Velo autorizzato ovunque, menù halal e insegnamento dell’arabo nelle scuole, nuove moschee. Ecco il programma del dell’Union des Démocrates Musulmans de France (Umdf), il partito islamico che si presenterà alle prossime elezioni amministrative in Francia. Una svolta vera e propria, in particolare per un Paese dai forti valori laici come quello francese.
L’Umdf è stato creato dal cittadino francese di origini marocchine Nagib Azergui qualche anno fa ma fino ad ora non aveva mai partecipato a nessuna tornata elettorale. Ma stavolta il partito è riuscito a raccogliere gli oltri 200 nomi necessari a depositare le liste. L’impresa è stata compiuta da Nizzarr Bourchada, il capolista dell’Umdf alle elezioni regionali del 6 e 13 dicembre prossimi. Il partito islamico sarà dunque presente alle elezioni regionali in Ile-de-France, la zona intorno a Parigi.
Si tratta di un evento davvero epocale, anche perché in Francia la religione in politica è sempre stata un tabù. Finora era rimasto rimpossibile unire riferimenti religiosi al nome di una compagine politica. Ora l’Umdf sfida anche questa consuetudine basata su fortissimi valori laici. Le critiche sono arrivate soprattutto da destra ma anche dal governo.
Il programma del partito islamico? Il minimo comun denominatore è quello di proteggere gli elettori musulmani e portare in evidenza le necessità sociali, economiche e culturali islamiche. Tra le altre misure previste ci sono quelle di autorizzare il velo ovunque, introdurre il menù halal e l’insegnamento dell’arabo nelle scuole. Insomma, il primo passo di realizzazione dello scenario di dominazione politica islamica profetizzata dallo scrittore Michel Houllebecq nel suo romanzo “Soumission”.

