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Capello schiaffo al Milan: "Manca qualità. Io alla Roma? Mai dire mai"

UN 'TUTOR' CALCISTICO PER GALLIANI? BOBAN E COSTACURTA (MA ANCHE TRAPATTONI E BERGOMI): TUTTI CON PAOLO MALDINI.ECCO LE LORO PAROLE

Il dopo-Conte non gli interessa ("No, grazie, di nazionali ne ho abbastanza"), al Milan non tornerebbe ("sono troppo amico di Berlusconi, gli direi di no") e nemmeno la panchina giallorossa lo alletta ("Adesso sono bello rilassato, sono appena tornato dalla Russia e mi godo un po' di relax"), anche se, "come in tutte le cose della vita, mai dire mai". Fabio Capello, archiviata l'esperienza in Russia, si diverte a fare lo spettatore di un campionato di serie A piu' combattuto che mai. "Secondo me il livello generale e' migliorato - la sua analisi ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno - Le squadre si sono rafforzare con oculatezza, aggiustando i punti di debolezza".

"In testa c'e' una squadra nuova, l'Inter, l'ho data favorita a inizio anno perche' Mancini sa scegliere i giocatori e dare determinazione. Ha trovato due centrali di valore, che hanno velocita', rispetto al mio Milan crea meno situazioni da gol ma diamogli tempo: quando c'e' la solidita' difensiva e a centrocampo c'e' voglia, si puo' andare lontano. A Napoli c'e' stata la svolta, la convinzione di poter essere forti, e' fra le favorite per lo scudetto". Anche il Napoli e' una "bellissima realta'" e ha un Higuain formato Messi. "Sono contento per lui, lo acquistai io al Real Madrid, ha il gol nel sangue e una capacita' balistica notevolissima, come centravanti puro lo metto fra i primi tre al mondo assieme a Suarez e Lewandowski".

Per lo scudetto Capello tiene in considerazione anche la Fiorentina ("ha grandissimi talenti, Sousa ha capito cosa aveva in mano, ha studiato la squadra di Montella e ha capito che andando piu' velocemente in verticare avrebbe creato grossi problemi all'avversario, fa recuperare velocemente la palla e non fa giocare i rivali") e la Roma.

"Per me e' una delle favorite - prosegue Capello - Ha una rosa piu' competitiva che mai, e' partita molto bene, poi si e' persa e si e' fermata. L'ambiente romano e' molto difficile, ti ammalia, ti avvolge e ti addormenta. Quando abbiamo vinto lo scudetto, nei sei mesi successivi ho lottato per farlo dimenticare e far capire che dovevamo puntare al secondo. Alla Juve e al Milan, quando vinci, non hai fatto altro che il tuo dovere. Roma e' una citta' meravigliosa, dove tutto e' bellissimo e devi estraniarti da questa bellezza. Schemi di Garcia prevedibili? Anche negli anni precedenti la Roma aveva qualche problema difensivo, c'e' un leggero squilibrio ma partendo da una fase difensiva solida si puo' costruire tutto. Garcia ha impostato un gioco offensivo fatto di grandi movimenti e ha lasciato i giocatori, negli ultimi 20-25 metri, liberi di inventare le giocate. In questo modo si espone pero' anche ai contropiedi degli avversari ma se ha segnato tanto e' perche' il gioco offensivo e' positivo". Ma per lo scudetto c'e' anche un'altra pretendente. "L'ultima Juve mi fa paura - confessa - e fossi nelle altre starei attento. Ha ritrovato la forza della difesa e Dybala, per quello che sta facendo a quell'eta' e con una maglia pesante come quella della Juve, sta dimostrando grande personalita' e grande qualita', sara' un giocatore importante a livello mondiale negli anni a venire. A primavera, quando si abbassano i ritmi, energie e qualita' faranno la differenza. In questo penso che Napoli e Juve abbiano qualcosa in piu' degli altri. Il Milan? Lo vedo titubante, che si da' da fare, che corre, che cerca di trovare la strada ma non l'ha ancora trovata. Non ha grandissima qualita', va a strappi, non riesce a imporre quello che l'allenatore vede durante gli allenamenti, quando si gioca la partita ci vuole piu' personalita'". Difesa la scuola italiana degli allenatori ("i nostri tecnici sono piu' attenti a vedere quello che succede in giro per il mondo e a preparare le partite in maniera adeguata a seconda dell'avversario, cerchiamo di imporre la nostra filosofia non solo in campo ma anche fuori, cosa che molti allenatori stranieri non fanno, sono piu' leggeri"), Capello elogia il lavoro di Conte con l'Italia. "La squadra lo sta seguendo, ci sono giovani che stanno crescendo, con qualita' come Bernardeschi. MavHa qualche problema in attacco, non c'e' l'Higuain di turno che ti risolve i problemi ma con la difesa della Juve recuperata in pieno puo' andare molto lontana agli Europei". In Champions, infine, "il Barcellona sara' ancora la squadra da battere ma deve aspettare il ritorno di Messi, e' ancora al 50% e con la paura di farsi di nuovo male".

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