Mps, il dividendo extra non è un regalo
Sulla carta sono 1,208 euro per azione, per un totale di circa 4 miliardi. Secondo Ruggiero Cafari Panico, professore di Diritto dell’Unione europea all’Università Statale di Milano, però, l’extra-dividendo di Mps vale meno di quanto sembri. Nella sua analisi pubblicata oggi su Il Sole 24 Ore lo spiega così: la cedola «distribuisce valore che è già nel patrimonio della banca». L’Opas di Intesa Sanpaolo, invece, porterebbe agli azionisti senesi risorse nuove, pagate da un soggetto esterno.
La distribuzione, annunciata mentre sono in corso le offerte su Banco Bpm e Banca Generali, ha due componenti: 0,302 euro in contanti e 0,906 euro in azioni Generali. Il docente riprende una tesi già sostenuta da Franco Paparella della Sapienza. Quando i soldi escono dalla banca, il prezzo del titolo tende a scendere di conseguenza, quindi le due voci non si possono sommare.
C’è poi il fisco. Una persona fisica residente in Italia pagherebbe il 26% sull’intera cedola, anche sulla parte in titoli: circa 31,4 centesimi per azione. È più dei 30,2 centesimi che arrivano in contanti. Chi volesse tenersi le azioni Generali dovrebbe quindi mettere altra liquidità per pagare l’imposta.
Il giurista pone anche un problema di trasparenza. Richiama l’intervento della Consob, che ha chiesto a Mps di calcolare i concambi anche ai prezzi del 5 giugno, l’ultimo giorno di Borsa prima dell’annuncio di Intesa. Cita inoltre le norme europee su Opa, prospetto e abusi di mercato: secondo lui la cedola va presentata anche come una riduzione del patrimonio. Quanto alla solidità della banca, la valutazione spetta alla vigilanza e non può basarsi solo sul Cet1 previsto.
Il capitolo più delicato però riguarda Trieste. Tramite Mediobanca, Mps controlla il 13,35% di Generali. Con la cedola circa 4,5 punti passerebbero agli azionisti di Siena, e la quota del primo socio scenderebbe intorno all’8,8%. Per Cafari Panico questo renderebbe il Leone più contendibile, con possibili risvolti di golden power trattandosi di un settore strategico. Con Intesa, conclude, quella partecipazione resterebbe invece dentro un grande gruppo bancario italiano.


