Manolas, Osimhen e i giovani inseriti nell’affare col Lille: cosa contesta l’accusa
Non c’è solo il toto-allenatore nei pensieri del Napoli. Dopo l’addio certo di Antonio Conte, Aurelio De Laurentiis sta lavorando alla scelta del nuovo tecnico. Il presidente azzurro deve però fare i conti anche con il procedimento in cui è accusato di falso in bilancio.
Il fascicolo riguarda l’operazione che portò Kostas Manolas dalla Roma al Napoli nell’estate del 2019 e le presunte plusvalenze fittizie legate all’acquisto di Victor Osimhen dal Lille nel 2020. Le contestazioni mosse dai pm Lorenzo Del Giudice e Giorgio Orano riguardano i bilanci relativi agli anni 2019, 2020 e 2021.
I giudici della nona sezione penale del Tribunale di Roma, dopo l’eccezione sollevata dalle difese del club partenopeo per un vizio di notifica, hanno sciolto la riserva e disposto lo stralcio della posizione della società. Contestualmente, sono stati sospesi i termini di prescrizione ed è stata fissata al 2 dicembre la prossima udienza, in attesa della riunificazione delle posizioni processuali.
Il rinvio a giudizio coinvolge, oltre a De Laurentiis, anche il Napoli e l’amministratore unico Andrea Chiavelli. Il procedimento si inserisce in una fase già complessa per il club, impegnato nella costruzione del nuovo ciclo tecnico dopo la fine dell’esperienza Conte.
Il passaggio più delicato riguarda l’operazione Osimhen. Secondo l’accusa, nel 2020 il Napoli acquistò l’attaccante nigeriano dal Lille inserendo nell’affare anche i cartellini del portiere greco Orestis Karnezis e dei giovani della Primavera Luigi Liguori, Claudio Manzi e Ciro Palmieri.
I tre ragazzi del settore giovanile, sempre secondo quanto contestato, non andarono mai in Francia per firmare il contratto e furono poi girati a club di Serie C. Nelle liste testi che saranno depositate figurano, tra gli altri, lo stesso Victor Osimhen, l’ex direttore sportivo del Napoli Cristiano Giuntoli e i calciatori coinvolti nelle operazioni di mercato tra i club.
La vicenda giudiziaria corre quindi in parallelo al nuovo cantiere sportivo del Napoli. Da una parte la scelta dell’allenatore che dovrà raccogliere l’eredità di Conte. Dall’altra un procedimento che riporta al centro due operazioni di mercato pesanti, quella Manolas e quella Osimhen, e i riflessi sui bilanci del club.

