Le donne dell'editoria/ Carol Gullo (Newron Compton): "Il nostro marketing fa discutere? Siamo stati i primi in Italia ad adottare il modello anglosassone"

"Le maggiori case editrici in questi ultimi due anni hanno seguito le orme della Newton Compton, sia in termini di marketing (advertisement, fascette, allegati sui magazine) sia in termini di autori, sia di grafica delle copertine...". Carol Gullo (un passato in Saatchi & Saatchi) è la responsabile del marketing della casa editrice guidata dal suo compagno Raffaello Avanzini. Affaritaliani.it l'ha intervistata nell'ambito della serie dedicata alle "donne dell'editoria": "Negli Usa e in Inghilterra gli editori usano il marketing come veicolo per la vendita, e nessuno grida allo scandalo. Continuare a pensare al libro solo in termini di bene culturale e non anche di intrattenimento non fa che alimentare la perdita progressiva di lettori". Gullo aggiunge: "Quando sono entrata in Newton non si investiva nulla in pubblicità. Il mondo dell’editoria è indietrissimo. Ma qualcosa sta cambiando...". E racconta: "Sono una buona lettrice, amo le saghe familiari. Tra i romanzi rosa Newton preferisco Via Chanel N° 5. Non fosse altro perché il titolo è mio…”

 

 

EDITORIA, MESTIERE PER DONNE (DATI ALLA MANO)

Non solo le lettrici prevalgono nettamente sui lettori (non a caso, l’industria libraria tende a concentrare l’attenzione sul target femminile). Ma, dati alla mano, l'editoria stessa è sempre più un mestiere per donne. Se, ad esempio, si prendono in considerazione i risultati dell’inchiesta “EditoriaInvisibile” (sul fenomeno del lavoro precario nell'editoria libraria), su 1.073 lavoratori che hanno risposto al questionario online, il 74% sono state donne. Anche l'Aie (poco più di un anno fa) ha promosso una ricerca (su dati del 2011) dedicata alle donne nell'editoria, dalla quale è emerso che rispetto ai decenni precedenti la percentuale di donne che lavorano in questo mondo ha subito un incremento notevole: solo nella piccola editoria le donne hanno in mano il 49% delle funzioni dirigenziali e di responsabilità; in generale, i nuovi “ingressi” sono stabilmente, e per oltre il 64%, femminili; le donne sono anche più attente all’aggiornamento professionale: oltre 12 punti le separano dai colleghi maschi che frequentano i corsi. Nella media e grande editoria, invece, non sono (ancora) tante le donne che occupano posizioni di vertice, ma sono in costante aumento; in libreria, infine, le libraie sopravanzano ampiamente gli uomini (71,8%). Ecco perché Affaritaliani.it ha deciso di dar voce ad alcune delle donne protagoniste, in ruoli diversi, in questo ambiente. Per provare a capire se esiste un approccio femminile al “fare i libri”…

LE INTERVISTE DELLA SERIE "LE DONNE DELL'EDITORIA"

-Teresa Cremisi (Flammarion) ad Affaritaliani.it: "Non è l'e-book a preoccuparmi, ma un'eventuale evoluzione dei costumi..." - Intervista del 9/7/13

-Laura Donnini (Ad di Rcs Libri) ad Affaritaliani.it: "Finalmente il marketing non è più un tabù..." - Intervista del 15/7/13

-Cristina Foschini (GeMS) ad Affaritaliani.it: "Stiamo scrivendo le regole del diritto d'autore del futuro" - Intervista del 16 luglio 2013 

 

-Paola Gallo (Einaudi) ad Affaritaliani.it: "Ecco perché non temo il self-publishing". E sull'atteso nuovo romanzo di Piccolo... - Intervista del 17 luglio

Annachiara Tassan ad Affaritaliani.it: "Vi svelo come stiamo rilanciando De Agostini Libri..." - L'intervista del 19 luglio 2013

 Carol Gullo (Newron Compton) ad Affaritaliani.it: "Il nostro marketing fa discutere? Siamo stati i primi in Italia ad adottare il modello anglosassone" - Intervista del 22 luglio '13

 

-Beatrice Fini svela i progetti di Giunti. E sulla crisi in libreria e le nuove frontiere del marketing... - L'intervista del 23 luglio

 - Elena Campominosi (Garzanti) ad Affaritaliani.it: "Così sta cambiando il marketing del libro..." - Intervista del 24 luglio 2013

 

 

 

 

 

LO SPECIALE

 

Scrittori, editori, editor, interviste, recensioni, librerie, e-book, curiosità, retroscena, numeri, anticipazioni... Su Affaritaliani.it tutto (e prima) sull'editoria libraria

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Romanzi popolari, politica low cost, marketing “aggressivo”, fascette “sensazionalistiche”… Negli ultimi anni la Newton Compton ha spesso fatto discutere il mondo del libro. E, quasi sempre, a rappresentare (e difendere) pubblicamente la casa editrice indipendente romana è stato Raffaello Avanzini. In realtà, dietro le scelte di marketing del marchio che quest’anno ha lanciato i libri a 0,99 euro, e che in autunno aprirà anche ai libri per bambini e ragazzi - come nelle scorse settimane ha anticipato ad Affaritaliani.it lo stesso Avanzini -, c’è una donna, Carol Gullo che, tra l’altro, è anche la compagna dell’editore. Nata a Roma, la responsabile del marketing Newton non si è sempre occupata di editoria: in passato, per circa dieci anni, ha lavorato come Art director in Saatchi & Saatchi  (tra le più importanti agenzie pubblicitarie mondiali), alla creazione di campagne pubblicitarie per Tim, Telecom, Enel, Alitalia, Pampers e altri importanti clienti. Affaritaliani.it l’ha intervistata nell’ambito della serie dedicata alle "donne dell’editoria".

CarolGulloNewtonCompton

Quanto è decisivo il marketing per una casa editrice che punta al grandissimo pubblico (e in particolare al target femminile) come Newton Compton?
“Non farei assolutamente distinzione tra grande e piccolo, maschile e femminile. Il mercato, soprattutto in un momento di stallo come quello che stiamo vivendo, sopravvive grazie ad azioni mirate di marketing e pubblicità. La gente non è incentivata a tirar fuori un euro, siamo noi che dobbiamo invogliarla, facendo percepire che vale la pena provare un prodotto. Se poi il prodotto non funziona, allora non c’è marketing che tenga. Mi creda”.

A quanto ammonta il vostro investimento in marketing e pubblicità?
 “Non posso rivelare i nostri investimenti pubblicitari. Di certo, quando mi interfaccio con le concessionarie, ho la percezione di essere considerato un ottimo cliente”.

State spostando risorse dai media tradizionali al web?
 “Il web funziona benissimo, è inutile esserne spaventati. Newton è cresciuta tantissimo nel mercato digitale, e quindi chiaramente ci rivolgiamo molto anche al popolo della rete. Io provengo da un’estrazione più tradizionale, quella dei vecchi media, ma cerco comunque di essere al passo con i tempi”.

Per la nuova collana Newton Kids, quali iniziative state preparando?
Newton Kids è un bellissimo progetto, in casa editrice c’è entusiasmo e molta attesa. Per la comunicazione stiamo ancora valutando, sicuramente saremo ben presenti nei punti vendita con spazi appositamente allestiti. E poi veicoleremo gadget nei luoghi dedicati alle mamme”.

Spesso il vostro marketing “aggressivo” viene attaccato. Non crede che a volte esageriate con fascette e copertine?
“Il marketing editoriale della Newton fa discutere soprattutto perché siamo stati i primi a interpretarlo nel modo adottato da anni dall’editoria anglosassone".

Può fare qualche esempio?
"Negli Stati Uniti e in Inghilterra le case editrici, dalle più tradizionali alle più commerciali, utilizzano il marketing come veicolo per la vendita, e nessuno grida allo scandalo. Continuare a pensare al libro solo in termini di bene culturale e non anche di intrattenimento non fa che alimentare la perdita progressiva di lettori e certo non aiuta l’aumentare del numero degli stessi. Scrivono libri Paul Auster e Marek Halter, ma anche Sophie Kinsella o Karen Swan, e ogni lettore deve scegliere il proprio genere, le proprie letture senza sentirsi giudicato. Questa è la vera divulgazione".

E in Italia?
"E' interessante vedere come tutte le maggiori case editrici hanno seguito in questi ultimi due anni le orme della Newton Compton; sia in termini di marketing (advertisement, fascette, allegati sui magazine), sia di autori (Melissa Hill adesso pubblicata dalla Rizzoli), sia di grafica delle copertine (basta entrare in libreria in questi giorni per rendersene conto). Ma vogliamo davvero fermarci alle apparenze?”.

Lei proviene da un settore molto diverso rispetto a quello dell’editoria libraria: trova che sul versante marketing, il mondo del libro sia ancora indietro?
“Quando sono entrata in Newton non si investiva nulla in pubblicità. Il mondo dell’editoria è indietrissimo, gli stessi investimenti sono quasi pari a zero rispetto al food o alla telefonia. Ma qualcosa sta cambiando, adesso c’è addirittura chi osa a fare spot in tv. Peccato per la qualità creativa”.

Newton a parte, quali case editrici italiane si muovono in modo innovativo sul fronte marketing?
“Chi ha i mezzi più forti”.

E guardando all’estero, quali sono i modelli da importare?
 “Sono appena tornata da New York e devo ammettere che c’è sempre da imparare. Penguin numero uno. Si figuri che la sede è nello stesso grattacielo di Saatchi…”.

newton compton p

Nelle scelte per la casa editrice, è spesso in disaccordo con il suo compagno, che nel suo caso è anche il suo “capo”?
“Sempre! E comunque non ho mai guardato Raffaello Avanzini (nella foto a sinistra, ndr) come il mio ‘capo’…”.

Cosa pensa di avergli “insegnato” in queste anni?
 “Io insegnato a lui? L’unica cosa che posso aver fatto è averlo supportato in alcune scelte”.

Esiste un approccio al marketing “femminile”?
 “Il marketing comprende tutto, dal prodotto al prezzo, dalla distribuzione alla promozione. Ogni fattore verrà personalizzato secondo il target di riferimento seguendo le proprie strategie”.

Si definirebbe una “lettrice forte”?
“Sono una buona lettrice".

Anna Premoli, dal self-publishing al premio Bancarella

Che tipo di letture preferisce? 
"Amo le saghe familiari, mi ricordano la mia famiglia".

Qual è il romanzo "rosa" della Newton che preferisce?
 "Via Chanel N° 5. Non fosse altro perché il titolo è mio…”.

 


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