L’Inter si prende la Coppa Italia e chiude la sua stagione con un doblete pesantissimo. All’Olimpico di Roma, la squadra di Cristian Chivu batte la Lazio 2-0 e conquista la decima Coppa Italia della sua storia. A decidere la finale sono un’autorete di Marusic nel primo tempo e il sigillo del solito Lautaro Martinez, ancora una volta uomo delle grandi notti nerazzurre.
Per Chivu è un trionfo dal valore enorme: alla prima stagione sulla panchina dell’Inter, l’ex difensore entra subito nella storia del club, completando l’operazione rinascita dopo la delusione europea e confermando la solidità di una squadra capace di vincere senza nemmeno dover brillare per tutti i novanta minuti.
Inter avanti con l’autogol di Marusic
La partita si indirizza presto. Al 13’, su un calcio piazzato velenoso di Dimarco, la difesa della Lazio va in difficoltà. La deviazione di Thuram sporca la traiettoria e Marusic, nel tentativo di intervenire, finisce per infilare il pallone nella propria porta.
È l’episodio che rompe l’equilibrio e mette la finale nelle mani dell’Inter. La Lazio accusa il colpo, mentre i nerazzurri gestiscono con ordine, pressano alto e impediscono alla squadra biancoceleste di costruire con continuità.
Lautaro firma il raddoppio
Il secondo gol arriva al 35’ e nasce da un altro errore laziale. Tavares si addormenta, Dumfries gli ruba palla e mette in mezzo un pallone comodo per Lautaro Martinez. Il capitano non sbaglia: destro in porta e 2-0.
Per Lautaro è il gol numero 23 della stagione e un altro centro pesante in una finale. L’argentino conferma ancora una volta il suo ruolo di leader tecnico e simbolico dell’Inter: quando la partita conta, lui c’è.
Lazio senza idee, Inter in controllo
La Lazio prova a restare dentro la gara, ma fatica a creare occasioni vere. Il piano tattico biancoceleste regge solo a tratti: squadra compatta, 4-5-1 in fase di non possesso, esterni pronti ad alzarsi sui braccetti nerazzurri. Ma quando si tratta di costruire, la differenza tecnica emerge chiaramente.
L’Inter non produce una finale spettacolare, ma la gioca con maturità. Non concede campo, non si disunisce e sfrutta ogni errore avversario. Nella ripresa i nerazzurri sfiorano anche il tris con Luis Henrique, mentre la Lazio crea una sola vera occasione con Dia, fermato da Martinez.
Il doblete di Chivu
La vittoria dell’Olimpico consegna all’Inter un trofeo che pesa anche sul piano simbolico. Dopo una stagione attraversata da pressioni e aspettative, Chivu porta a casa il doblete al primo colpo e dimostra di aver dato continuità alla struttura vincente della squadra.
Non è stata una finale memorabile per ritmo o spettacolo, ma è stata una finale da grande squadra: cinica, ordinata, solida. L’Inter ha vinto perché ha sbagliato meno, perché ha avuto più qualità nei singoli e perché ha saputo trasformare due indecisioni della Lazio in due colpi decisivi.
Per la Lazio, invece, resta l’amarezza di un’occasione mancata. La Coppa Italia era l’ultima possibilità per dare un senso diverso alla stagione e conquistare l’Europa. Ma contro questa Inter serviva una partita perfetta. E la squadra di Sarri, squalificato, non ci è andata nemmeno vicina.
