Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Sport » Roma-Lazio, il derby della discordia si gioca domenica alle 12: il tennis fa la voce grossa e il calcio salva la contemporaneità ma non la faccia

Roma-Lazio, il derby della discordia si gioca domenica alle 12: il tennis fa la voce grossa e il calcio salva la contemporaneità ma non la faccia

Accordo in Prefettura dopo il caso con gli Internazionali di tennis. Binaghi attacca: “Provate a chiedere se dobbiamo spostarci noi o il calcio?”

Roma-Lazio, il derby della discordia si gioca domenica alle 12: il tennis fa la voce grossa e il calcio salva la contemporaneità ma non la faccia
Serie A

La capitale nel caos tra coppa italia derby e tennis: il calendario impossibile che nessuno ha previsto. Così Roma diventa ostaggio degli eventi

Chissà perché. E chissà chi l’ha deciso. Sono queste le domande degli appassionati davanti alla stramba, curiosa e ormai ennesima prova di un sistema in frantumi: la sovrapposizione di eventi in una Roma che, da giorni, sembra soffrire una malattia di insostenibile rarità. La programmazione impossibile. Quella per cui tutto sembra fattibile, finché qualcuno non se ne accorge.

Chi ha deciso di mettere nella stessa settimana finale di Coppa Italia, derby di Roma e Internazionali di tennis? Chissà perché qualcuno non ci ha pensato prima. O forse ci ha pensato, e questo sarebbe persino peggio. Roma è una bolgia impraticabile e altresì insostenibile: mezzi pubblici affollati, traffico, alberghi saturi (circa il 90% delle sistemazioni era già piena), prezzi alle stelle. Gli affitti brevi, nella settimana del torneo, arrivano a circa 2.500 euro per cinque notti, contro i 1.225 euro di una normale settimana di maggio. Il doppio. E buona fortuna a chi deve muoversi, dormire, lavorare, andare allo stadio o semplicemente attraversare la città.

Ma il punto è sempre il solito. E il riflesso pure: lo scaricabarile. Di chi è la colpa? Della Lega Serie A, che deve organizzare e tenere insieme calendario del campionato, Coppa Italia e contemporaneità della corsa Champions? Della Prefettura, che interviene quando la questione diventa ordine pubblico? Della FITP, che ha il suo torneo internazionale e non può smontarlo a piacimento? Di Sport e Salute, proprietaria dello Stadio Olimpico e gestore del Parco del Foro Italico, dunque parte centrale nella logistica dell’area? O di quel meraviglioso modus operandi italiano per il quale la colpa è di tutti insieme, che è spesso il modo più elegante per dire nessuno?

Certo che ci vuole una certa furbizia nel sovrapporre tre eventi di una tale portata proprio nella parte finale della stagione calcistica. Il momento in cui, deontologicamente e giustamente, tutte le squadre che competono per lo stesso obiettivo devono giocare in contemporanea. Il derby non è una partita qualsiasi. E tra l’altro Roma e Lazio sono in corsa per la Champions e il loro orario si porta dietro anche quello di Como-Parma, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Pisa-Napoli. Una catena. Un domino. Una città intera appesa a una decisione presa, tardi, oggettivamente tardi e quando ormai il raffreddore si è già trasformato in influenza. Ah, la prevenzione, cara sconosciuta. Ah, programmazione, beata sconosciuta.

La fragilità del calcio italiano e quel fantasma dell’incapacità gestionale – ci scuseranno per la terminologia aggressiva – non sono più una suggestione dei più remoti meandri del cervello. Quello spettro è roba viva. Sta nella riunione convocata per tappare il buco. Per di più imposta dal Tar, un po’ come fa la maestra quando due alunni litigano: datevi il mignolo, fate pace.

Perché fare un calendario così? Perché arrivare a una riunione tra Lega, Prefettura, FITP e Sport e Salute solo quando il problema è già diventato emergenza? Perché lasciare che una città intera debba adattarsi a incastri che sembrano pensati più per essere subiti che governati?

Perché scoprire solo alla fine che Roma non è un foglio Excel, che il Foro Italico non è una casella da riempire e che l’Olimpico non vive nel vuoto pneumatico? La contemporaneità è giusta. La regolarità del campionato va difesa. Ma usare una regola sacrosanta per coprire una gestione improvvisata è un’altra storia.

Proprio per questo il calendario andava maneggiato prima, non rattoppato dopo. Perché quando l’Olimpico e il Foro Italico diventano lo stesso campo minato, non basta dire che c’è un piano di sicurezza unico. Bisognava evitare di arrivarci così.

Binaghi attacca il calcio: “Calendario fatto con i piedi”

Le parole più dure sono arrivate da Angelo Binaghi, presidente della Federtennis, quando il caos era ancora pieno. “Spostare l’orario della finale degli Internazionali? Mi dispiace perchè De Siervo e Simonelli sono due dirigenti seri, preparati e onesti. Io credo siano i migliori dirigenti del calcio attualmente, non credo siano stati loro i responsabili. Ma che si sia fatto un calendario il giugno scorso mettendo il derby di Torino durante le Finals poi per fortuna anticipato, con un dialogo che io ho avuto con De Siervo, poi qui rimane la finale di Coppa Italia il mercoledì e il derby capitolino durante gli Internazionali, sono grandi coincidenze. Andreotti cosa diceva: a pensar male si fa peccato, ma a volte non si sbaglia”.

Derby Roma-Lazio alle 12, la decisione dopo il vertice in Prefettura

Il derby Roma-Lazio si giocherà domenica 17 maggio alle 12. La decisione è arrivata al termine del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza pubblica riunito in Prefettura, dopo l’invito del Tar del Lazio a trovare una soluzione condivisa sull’orario della partita.

Resta confermato il programma degli Internazionali di tennis, con la finale del singolare maschile prevista alle 17. La convivenza tra Olimpico e Foro Italico sarà gestita con un rafforzamento straordinario delle misure di safety e con un coordinamento operativo unico per l’area.

La Lega rivendica l’accordo, ma metà giornata cambia orario

La Lega Serie A ha incassato l’accordo parlando di “soddisfazione per lo spirito di collaborazione e responsabilita’ istituzionale che ha consentito di individuare una soluzione condivisa, e da Lega auspicata fin dall’inizio, che permettera’ di gestire in maniera ottimale l’afflusso e il deflusso degli spettatori della sfida capitolina e della finale degli Internazionali di tennis nella stessa area del Foro Italico”.

Per garantire la contemporaneità nella corsa Champions, alle 12 si giocheranno anche Como-Parma, Genoa-Milan, Juventus-Fiorentina e Pisa-Napoli. Il derby non si sposta da solo: si porta dietro metà della penultima giornata.

Tennis fermo alle 17, Binaghi: “Dobbiamo spostarci noi o il calcio?”

Binaghi aveva già respinto l’idea di toccare la finale del tennis. “Provate a chiedere all’opinione pubblica se oggi dobbiamo spostare l’orario noi o il calcio? Noi lo abbiamo fatto per 25 anni. Ma al di là del fatto che sono meccanismi diversi e loro possono organizzare il calendario come vogliono, noi non siamo proprietari dei diritti che gestisce l’Atp e ci sono tanti paesi collegati. Abbiamo un torneo è che parte di un circuito internazionale, c’è qui il supervisor dell’Atp che non credo possa spostare l’orario perchè c’è un deficiente, come ha scritto anche il Corriere della Sera, che ha organizzato un calendario del calcio fatto con i piedi”.

Derby alle 12, finale alle 17: Roma assorbe tutto

Alla fine il calcio resta alla domenica, il tennis non arretra e Roma si prende tutta l’accozzaglia di roba senza fiatare.
Derby alle 12, finale degli Internazionali alle 17, piano sicurezza rafforzato e una domanda rimasta in piedi: perché arrivarci così?

“Era già tutto previsto” cantava Cocciante. Sì, ma previsto male.

LEGGI TUTTE LE NOTIZIE DELLA SEZIONE SPORT