La Nazionale al giro di boa: ecco quando è stata l’ultima volta che abbiamo giocato un playoff Mondiale
Gattuso e l’Italia intera vogliono centrare il Mondiale 2026 in USA – Canada e Messico, che si giocherà quest’estate, e per farlo dovranno superare il muro della Bosnia in quel di Zenica. Vincere martedì sera e qualificarsi ai prossimi gironi è di fondamentale importanza, non solo perché eviterebbe il terzo psicodramma calcistico italiano di fila, ma anche perché potrebbe dare una grande spinta nell’accelerare tutte le pratiche del sistema ad incentivare il movimento dai livelli primari.
Uomini chiave – Per farlo, Gattuso potrebbe anche decidere di cambiare uno dei due uomini d’attacco che hanno giocato a Bergamo, con Kean decisamente meglio posizionato in campo e più in palla rispetto a Retegui. L’ingresso di Pio Esposito ha dato ulteriore linfa vitale alla squadra: l’attaccante interista, appena entrato, ha messo Kean a tu per tu con Charles con una grande visione di gioco in diagonale, seppur di mestiere faccia la punta. E il gioiello dal cilindro uscito da Sandro Tonali per il gol del vantaggio azzurro è la dimostrazione che l’ex Milan sia l’uomo in più di questa squadra, che probabilmente si esalta consapevole d’essere allenato dal suo idolo sin da piccolo.
La vittoria con conseguente clean sheet ha caricato la Nazionale che adesso vuole scacciare tutti i fantasmi del passato e giocarsi, finalmente, la competizione mondiale. Ma quando è stata l’ultima occasione in cui ci siamo dovuti giocare i playoff, e poi siamo rimasti con il grosso amaro in bocca nel restare sul divano senza possibilità di tifare i nostri colori al Mondiale?
Marzo 2022 – Più precisamente il 24 marzo 2022, 4 anni e 3 giorni fa l’Italia di Mancini, campione d’Europa in carica dopo la vittoria contro l’Inghilterra ad Euro 2020, vedeva spegnersi la seconda chance di fila di accedere al Mondiale. Ancora più cocente e clamoroso rispetto al 24 novembre 2017 contro la Svezia perché, appunto, il paese vincitore dell’Europeo non si giocava la competizione “maggiore”.
In quel drammatico fine marzo 2022 l’Italia ospitava la modesta Macedonia del Nord allo stadio Renzo Barbera di Palermo, in Sicilia.
Il 4-3-3 difensivo nella formazione titolare vedeva Donnarumma tra i pali, alla sua prima stagione francese al Psg. Emerson Palmieri e Florenzi (West Ham e Milan) come terzino sinistro e destro, poi Bastoni e Mancini (Inter-Roma) coppia centrale.
A centrocampo un mix di esperienza e gioventù con Jorginho playmaker (Chelsea), coadiuvato dal Verratti al Psg in fase calante e Barella sempre all’Inter.
Terzetto d’attacco tutto della Serie A con Berardi, Immobile e Insigne (rispettivamente Sassuolo, Lazio e Napoli).
Un 11 titolare dal valore complessivo di ben 431 milioni di euro, ma nei 90’ nessuno dei nostri fu in grado di battere la porta macedone presieduta da Dimitrievski.
Anzi, a capitolare in uno degli ultimi palloni disponibili fu proprio Gigio Donnarumma, sorpreso dal tiro dalla distanza di un ex Palermo, vale a dire Alekdandar Trajkovski.
Confronto con la rosa attuale – La rosa attuale dell’Italia, invece, che vede a 90’ di orologio il Mondiale con il muro bosniaco da scavalcare, vale la bellezza di 473 milioni di euro complessivi, praticamente una media di 43 milioni per calciatore.
Spiccano chiaramente i militanti in Premier League (Donnarumma del Manchester City a quota 45 milioni di euro, Calafiori dell’Arsenal 50 milioni, Tonali del Newcastle ben 80 milioni) e gli interisti presenti in rosa (Bastoni con un valore di 70 milioni, Barella e Dimarco entrambi 50 milioni).
Insomma, ci affidiamo alla tanta esperienza e alla “cazzimma” che solo uno come Rino Gattuso può infondere nei suoi.

