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Terremoto, lo scandalo dei soldi a pioggia. Mangiatoia da 24 mln

La Regione Marche ha erogato a pioggia 24 milioni senza chiedere prove dei danni a chi faceva domanda. Una “mangiatoia” senza precedenti avallata dal governo

di Antonio Amorosi 

Una donna trafelata ad Ascoli Piceno urla mentre è a colloquio con le forze dell’ordine. “A chi li devo restituire? A chi?”. Ha in mano una busta piena di soldi in contanti, aspetta da un’ora. Gli agenti la circondano e le chiedono di calmarsi. Ma lei piange: “Ho sbagliato ma io non lo sapevo… non lo sapevo”.
 
IL FATTO
 
Nel maggio scorso un decreto della Regione Marche ha indennizzato con 5.000 euro a testa i lavoratori autonomi, le partite iva e i liberi professionisti del territorio colpiti dal terremoto. In seguito cioè alla chiusura o sospensione delle attività a causa del sisma di un anno fa. Per questi motivi, il governo Gentiloni ha stanziato alle Marche circa 47 milioni 800 mila euro e l’ente ne ha erogato 24 milioni e mezzo ai suoi cittadini richiedenti. Ma la Regione, saldamente in mano al Pd, ha erogato il denaro scrivendo una circolare applicativa senza regole. In pratica per avere i 5.000 euro bastava fare solo domanda e non dimostrare alcunché (bisognava solo essere lavoratori autonomi nei comuni colpiti; per alcuni dei centri più grandi invece occorreva avere un’ordinanza che dimostrasse la sospensione).
 
 
IL SEGRETO

 
I soldi, 24 milioni di euro, sono arrivati di botto dopo qualche giorno sui conti correnti dei 4891 richiedenti locali. Ad ognuno 5.000 euro. Nessuna prova era richiesta. Nessun riscontro. La Regione Marche non ha chiesto neanche i tempi di chiusura o sospensione dell’attività di ognuno (un minuto o un anno fa lo stesso) né prove o documenti a supporto dei fatti. Una “mangiatoia” senza precedenti. Essere una partita iva o un professionista nelle Marche non implica per forza aver subito un danno dal terremoto.

La Regione fa un’ulteriore operazione: pubblica online sul suo sito i nomi degli assegnatari del contributo. Spuntano i nomi di sindaci, politici, amministratori pubblici, medici, avvocati, personaggi noti e milionari. Tanti che non sembrano così bisognosi di un aiuto pubblico. A quel punto è il caos che si riversa su alcuni giornali locali. E dal sito della Regione spariscono i nomi. “Se sapevo che finivo online non facevo domanda…”, ci confida uno degli assegnatari che vuole restare anonimo.

Dopo alcuni giorni il sindaco di Comunanza (Comune in provincia di Ascoli Piceno), Alvaro Cesaroni, chiede spiegazioni al presidente della Regione Luca Ceriscioli del Pd, al premier Paolo Gentiloni e al commissario Vasco Errani (ora ex) e alcuni amministratori locali minacciano di andare in procura. Il provvedimento regionale però è così singolare da impedire qualsiasi intervento dei magistrati. Interviene solo la Regione Marche con l’assessore al Lavoro Loretta Bravi: spiega che verranno fatti controlli a tappetto, cioè su tutti i richiedenti, e non solo a campione come solitamente avviene.

Ma controlli di cosa? Visto che la Regione non chiedeva prove dei danni?
Scatta comunque il panico. C’è chi si presenta dalle forze dell’ordine (come la donna all’inizio del racconto) e chi va dall’avvocato o dal commercialista per restituire l’incasso. Dai primi controlli effettuati dalla Regione su 260 casi vagliati solo un assegnatario è stato revocato. A dimostrazione che l’ente ha creato maglie così larghe da permettere a chiunque di incassare i 5.000 euro: sia chi ha subito danni tangibili sia chi non ne ha subiti. Anche i furbetti sono tutti salvi. Il disastro sembra irrimediabile.

(Segue…)
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Allora abbiamo chiamato l’assessore Bravi per chiedere spiegazioni sulle procedure attuate e in cosa consisterebbero i controlli (tutte cose già fatte). Dagli uffici ci fanno sapere che è molto impegnata, lo immaginiamo, e che per lei può rispondere il dirigente Massimo Giulimondi. Il dirigente non risponde. Anche a distanza di due settimane nessuna reazione arriva, né da lui né dall’assessore. Alle nostre insistenze dagli uffici di Giulimondi ci motivano il diniego con un surreale: “Ne deve parlare con la stampa locale. Stiamo predisponendo”.
 
Il governo Gentiloni ha stanziato per i lavoratori autonomi colpiti dal sisma nella Regione Marche circa 47 milioni 800 mila euro e l’ente ha erogato nelle modalità raccontate circa 24 milioni e mezzo di euro.
Il governo ha stanziato altrettanto per le regioni Umbria, Lazio e Abruzzo, erogando complessivamente 134 milioni 600 mila euro. Umbria e Lazio hanno predisposto meccanismi più stringenti secondo i quali i richiedenti dovevano dimostrare il danno subito. L’Abruzzo ha invece seguito la scia delle Marche rilasciando ai suoi cittadini 20 milioni di euro. Ma l’elenco degli assegnatari non è stato reso pubblico­
 
I 134 milioni 600 mila euro sono stati così ripartiti:
a) Abruzzo:  19.954.419,60 euro
b) Lazio:  28.711.395,10 euro
c) Marche: 47.852.325,17 euro
d) Umbria: 38.281.860,13 euro. 
 
– continua… con i Nomi e le interviste di alcune personalità in vista che hanno ricevuto il denaro