In tempi di austerity la cooperazione e gli aiuti ai paesi poveri soffrono. Lo certifica l’ultimo rapporto dell’Ocse secondo cui lo scorso anno la quota totale degli aiuti dei paesi Dac (Development Assistance Committee) e’ scesa a 125,7 miliardi di dollari, pari allo 0,29% del Rnl (Reddito nazionale lordo) con un 4% di decremento rispetto al 2011.
L’Italia continua a essere fanalino di coda degli aiuti internazionali, insieme alla Grecia, e ha registrato nel 2012 un taglio del 34,7% dei fondi, il piu’ consistente dopo quello della Spagna, -49,7%. Gli aiuti diretti allo sviluppo del Belpaese nel 2012 sono stati pari a 2,639 miliardi di euro contro i 4,326 dell’anno precedente pari a una quota dello 0,2 del Rnl.
Tra i donatori piu’ generosi continuano a esserci gli Usa, la Gran Bretagna, la Germania, la Francia e il Giappone. Mentre a superare il tetto dettato dall’Onu dello 0,7% di aiuti sono solo alcuni paesi del nord Europa come Lussemburgo, Danimarca, Olanda, Norvegia e Svezia.
