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Resvalue e Trovabando aiutano le PMI a trovare finanziamenti
David Pelilli

Spesso lo scoglio principale contro cui rischia letteralmente di “schiantarsi” chi ha un'idea imprenditoriale vincente e vorrebbe tradurla in pratica, costituendo una sua startup e iniziando a operare è rappresentato, oltre che da un'opprimente burocrazia, dalla difficoltà di reperire i fondi necessari e di farlo nel modo più rapido ed “economico” possibile. Non tutti possono infatti, per mille motivi, mettersi sul mercato per reperire capitali con un crowdfunding. D'altra parte, a sapersi muovere, i fondi si trovano, e magari a condizioni agevolate o addirittura con contributi a fondo perduto.

Ho parlato di queste essenziali problematiche con David Pelilli, docente universitario, esperto di finanza e consulenza aziendale, CEO e Co-founder di Resvalue.

 

David, secondo la tua esperienza, quali sono i problemi che incontra più frequentemente uno startupper nel nostro Paese?

Trovo che le startup condividano le stesse difficoltà delle imprese già sviluppate: organizzazione, metodo e cultura al lavoro, reperimento delle necessarie risorse finanziarie, mancanza di un portafoglio clienti, almeno all’inizio, su cui poter contare per autofinanziare il proprio business. Una startup replica di fatto gran parte dei processi di un’azienda già affermata, con la differenza che, nella maggior parte dei casi, non ha una struttura organizzativa multispecializzata alle spalle che la possa supportare in modo costante nei suoi primi passi.

Le difficoltà, dall’altra parte, sono anche il vero motore della crescita di una startup, a patto che guidino la continua innovazione nei processi e facciano emergere una cultura organizzativa di attenzione ai dettagli e ai feedback che si possono raccogliere dal mercato.

 

Ci puoi allora spiegare come, quando e soprattutto perché è nata Resvalue?

Resvalue è nata nel Settembre 2014 a seguito della vittoria di un contributo a fondo perduto di € 100.000 per il sostegno agli Spin off di ricerca, erogato da Filas, l’attuale Lazio Innova.

Prima di vincere questo contributo, abbiamo cercato in lungo e in largo sul web informazioni relative ad agevolazioni che ci dessero una prima spinta per costituirci: ci siamo subito resi conto che non esisteva uno strumento che semplificasse realmente la vita ad altre imprese come la nostra.

Resvalue e Trovabando sono nate per aiutare quindi le PMI italiane a utilizzare al meglio la leva della finanza agevolata e degli aiuti alle imprese, per sostenere i loro investimenti e creare nuovi posti di lavoro.

 

Come è formata attualmente la vostra squadra?

Al momento la squadra è composta da cinque soci oltre a me, il Prof. Daniele Previati, Ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari, la Prof. Michela Marchiori, professore Associato di Organizzazione Aziendale, Lucia Marchegiani, ricercatrice e docente di Knowledge Management e Gestione delle Risorse Umane, Luca Artesi, ingegnere di formazione con un MBA all’INSEAD, imprenditore ed ex consulente BAIN e McKinsey, e Marina Azzolini, ex studentessa mia e del Prof. Previati con esperienza nell’ambito della consulenza alle PMI. Con i soci collabora un team molto affiatato di studenti laureati della Facoltà di Economia, che si occupa di digital marketing e CRM, oltre che un team di sviluppo IT e una rete di consulenti che ci supporta nello sviluppo della documentazione necessaria per far partecipare con successo i nostri clienti alle agevolazioni che abbiamo individuato per loro.

 

Puoi entrare nel dettaglio dei prodotti e dei servizi che offrite alle startup che si rivolgono a voi?

Ci occupiamo di consulenza strategica e direzionale per imprese di piccole e medie dimensioni.

Da quando ci siamo costituiti, abbiamo aiutato diverse startup nella realizzazione della documentazione di business planning a supporto di operazioni creditizie, attività di fundraising e partecipazioni a bandi e agevolazioni pubbliche. Grazie a un meccanismo di selezione dei progetti che seguiamo, siamo riusciti a mantenere un tasso di successo del 100% sulle operazioni che abbiamo supportato, cosa di cui andiamo particolarmente fieri.

Tutte queste attività si affiancano a quella di sviluppo della piattaforma Trovabando, che consente alle startup già costituite, e in generale alle società di capitali, di identificare solo i contributi a fondo perduto, i finanziamenti agevolati, le garanzie del credito, gli sgravi fiscali e gli investimenti in capitale di rischio a cui possono realmente accedere e che fanno davvero al caso loro. Tutto questo in completa autonomia e con un notevole risparmio di tempo e risorse finanziarie.

Per i professionisti (dottori commercialisti e società o free-lance che si occupano di finanza agevolata), associazioni di categoria e acceleratori, abbiamo anche lanciato nel novembre scorso Trovabando Pro, una versione specifica per chi ha da gestire molte imprese a cui vuole offrire un servizio innovativo di finanza agevolata.

 

Come può una startup iniziare a usufruire dei vostri servizi?

Basta collegarsi al sito www.trovabando.it, registrarsi, inserire il codice fiscale dell’azienda e rispondere a un semplice questionario guidato.

In meno di un minuto la startup riceverà un report navigabile online o scaricabile in pdf contenente la modulistica necessaria e tutti i dettagli dei bandi e delle agevolazioni pubbliche per cui ha i reali requisiti per accedere. Se vengono scelti i prodotti “Start” o “Sprint” (49 o 79 euro + IVA), sono compresi anche quindici minuti di supporto telefonico con un nostro consulente che aiuterà la startup a scegliere il bando giusto per il suo progetto.

Noi di Trovabando sappiamo bene che in una startup “cash is king”, perciò se in quel momento non ci sono bandi a disposizione della startup, nessun problema: le rimborsiamo il costo del nostro servizio al 100%!

 

Quali risultati avete già ottenuto in questi due anni circa di attività?

In poco più di due anni e mezzo ci siamo tolti diverse belle soddisfazioni; oltre a vincere il Premio Nazionale per l’Innovazione 2015 nella categoria “ICT nei servizi”, abbiamo accompagnato decine di clienti nell’accesso a bandi e agevolazioni pubbliche. Il tutto mentre proseguivamo nello sviluppo della piattaforma Trovabando che, ad oggi, raccoglie circa 2000 utenti. Solo un paio di mesi fa abbiamo iniziato a effettuare le prime campagne di marketing online che ci hanno permesso di triplicare il numero di registrati e raddoppiare il tasso di conversione all’acquisto dei nostri prodotti.

 

Ritieni che l'Italia e la UE siano sufficientemente sensibili alle problematiche imprenditoriali in genere, e a quelle finanziarie in particolare, o si potrebbe fare di meglio?

Credo che le risorse finanziarie in realtà siano più che sufficienti. Basti considerare che solo per il settennato 2014-2020 per l’Italia ci sono 123 miliardi di euro da spendere, come riportato dai dati Opencoesione.

Sebbene collegato all’andamento dei cicli di programmazione degli aiuti UE, anche l’interesse delle imprese si è mantenuto alto negli ultimi anni: tra il 2010 e il 2015, secondo i dati del MiSE, sono state approvate oltre 415mila domande di agevolazione, che hanno prodotto investimenti per oltre 76 miliardi di euro.

A queste si aggiungono gli interventi agevolativi del Fondo di Garanzia per le PMI che nel solo 2016 hanno riguardato quasi 75mila imprese (+12,5% sul 2015), le quali hanno ricevuto finanziamenti per oltre 16,7 miliardi di euro.

Il problema di fondo è che i nostri imprenditori spesso non conoscono queste opportunità e a volte mostrano scarsa fiducia nell’utilizzo di strumenti di supporto e incentivazione proposti dal nostro legislatore, credendoli accessibili solamente se si ha “qualche santo in paradiso”.

La nostra esperienza mostra in modo inequivocabile l’esatto contrario: i progetti presentati sono valutati davvero per il loro effettivo potenziale, che però deve essere analizzato attentamente, comunicato e presentato in modo adeguato e professionale se si vuole ricevere la giusta considerazione e aumentare le probabilità di successo.

L’arricchimento della cultura dell’imprenditorialità e dell’educazione finanziaria dell’imprenditore dovrebbero essere parte integrante di un percorso di comunicazione sistemica e integrata delle iniziative di supporto all’imprenditorialità proposte dall’ecosistema dei soggetti che supportano a vario titolo lo sviluppo delle imprese, come ad esempio gli incubatori e gli acceleratori, le associazioni datoriali di categoria, ma anche i professionisti.

 

Lasciando un attimo da parte l'aspetto finanziario, che è comunque essenziale, che consigli ti sentiresti di dare a un giovane che voglia intraprendere?

Per prima cosa cerca di parlare della tua idea con persone che possano darti feedback utili: meglio non partire affatto su un progetto piuttosto che lavorare per tanto tempo su qualcosa che non nasce sotto una buona stella.

Inoltre, impara il più possibile dai libri e dall’esperienza di altri, siano essi startupper, mentor o consulenti: circondati sempre di persone di cui stimi le competenze e il modo di fare business.

Infine, fai trasparire sempre la passione che metti in ciò che fai: se ne accorgeranno le persone che condividono il cammino con te, ma anche i partner, i tuoi futuri clienti e gli investitori.

Fare startup in questi ultimi anni è diventato “figo”, quasi una moda; ma dietro l’apparenza, gli eventi di networking e gli aperitivi ci sono davvero tanta fatica, impegno, sacrificio, e in molti casi gastriti e notti insonni.

Insomma, se hai paura di sporcarti le mani, lascia perdere questo mondo!

 

Domanda da un milione di... euro. Come vede un esperto come te il futuro a breve e medio termine dell'imprenditoria italiana, in particolare di quella giovanile?

I recenti fatti di cronaca e i dati sulla disoccupazione giovanile sono preoccupanti; molti ragazzi vedono nel fare startup un’occasione per uscire da questa situazione.

Nonostante questo, stiamo vivendo una nuova rivoluzione industriale e questo dovrebbe dare fiducia nel prossimo futuro: lavorando a stretto contatto con imprenditori e startupper, vedo un grande fermento. Spero che saremo in grado di scaricarlo a terra, facendo ripartire investimenti e nuove assunzioni!

 

Per finire, ci puoi svelare quali sono i progetti di Resvalue e quale prevedi sarà l'evoluzione della linea Trovabando?

Certo! Al momento stiamo cercando capitali privati per integrare la struttura operativa con competenze verticali su IT e marketing e sviluppare commercialmente la nostra piattaforma, aprendo il servizio anche a ditte individuali e società di persone: in questo modo saremo in grado di offrire il nostro servizio a una platea potenziale di oltre 5 milioni di partite IVA in tutta Italia.

 

Gian Luca A. Lamborizio, alessandrino di nascita e milanese di adozione, ha frequentato il liceo classico e proseguito gli studi in ambito giuridico. È autore di testi di narrativa. Editor e digital pr, collabora come redattore con MilanoNera, diretta dallo scrittore Paolo Roversi, col settimanale La voce e altre testate. È responsabile ufficio stampa e comunicazione per Artisti Dentro Onlus. http://lambagency.it/

Per esprimere i vostri commenti e pareri e se avete qualcosa di interessante da raccontare, non esitate a scrivere a: gla.lamborizio@gmail.com

 

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