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Milan disastro: fuori dalla C.Italia. Ma Berlusconi conferma Inzaghi

Inzaghi: "Se non mi cacciano sto qui a vita" - "So che il presidente e la squadra mi vogliono bene, ma ho bisogno di tempo, sono alla prima esperienza. Poi accetto tutte le decisioni della società", ha detto nel post partita Pippo Inzaghi.

Sulla sua panchina in bilico: "Non mi interessano questi discorsi. Mi spiace aver perso una partita così, decisa da episodi. Dobbiamo ripartire, fare quello che sappiamo fare: abbiamo dato tutto, ed è stato anche tanto, ma non è bastato".

"Come mi sento?  Ferguson ha vinto il primo titolo dopo sette stagioni a Manchester, Mancini che è il guru degli allenatori ha le sue difficoltà. Non mi sento disperato, io vado avanti per la mia strada, il Milan rinascerà".

Poi analizza la partita: "Non siamo stati inferiori alla Lazio, in dieci dovevamo essere più ordinati. Due gol li abbiamo fatti, sono stati annullati e qualche dubbio ce l'ho, a Roma avevamo giocato peggio. Siamo anche sfortunati, tanti giocatori fuori causa, non avevo cambi. Abbiamo retto il confronto con la Lazio che combatte per il terzo posto. Se nel secondo tempo avessi avuto Bonaventura, se Honda non avesse avuto alle spalle le fatiche asiatiche. Non cerco scuse, non le cerco. Dobbiamo ritrovare la vittoria, serve quella".

Pippo parla di Mexes che non era stato convocato dopo l'espulsione di sabato. "Ha sbagliato, rientrerà. Non gli diamo la croce addosso, anche Cristiano Ronaldo è stato espulso".

Arriva Bocchetti, forse Destro e magari qualche altro rinforzo. Cosa potrà cambiare? "Io sono sempre andato coi piedi di piombo, io cerco di dare tutto me stesso. Vedo altri miei colleghi alle prese con problemi. Il Milan fino a dicembre ha illuso. Poi è stata dura, troppe assenze, troppo di tutto".

Inzaghi promette: "Io voglio riportare il Milan in alto, in Europa". E confessa: "Io sono il primo a star male quando il Milan non vince, non ho fatto gli esempi di Ferguson e Mancini così, a caso. E' un mestiere difficile, io voglio arrivare al successo, se mi sarà dato il tempo cercherò di farlo. Sapevo che era difficile, sarà ancora più bella per me questa sfida. La voglio vincere, spero che mi diano l'opportunità di farlo. Vado avanti per la mia strada, con le mie idee. Dobbiamo fare meglio e fare di più".

Giura di non essere pentito di aver accettato la panchina del Milan (un anno fa di questi tempi fu vicino al Sassuolo): "Ci mancherebbe, se non mi cacciano starò qui a vita. Sono sulla panchina dei miei sogni, so che tanti credono in me, darò tutto me stesso. Se può bastare non lo so. Ma io sono così".

La telefonata di Silvio a Galliani che conferma Pippo - Una telefonata tra Berlusconi e Galliani ha chiarito la posizione della società quando tutti davano per scontato l'esonero di Inzaghi con il timone di comando passato a Mauro Tassotti sino al termine della stagione (in attesa di puntare su un mister di spessore: da Montella a Spalletti, tanto per fare due nomi caldi). Invece il patron ha fatto sapere che Pippo resta e si siederà sulla panca rossonera anche nel posticipo di domenica prossima a San Siro contro il Parma.

In questo inizio di 2015, il Milan ha perso 4 partite: contro Sassuolo e Atalanta in casa e la doppia sfida contor la Lazio (prima all'Olimpico e ora in quesi quarti di Coppa Italia). La squadra rossonera è in grande difficoltà a 10 punti dal terzo posto e a 8 dalla zona Europa League.

Milan il disastro è servito: eliminato dalla Lazio in Coppa Italia - Un Milan volenteroso e poco piu', incapace di rimontare lo svantaggio nonostante l'espulsione al 45' di Cana (doppia ammonizione). Nuvole ancora piu' nere sul futuro di Inzaghi, mentre la Lazio conferma l'ottimo periodo di forma e adesso attende la vincente di Napoli-Inter. Il Milan si illude con Cerci e Poli, ma dopo 9' quasi regala il gol alla Lazio: e' Abate a 'servire' Klose che dribbla Abbiati pero' non inquadra la porta. Manie autolesionistiche in casa rossonera: stavolta l'alleggerimento sbagliato e' di Menez, decisiva l'uscita di Abbiati che anticipa Keita. Un tiro del francese impegna Berisha, sul fronte opposto chiude Montolivo su Cataldi. Alla mezz'ora, da un'iniziativa di Menez, Pazzini avrebbe un'occasione d'oro ma Parolo lo rimonta; poco dopo guizzo di Cerci (in offside), Berisha ha un ottimo riflesso. Al 38', pero', altra follia che il Milan stavolta paga a caro prezzo: Albertazzi tocca il pallone con il braccio in piena area, Rocchi assegna giustamente il rigore che Biglia trasforma spiazzando Abbiati. Nel primo tempo delle ingenuita', paga dazio anche la Lazio al 45': Cana, gia' ammonito per un fallo analogo su Cerci, entra da dietro su Menez a centrocampo e Rocchi lo caccia. Pioli 'aggiusta' la difesa con Novaretti per Cataldi (poi si fara' male anche Mauricio, dentro Basta), Inzaghi rilancia Honda (fuori Muntari) e il Milan quasi pareggia con Alex. Ci provano anche Honda e Pazzini, Novaretti e' decisivo sull'affondo di Abate, ma e' la Lazio ad andare a un centimetro dal raddoppio: Basta per Onazi, che serve Keita, diagonale dello spagnolo e palo pieno. Il Milan non ne ha piu' e chiude tra i fischi di un pubblico che aveva gia' deciso di 'salvare' Inzaghi e buttare Galliani (che abbandona la tribuna in anticipo) giu' dalla torre. La crisi rossonera e' ormai certificata.

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