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Caos arbitri, come funzionano i voti che decidono promozioni e dismissioni? La graduatoria nel mirino dopo l’esposto Rocca

Dopo ogni gara visionata arrivano relazione tecnica e voto. La denuncia di Rocca accende i fari sul peso delle medie e sulle valutazioni degli assistenti

Caos arbitri, come funzionano i voti che decidono promozioni e dismissioni? La graduatoria nel mirino dopo l’esposto Rocca
Foto Claudio Furlan/LaPresse – Sala Var 4 di Lissone

Dalla pagella alla classifica finale: perché anche un decimo può cambiare la carriera di un assistente

Nel caso Rocchi c’è un livello meno visibile delle designazioni e del Var, ma fondamentale per capire la denuncia di Domenico Rocca. È il sistema dei voti agli arbitri e agli assistenti. Un meccanismo interno, tecnico, che a fine stagione contribuisce a stabilire chi viene promosso, chi viene confermato e chi invece viene dismesso.

Nel sistema AIA la valutazione nasce dalle visionature ufficiali. Dopo una gara, arbitro e assistenti possono essere valutati da un osservatore arbitrale, da un componente dell’organo tecnico o da entrambi. La prestazione viene analizzata, discussa nel colloquio di fine gara e poi trasformata in una relazione tecnica con voto numerico.

La scala dei voti va da 8,70 a 8,20, con scarti di un decimo. Sembra poco, ma in una graduatoria costruita sulle medie anche uno 0,10 può pesare. Una valutazione più bassa in una partita, una successiva correzione, una gara in più o in meno, una designazione in Serie A invece che in Serie B possono incidere sul percorso di un assistente.

Il regolamento degli organi tecnici prevede che i voti assegnati durante la stagione concorrano a formare una media globale definitiva. Questa media nasce dalla media dei voti definitivi degli osservatori e dalla media dei voti assegnati dall’organo tecnico. Il risultato finale contribuisce alla graduatoria di merito di arbitri e assistenti.

Da qui nasce la parte più delicata. La serve a individuare chi può essere promosso, confermato o avvicendato, cioè sostituito nei ruoli. Nel calcio arbitrale, finire in una certa zona della classifica può significare continuare o uscire dalla categoria.

La denuncia di Rocca si inserisce in questo contsto. L’ex assistente sostiene che la competizione interna non sarebbe stata equilibrata. Nella sua ricostruzione, gli assistenti non sarebbero stati valutati tutti nello stesso modo, né con lo stesso numero e tipo di gare. Rocca scrive di aver ricevuto 14 designazioni nella stagione 2024-2025, una in Serie A e tredici in Serie B. Un dato che, secondo lui, avrebbe inciso sulla possibilità di difendere la propria posizione in classifica.

La sua contestazione riguarda anche il rapporto tra osservatori e organi tecnici. Il regolamento consente la modifica del voto dell’osservatore solo in presenza di contraddizioni o incongruenze evidenti tra relazione e valutazione numerica. La modifica non può superare lo scarto di 0,20 rispetto al voto dell’osservatore e deve essere motivata. Per Rocca, però, alcune valutazioni sarebbero state gestite in modo non uniforme.

Se il voto di un assistente può essere confermato, abbassato o corretto, il criterio con cui questo accade diventa decisivo. Se alcune valutazioni vengono riviste e altre no, se alcuni assistenti ricevono più gare utili e altri meno, la graduatoria finale non è più solo il risultato delle prestazioni in campo.

Nel suo esposto Rocca collega voti, designazioni e permanenza nella categoria. Cita partite, valutazioni ricevute, confronti con altri colleghi e presunti interventi sulle medie. Non contesta soltanto un singolo voto. Contesta il funzionamento di un sistema che, nella sua lettura, avrebbe prodotto una classifica alterata.

La vicenda pesa perché arriva dentro un’inchiesta più ampia sul mondo arbitrale. L’indagine su Rocchi ha acceso l’attenzione pubblica sulle designazioni e sulla sala Var, ma la denuncia di Rocca apre anche un altro fronte: quello della gestione interna delle carriere arbitrali. Perché dietro ogni arbitro mandato in campo c’è una classifica, dietro ogni classifica ci sono voti, e dietro ogni voto c’è una valutazione che può decidere una stagione.

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