con revisione della Carta costituzionale e istituzione di un doppio CSM, che, meglio strutturato e funzionante, sia capace di escludere ogni pericolo per indipendenza e serenità di valutazione, ha ribadito di recente il presidente di Meritocrazia Italia Walter Mauriello. L’elemento etico e culturale sembra conferire una particolare solidità a principi condivisi da tutti gli Stati  europei anche se l’organizzazione della giustizia è diversificata.  In Francia i magistrati francesi hanno la possibilità di passare da una funzione all`altra, ma i “giudicanti” non possono essere trasferiti senza il loro consenso. In merito alla possibilità di passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa; in Francia,  tale passaggio può avvenire sempre, purché non avvenga nel medesimo ufficio giudiziario mentre in Italia  la legge 30 luglio 2007 ha posto limiti assai stringenti a tale possibilità, limiti  che da ultimo la riforma ha ribadito prevedendo che la separazione delle carriere, sancita costituzionalmente, venga poi  - di nuovo -  definita nei dettagli dalla legge (art. 104 c. 2  del ddl costituzionale). Su questo aspetto, ritenuto dai più come un corollario importante per evitare una riduzione dell’attività del pm a logiche più rispondenti alle funzioni di polizia, il principio del corpo unico dunque risulta più forte in Francia, ove pur non sembrano esserci ostacoli di principio  alla sussistenza di funzioni di provenienza politica in materia di giurisdizione. In Germania il pubblico ministero gode di uno status giuridico diverso dalla magistratura giudicante e le carriere rimangono separate in quasi tutto il Paese, fanno eccezione alcuni Laender, tra cui la Baviera, dove il passaggio tra le due funzioni è frequente.  In Germania  tutti in tutti i casi in cui la politica viene coinvolta, i Pubblici ministeri tedeschi sembrano come paralizzati. E questo avviene per un motivo ben preciso: il sistema gerarchico della magistratura. Infatti quando si apre un’istruttoria nei confronti di un uomo politico, il competente Ministro della Giustizia del Land viene subito informato e segue da vicino l’iter del procedimento, impartendo proprie direttive su quanto deve essere fatto in quel dato procedimento. Di fronte alle criticità del modello tedesco si è anche vociferato in dottrina di una possibile imitazione del modello italiano (“vom Italien lernen”). In Italia il dibattito rimane aperto, per alcuni la separazione costituisce una misura necessaria e auspicabile per riassestare una bilancia che viene considerata essere squilibrata dalla parte del potere giudiziario; altri considerano invece tale bilancia troppo pendente a favore dell’esecutivo e temono l’inserimento in Costituzione di elementi di  separazione tra i due gruppi di magistrati   come fattore che rischierebbe di mettere a repentaglio l’indipendenza della magistratura nel suo complesso tramite una compro-missione della posizione del pm.

Domanda: le donazioni di sangue sono normate allo stesso modo in tutta Europa? Nello Bireddu

Risposta: no, nella stessa Italia cambia il protocollo per l’accettazione dei donatori di sangue anche se per alcuni parametri.  In Europa però tutti concordano sull’importanza dell donazioni di sangue e dei suoi componenti (globuli rossi, piastrine e plasma) in quanto agevolano un’ampia gamma di terapie indispensabili e spesso salvavita. Le trasfusioni di sangue sono essenziali in caso di traumi o interventi chirurgici delicati e si rivelano spesso necessarie nella gestione di malattie tumorali o per il trattamento di malattie ereditarie croniche del sangue come la talassemia. Le donazioni di plasma, un componente del sangue, possono anche essere utilizzate per la produzione di medicinali, ad esempio immunoglobuline o fattori coagulanti. Una delle associazioni più attive in Italia è la HSOS  dell’ospedale Sacco di cui è presidente l’attivissimo Renato Dal Compare che ci spiega:” Donare il sangue  è un dovere e un diritto. Il 14 e il 15 giugno, l’Italia ospita a Roma l’evento globale del World Blood Donor Day, la giornata mondiale dedicata ai donatori di sangue istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che quest’anno ha come slogan Give blood and keep the world beating e  le iniziative messe in campo dal ministero della Salute attraverso il Centro Nazionale Sangue e dalle associazioni e federazioni dei donatori sono disponibili anche in versione ‘virtuale’  sul sito wbdd2021.com. Noi come HSOS siamo molto attivi e siamo a supporto dei donatori che con la loro generosità dimostrano senso civico”. Il quadro giuridico che definisce le norme di qualità e di sicurezza per il sangue e i suoi componenti è definito nella direttiva 2002/98/CE, nota anche come direttiva sul sangue. La direttiva sul sangue riguarda tutte le fasi del processo di trasfusione: donazione, raccolta, controllo, trattamento, stoccaggio fino alla distribuzione. È importante notare che i paesi dell’UE possono sempre scegliere di applicare norme più rigorose in materia di qualità e sicurezza del sangue e degli emoderivati”. La Commissione dispone anche di un sistema di allerta rapida per il sangue e i suoi componenti (RAB) e un sistema di allerta rapida per i tessuti e le cellule umani (RATC), che costituisce uno strumento efficace e sicuro per lo scambio immediato di informazioni che si ritiene abbiano un impatto sulla sicurezza o sulla qualità in due o più paesi dell’UE.  Inoltre si sergnala   EUOBU - una guida sull’uso ottimale del sangue nell’UE; DOMAINE - un progetto destinato a generare una popolazione sicura e sufficiente di donatori in Europa: confronto e raccomandazione di buone pratiche per la gestione dei donatori; EuBIS – per lo sviluppo di norme e criteri paneuropei per le ispezioni nei centri emotrasfusionali;  EU - Q - Blood SOP- per lo sviluppo di una procedura operativa standard (SOP) paneuropea per le migliori pratiche nel garantire la qualità e la sicurezza del sangue.

Domanda: gestisco un cinema ci sono degli aiuti europei per noi? Gianfranco Bezzino

Risposta: sì  ci sono sia grazie ai fondi strutturali che consentono di ammodernarli con investimenti anche in nuove tecnologie o per gli ambienti, sia i fondi del programma europeo  Europa Creativa – sezione Media che periodicamente apre dei bandi. E’ aperto ad esempio un bando  intitolato “Networks of European Cinemas” che intende sostenere una rete di cinema al fine di  incoraggiare gli operatori cinematografici a proiettare una percentuale significativa di film europei non nazionali attraverso incentivi e progetti collaborativi; aumentare l'interesse del pubblico per i film non nazionali, anche attraverso lo sviluppo di attività per i giovani spettatori; aiutare i cinema ad adattare le loro strategie all’evoluzione del settore, anche promuovendo approcci innovativi per raggiungere e coinvolgere il pubblico, nonché partnership con altri operatori dell'industria cinematografica e istituzioni culturali locali; favorire lo scambio di migliori pratiche, la condivisione di conoscenze e altre forme di collaborazione transfrontaliera tra i membri della rete. Il bando favorisce la creazione di reti di cinema europee che rappresentino almeno 400 sale cinematografiche indipendenti situate in almeno 20 Stati. Il bando ha un importo di quindici milioni di euro e la scadenza è il 10 agosto 2021 (rif. ec.europa.eu/info/funding-tenders/opportunities) 

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