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Nicole, “l’intermediaria” di Arcore. “Altro che amore, pensava ai soldi”

Nicole, “l’intermediaria” di Arcore. “Altro che amore, pensava ai soldi”
LO SPECIALE DI AFFARI SULLE NOTTI DI ARCORE/ QUARTA PARTE: L’”INTERMEDIARIA”
minetti berlusconi
 

Intermediava la sistematica erogazione di corrispettivi, per l’attività di prostituzione svolta” dalle ragazze, “consistiti nella concessione in comodato d’uso, nonché in contributi economici corrisposti, previo assenso di Silvio Berlusconi, per il tramite del suo fiduciario Giuseppe Spinelli. Organizzava inoltre, in alcune occasioni, l’accompagnamento da Milano ad Arcore di alcune delle partecipanti alle serate, mettendo a disposizione le proprie autovetture”. Ecco come i giudici di Milano descrivono, nelle motivazioni della sentenza Ruby bis, il coinvolgimento di Nicole Minetti in quello che hanno definito il “sistema prostitutivo di Arcore”.

L’INCHIESTA DI AFFARI

PRIMA PARTE/ “Notti di Arcore, testi corrotti”. Silvio verso un nuovo processo

SECONDA PARTE/ Tutte le “cortigiane” del Cav. “E’ pure brutto, mica ci vado gratis”

TERZA PARTE/ Emilio e Lele, i “selezionatori” di Arcore: “Porta lei che le altre son tutte str…”

LO SCENARIO GIUDIZIARIO/ NON E’ PIU’ SENATORE. E ORA? SILVIO ANDRA’ IN GALERA SE…

L’INTERVISTA 1/ Emilio Fede: “Le ragazze? Invitate da Mora. Indaghino sul suo conto a Lugano”

L’INTERVISTA 2/ Lele Mora: “Ruby l’ho invitata io, ma fu Fede a chiedere 3 milioni a Berlusconi”

Leggendo le motivazioni della sentenza Ruby bis, quella che ha condannato in primo grado Emilio Fede, Lele Mora a 7 anni per favoreggiamento e induzione alla prostituzione e Nicole Minetti a 5 anni per favoreggiamento, emergono ancora meglio i contorni della vicenda che sta facendo perdere il sonno a Berlusconi che, dopo la condanna a 7 anni in primo grado, rischia di trovarsi nuovamente a processo con l’accusa di corruzione in atti giudiziari nel nuovo filone d’inchiesta Ruby ter. Una vicenda nella quale, secondo i giudici, ognuno ha un ruolo preciso. Berlusconi è il “re” (o il Cavaliere) del quale bisogna soddisfare i desideri. Ruby e le altre “olgettine” sono le “cortigiane” che soddisfano questi desideri in cambio di qualcosa, magari il sogno di una carriera televisiva. Emilio Fede e Lele Mora sono descritti dai giudici come i “selezionatori”, coloro che si premuniscono a procurare al Cavaliere gli oggetti del desiderio e che si preoccupano di mantenere vivo questo desiderio procurando nuove “cortigiane”. Nicole Minetti è l’”intermediaria” tra il Cavaliere e le “olgettine”, un po’ rivale e un po’ sorella maggiore che dispensa consigli su come colpire l’immaginazione del “re”.

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NICOLE, L’”INTERMEDIARIA” DEL CAV – Secondo i giudici il ruolo ricoperto da Nicole Minetti è soprattutto quello di intermediaria tra l’ex presidente del Consiglio e le ragazze di Arcore, soprattutto quelle più assidue, vale a dire le cosiddette “olgettine”. Si legge nelle motivazioni della sentenza Ruby bis: “Il ruolo gestionale di Nicole Minetti, con riferimento alle abitazioni di via Olgettina, emerge nitidamente”, scrivono i giudici milanesi. “Appare come il soggetto preposto alla intermediazione tra le giovani donne che vi abitano e Berlusconi nell’integrale sostenimento delle spese”.

La Polanco”, continuano i giudici, “ricordava, al riguardo, di aver ottenuto un appartamento in via Olgettina tramite la Minetti, di aver inizialmente pagato lei il canone di locazione, ma in seguito di essere stata ‘aiutata’ a pagarlo da Berlusconi. La Minetti si occupava di tutte le incombenze correlate: invitava le ragazze a consegnarle bollettini delle utenze e delle assicurazioni e diceva: ‘Ci penso io, date le cose a me, io porto dal ragioniere e faccio fare tutto io”. A supporto di questa tesi i giudici citano un sms inviato dalla Minetti a tutte le ragazze abitanti in via Olgettina il 23 settembre 2010. Ecco il testo dell’sms riportato dai giudici: “Bimbe, sto venendo a Milano 2, se avete buste, bollette, eccetera, venite giù a portarle. Bacini”. La Minetti ha giustificato il messaggio “sostenendo che facesse riferimento al monolocale” a lei intestato, che aveva temporaneamente prestato alla destinataria dell’sms Aris Leida Espinosa. Ma i giudici non le hanno creduto e hanno giudicato la sua versione “inverosimile”.

PREPARATI, NE VEDRAI DI OGNI” – Ogni tanto Nicole è anche un’amica delle ragazze presenti alle serate di Arcore. Talvolta le “prepara” a quello che vedranno e a ciò che dovranno fare. È il caso, secondo i giudici, del suo rapporto con la testimone Melania Tumini, ex compagna di liceo dell’ex consigliera regionale della Lombardia. I giudici trascrivono la telefonata del 19 settembre 2010, quando Nicole Minetti illustra a Melania Tumini “in modo piuttosto colorito, cosa avrebbe dovuto aspettarsi dalla serata”. “Ne vedi di ogni”, dice Nicole. “Cioè, te ti fai i cazzi tuoi e io mi faccio i cazzi miei per l’amor del cielo, però ne vedi di ogni, cioè nel senso la disperation più totale. Cioè, capirai, no? C’è gente per cui è l’occasione della vita, quindi ne vedi di ogni (…) Ci sono varie tipologie di persone, c’è la zoccola, c’è la sudamericans che non parla neanche italiano e viene dalle favelas, c’è quella un po’ più seria, c’è quella via di mezzo tipo Barbara Faggioli e poi ci sono io che faccio quel che faccio, capito? Per cui, ecco, era solo per non confonderti la ma… nella massa, non sei timida, fregatene, sbattitene il cazzo e via andare”. Insomma, la Minetti incita l’amica a mettersi nel mood giusto. E le consiglia come farsi notare: “Te fidati di me, punta su. A) il francese, che lui sbrocca, gli prende bene e tutto. Digli tutto quello che fai, seconda laurea, sei stata: A) tre mesi alla Sorbona che anche lui ha studiato alla Sorbona, si si, si esalta di brutto, non entrare nel dettaglio…”

“ALTRO CHE AMORE” – Nicole, secondo la testimonianza di Melania Tumini ma anche di Chiara Danese, era lei stessa protagonista delle notti di Arcore. Melania, per esempio, riferisce che la Minetti “si era travestita da uomo indossando sopra un paio di culotte una camicia di foggia maschile e una cravatta. Non indossava pantaloni”, si legge nelle motivazioni della sentenza Ruby bis. E i giudici sono convinti che l’unico interesse di Nicole, come quello delle altre ragazze, fosse di natura economica. La corte milanese prende a esempio una conversazione telefonica tra la Minetti e Barbara Faggioli, che “commentano la volubilità del premier che ogni due per tre elegge una favorita per poi subito dimenticarla a vantaggio di un’altra”:

Minetti – “Amore… perché è così, perché… è una moda. Non è niente di più e niente di meno. Caz… c… è così con tutti, non è con me e con te. Cioè… ntz… capisci? La Lisa, la… ti ricordi quando c’era il momento Lisa?”

Faggioli: “Mhm, mhm”. (…)

Minetti: “Secondo me… cioè… semplicemente ieri sera c’aveva altri cazzi, che erano Aris. Punto, basta, fine, stop. Ma chi se ne frega?”

Faggioli: “Sì’, va beh, ma quello l’abbiamo visto già appena arrivata, proprio”.

Minetti: “E infatti. Ma va bene così. Magari tra due settimane sarà… Pinco Pallo”.

A margine dell’intercettazione, i giudici concludono: “Non vi è traccia in questa e nelle altre conversazioni intercettate di quell’”amore vero” che Nicole Minetti ha così tanto enfatizzato nel corso delle sue spontanee dichiarazioni. Ciò che pare evidenziarsi, di contro, è l’avidità e la cupidigia di queste donne, così prive di risorse personali, da prestarsi a condotte degradanti per denaro, ossia prostituirsi. Altro, non ‘vero amore’. O forse era finito”.

 

nicole minetti 8Guarda la gallery Ruby, Minetti e le altre: fotostoria delle olgettine