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Mondiali, caos Ebola per il Congo…e torna di moda il tema ripescaggio. Sarà l’Italia?

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo entra nella marcia di avvicinamento ai Mondiali e stravolge i piani della nazionale africana

Mondiali, caos Ebola per il Congo…e torna di moda il tema ripescaggio. Sarà l’Italia?

Dagli Stati Uniti al Messico, il caso sanitario complica il cammino del Congo

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo entra nella marcia di avvicinamento ai Mondiali e stravolge i piani della nazionale africana. La federazione congolese ha cancellato il ritiro previsto a Kinshasa e ha deciso di trasferire la preparazione in Belgio, dove la squadra lavorerà in vista delle partite del Gruppo K contro Portogallo, Colombia e Uzbekistan.

La scelta nasce dall’emergenza sanitaria che sta colpendo il Paese e che ha fatto scattare l’allarme anche nei Paesi ospitanti del torneo. Il Congo può contare su 26 convocati che giocano tutti all’estero e che, secondo quanto emerso, non sono rientrati di recente in patria. Tra loro ci sono anche diversi calciatori legati al calcio inglese, come Tuanzebe, Sadiki, Wan-Bissaka e Wissa.

Il problema non riguarda solo la preparazione. Le partite del Congo sono previste tra Stati Uniti e Messico, due Paesi che guardano con attenzione all’evoluzione dell’emergenza. Gli Stati Uniti hanno già introdotto restrizioni temporanee all’ingresso per chi ha soggiornato nelle zone considerate a rischio, una misura che potrebbe complicare la gestione delle gare di Houston e Atlanta.

Anche il Messico ha alzato il livello di attenzione. In vista della partita di Guadalajara, il ministro della Salute Kershenobich ha emesso un’allerta epidemiologica. Alcuni esperti locali hanno invocato misure più rigide, dalla quarantena di 21 giorni per i calciatori africani fino al divieto d’ingresso per i tifosi provenienti dalle aree più esposte.

La federazione internazionale resta in contatto con le autorità per garantire la sicurezza nei tre Paesi ospitanti. Il nodo, però, è anche sportivo. Se il blocco logistico e sanitario dovesse impedire al Congo di prendere parte al Mondiale, si aprirebbe uno slot nel tabellone principale.

Ritorna quindi, il tormentone del ripescaggio. Per ora resta uno scenario limite, perché non c’è una rinuncia ufficiale della nazionale congolese. Ma l’emergenza Ebola ha rimesso in movimento un tema che sembrava chiuso: cosa accadrebbe se una squadra qualificata non potesse partecipare al torneo?

La risposta, al momento, non esiste. Ma si riapre quella discussione su chi, in caso, potrebbe sostituire la nazionale africana, e l’Italia torna di moda, anche se, la possibilità così come per il caso Iran è remota, per usare un eufemismo.

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