A- A+
Libri & Editori
Quale futuro per l'editoria libraria? La sfida di Mauri (GeMS)

di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton

Da ormai un paio d’anni l’editoria libraria, in un contesto di crisi economica generale, fa i conti con il calo delle vendite e le conseguenti difficoltà per l’intera filiera, senza dimenticare l’impatto della cosiddetta "rivoluzione digitale"... Affaritaliani.it fa il punto della situazione con Stefano Mauri (presidente e Ad del gruppo GeMS, del quale fatto parte marchi come Guanda, Longanesi, Garzanti, Corbaccio, Bollati Boringhieri, Salani, Vallardi, Tea, Nord, La Coccinella, Chiarelettere, Tre60). Un’intervista a tutto campo che diventa l’occasione per parlare del presente e del futuro del mercato librario, di digitale e molto altro…

Mauri, in queste settimane tutti gli editori sperano nelle vendite natalizie, dopo mesi non certo positivi. Ad oggi, rispetto all’anno scorso, come procedono quelle del suo gruppo? I singoli marchi quali risultati hanno fatto registrare?
“GeMS è sempre cresciuto con la ricerca di nuove voci e lo sviluppo dei propri autori. La crisi dei librai indipendenti, disposti a scommettere sui nuovi contenuti più della distribuzione organizzata, ha ridotto le possibilità di sperimentazione. Sono ben pochi gli esordienti in classifica rispetto a due anni fa. Questo forse è per noi l’elemento più difficile di questa crisi. In questo contesto, pur senza esplosioni 'alla Gramellini', ci sono diversi marchi che chiudono con un buon anno. Longanesi, Garzanti, Bollati Boringhieri, chiudono tutto sommato il 2013 con buoni numeri e autori ben affermati; Salani, Chiarelettere e Guanda sono addirittura in incremento sull’anno passato. La nuova morfologia del mercato ha eroso soprattutto i prezzi medi della narrativa di genere dopo la scorpacciata di 9,90 e il tascabile, che credo sia il primo a essere sfidato dall’e-book, destinato come è a lettori forti che vogliono spendere meno”.

Quali sono stati i vostri bestseller del 2013?
“Non siamo stati baciati da fenomeni esplosivi, anche se strada facendo le sorprese non sono mancate e abbiamo acquistato e pubblicato a tempo record un bellissimo libro di Bergoglio, tutt’oggi forse il migliore per capire il nuovo Papa, e un altro di Mandela. Wilbur Smith ha dominato al solito le classifiche di straniera per un bel po’, Luis Sepulveda dopo quindici anni ha scritto due bellissimi libri per tutti e con la ‘lumaca’ sta superando addirittura il ‘gatto’. Straordinari, poi, i personaggi di Ildefonso Falcones: è difficile trovare un romanzo che sappia coniugare così bene la precisione dei dettagli storici con la storia trascinante. Un caso a sé è Malala, un emblema per tutti quelli che credono nel potere della tolleranza, della parola scritta e nei giovani. Per questo abbiamo fatto un grosso sforzo per aggiudicarcelo e ci ha dato molta soddisfazione”.

Il vostro 2012 era stato segnato dal bestseller di Massimo Gramellini “Fai bei sogni” (Longanesi), che ha continuato a vendere molto bene anche quest’anno. Un ormai raro esempio di longseller… L’anno prossimo leggeremo il nuovo libro del vice-direttore de La Stampa?
“Questo deve chiederlo a lui ma io spero proprio di sì. Massimo è un talento poliedrico, pieno di interessi e di impegni, e spero che trovi un momento di calma in una vita professionale vorticosa per rivolgersi al suo pubblico di lettori ormai vastissimo. E’ incredibile lo tsunami emotivo che è riuscito a creare con il suo libro. Noi avevamo scommesso sul milione di copie prima che uscisse e nonostante la crisi si sia accentuata abbiamo avuto ragione. E’ ancora il romanzo più venduto da quando è uscito”.

Al di là di Gramellini, quali saranno i vostri titoli di punta del 2014?
“Continuiamo con la pubblicazione dell’amatissimo Andrea Vitali, con il quale abbiamo rinnovato i nostri accordi per molti anni, e che dopo un romanzo con Rizzoli darà alle stampe per i nostri tipi due nuovi romanzi, uno dei quali può essere un’importante novità. Quando me lo ha spiegato ho afferrato al volo il senso e confesso che la cosa mi piace moltissimo. E’ in un momento di grande creatività".

Oltre ai nuovi libri di Vitali, cos'altro può anticipare?
"Non vedo l’ora di potervi parlare del prossimo libro di un altro autore di lunga data che, passati gli 80 anni, ci ha dato una delle opere più rappresentative della sua straordinaria qualità di story teller: Wilbur Smith. Il prossimo romanzo può averlo scritto solo lui per l’esotismo dell’ambientazione, storica e geografica, e per la capacità straordinaria di farci vivere con le priorità e i valori di un’epoca affascinante attraverso il racconto del più bel personaggio che sia mai uscito dalla sua penna; anche Donato Carrisi è deciso a regalarci un nuovo sogno, o meglio un nuovo incubo... Il 2014 si apre con un romanzo d’esordio di Koethi Zan, ‘Dopo’, se esiste una Carrisi d’oltreoceano è proprio lei perché all’ambientazione inquietante di Donato abbina una prospettiva femminile che innova in una diversa direzione il thriller. Il nuovo romanzo di Clara Sanchez, in uscita a febbraio e vincitore del premio Planeta, è il più bello che abbia mai scritto. Un libro interessantissimo è ‘Ragazzi non siete speciali’, in uscita da Garzanti, il monito di un preside americano ai giovani di oggi che ha già fatto il giro del mondo. ‘Già Copernico aveva capito che la terra non è al centro dell’universo, figuratevi voi!’ è una delle frasi che mi hanno colpito e mi hanno ricordato il successo esplosivo su questi temi di Michele Serra. E’ certamente un pamphlet che farà discutere.  Ma potrei parlare per ore, insieme agli altri editori che compongono il nostro gruppo, delle enormi attese che abbiamo per l'anno nuovo, e mi scuso con tutti gli autori che meriterebbero altrettanto spazio in queste righe. Aggiungo solo che il 28 luglio 2014 sono dieci anni dalla scomparsa di Tiziano Terzani e non mancheranno iniziative per ricordarlo. Il suo messaggio è ancora perfettamente attuale”.

Più in generale, come gruppo, quali obiettivi vi ponete per l’anno prossimo? E’ ottimista per una generale ripresa del mercato librario?
“Come gruppo indipendente il primo obiettivo è preservare l’indipendenza economica e finanziaria e dunque difendere in ogni modo l’equilibrio tra costi e ricavi, che comunque preserviamo anche in questo difficile 2013. Un altro obiettivo è quello di recuperare il terreno perso nei settori nei quali abbiamo avuto la maggiore erosione. I lettori hanno cominciato a capire che il prezzo basso non è sempre un affare, come per il tartufo cinese, e comunque stringendo la cinghia su costi ridondanti abbiamo abbassato il prezzo di molte delle nostre proposte rispetto a due anni fa, come è logico quando c’è un tetto agli sconti. Ci siamo attrezzati con nuove collane e nuove prospettive editoriali. Emblematica la nuova collana Guanda, le Bussole, una sfida aperta all’e-book, al quale si contrappongono libri ancora più leggeri, maneggevoli, tascabili e gradevoli, ma anche la Tea ha in programma una strategia di nuove ‘impaginazioni’ del catalogo. E poi, naturalmente, continueremo a spingere sull’e-book, dove, per via della bontà della nostra proposta, abbiamo una forza invidiabile e stimiamo una quota doppia rispetto al libro”.

Veniamo al futuro: nell'ottobre 2009 il Gruppo editoriale Mauri Spagnol firmò un accordo per una partecipazione del 35% nella Fazi editore. Nel maggio di quest'anno, "consensualmente", è arrivata la separazione. State valutando nuove acquisizioni?
“Siamo aperti e cauti allo stesso tempo. Abbiamo ancora tante energie nei nostri autori e nei nostri cataloghi, e ci penseremmo qualora questo non ci distraesse dal dedicare energie a loro, che hanno la precedenza”.

In occasione del centenario, Garzanti ha pubblicato un volume dedicato alla storia delle Messaggerie Italiane. Lei è vice-presidente della holding di un gruppo che controlla aziende specializzate nella distribuzione e nel commercio di libri e anche attività editoriali attraverso GeMS: pensa che in un contesto di crisi e trasformazioni, il modello della distribuzione libraria vada ridefinito? Semplificato? Adattato alla “rivoluzione digitale”? A quale modello pensa si arriverà?
“Innanzitutto può non sembrare, ma non ricordo un anno degli ultimi 25 nei quali la distribuzione non cambiasse. La distribuzione è il lato del nostro lavoro che è cambiato di più: i supermercati, poi le grandi catene, poi le edicole, poi il franchising e l’e-commerce, e ora l’e-book: sono tutte rivoluzioni nella distribuzione. E il nostro gruppo le ha sempre cavalcate, più che subite: fondando Mach2, Melbookstore, vendendo 15 milioni di Garzantine in edicola, acqusitando Opportunity, fondando Ubik, Ibs, leader italiano nell’e-commerce del libro e Edigita, leader nella distribuzione degli e-book. Quando gli italiani hanno potuto acquistare un libro in un nuovo modo c’eravamo sempre noi in prima linea. Certamente la crisi erode i margini di questo lavoro e internet le modalità. Gli spazi ottimali delle librerie si stanno ridefinendo e sapremo interpretare i modelli vincenti. Credo che sapremo approfittarne e seguendo la nostra storia aiutare anche altri editori ad attraversare il guado anticipando noi gli investimenti necessari in tecnologia e nuovi processi. Al di là della crisi vediamo un'editoria Usa più avanti in questo cambiamento, che si sta rafforzando dopo qualche anno di crisi. Sicuramente è possibile semplificare ulteriormente il quadro e accorciare la catena, e in uno scenario di contrazione è quel che si deve fare. E lo faremo”.

Sul fronte digitale nei mesi scorsi due significative novità vi hanno riguardato: la nomina di Vincenzo Russi a Chief Digital Officer del Gruppo Messaggerie Italiane, e la fine (consensuale) della collaborazione con la Casaleggio Associati. Cosa sta cambiando nel vostro approccio al digitale?
“Finché dalla rete passava una piccola percentuale del nostro lavoro era giusto terziarizzare. Ora che è un’area strategica e in crescita è giusto sviluppare in casa le competenze. Abbiamo un’intera nuova linea digitale che si affianca a quelle più tradizionali: editoriale, marketing, amministrativa. E le riunioni nelle quali si discute, a volte anche animosamente, sono per me le più affascinanti perché sono due mondi che si incontrano che partono da presupposti differenti. Entrambi i mondi hanno ragione all’interno della propria scala di valori, ma bisogna trovare una sintesi che abbracci entrambe le scale, ossia dare il massimo di opzioni possibili al lettore grazie alle tecnologie ma preservare un rapporto diretto tra letture e remunerazione, quello che poi va a premiare gli autori che piacciono al pubblico. Investire il più possibile, ma restare in equilibrio di costi e ricavi per la sostenibilità del mestiere. Nel digitale la tecnologia offre illimitate possibilità, ma bisogna guidarla in un percorso compatibile con un ecosistema che si è formato in decenni di esperienza e che non si può buttare via da un giorno all’altro senza rischiare di far fuori anche l’anima del nostro lavoro. Allo stesso tempo bisogna approfittare delle nuove possibilità, sperimentare e verificare l’enorme quantità di dati che ci provengono dal nuovo modo di lavorare. L’e-book è un terreno molto interessante e stimolante, sono d’accordo con Cavallero (numero uno del gruppo Mondadori Libri, ndr) sul fatto che i consumatori dovrebbero pagare le royalties solo una volta e poi poter fruire del contenuto nel formato preferito, carta, audio, e-book, ma al momento è necessario un sovrapprezzo perché questo chiedono sia le piattaforme che gli agenti letterari”.

State valutando anche voi progetti che vanno in questa direzione?
“Stiamo per lanciare una nuova iniziativa che va incontro a chi ha acquistato o acquisterà un libro di carta sui negozi in grado di gestirla e potrà scaricare anche l’e-book a un prezzo molto vantaggioso. E' solo un test, per ora, ma se avesse successo saremmo incoraggiati a investire in quella direzione cercando di fare in modo che ne possano fruire tutti i lettori”.

E come la pensa in merito alla possibilità di noleggiare anche gli e-book?
“E’ sciocco cercare di dare all’e-book, che ha già tante proprietà esclusive, tutte le proprietà del libro, come poterlo regalare dopo averlo letto, poterlo prestare, noleggiare… tutte cose che comporterebbero sconti irrisori o una deprivazione di risorse alla parte creativa del settore. Unica eccezione l’esperimento che Edigita (e cioè Gems, Rcs Libri, Feltrinelli e altri 40 editori) conduce già da due anni con Media Library On Line, al quale si è ora aggiunta Mondadori. Si tratta di un servizio che in qualche modo ci si sforza di dare a chi frequenta le biblioteche. Anche queste hanno bisogno di idee per avere un ruolo nel futuro, non possiamo tagliarle fuori e questa iniziativa le aiuta a diventare mediatrici di prodotti culturali e di lettura, il ruolo che mi auspico possano continuare ad avere e aumentare in futuro”.

A proposito, nelle vendite complessive dei marchi GeMS l’e-book quale quota ha raggiunto?
“Una quota doppia rispetto a quella che abbiamo in libreria, secondo le nostre stime. E’ ancora una percentuale piccola del nostro fatturato, per carità, ma penso che raggiungeremo un milione di e-book venduti nel 2013 e la crescita è molto più veloce di quella che è stata quella dell’e-commerce nei primi anni. Per alcuni autori comincia a essere una quota sensibile delle royalties”.

Milano ha da poco archiviato la seconda edizione di “Bookcity”, che ha fatto registrare un ottimo risultato in termini di pubblico, riportando un po’ di buonumore nel mondo del libro…
“'Bookcity' è un successo e quest'anno ha superato anche la prova sul bagnato (pioveva quasi sempre…) confermando quella che era stata la mia intuizione, e cioè che Milano poteva avere un suo festival senza dare fastidio alle altre città, sfruttando una stagione bassa come è novembre e la gran quantità di energie di una città che aspettava solo un appello per tirarle fuori”.

Nel frattempo, il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo Massimo Bray (che ha appena dato il patrocinio al torneo letterario Io Scrittore di GeMs), sta accelerando la preparazione del Piano nazionale di promozione della lettura. Un'altra novità che fa ben sperare, insieme alla misura appena presa dal governo, che ha previsto agevolazione pari al 19% sui libri fino a 2mila euro (mille per i libri in generale, mille per i libri scolastici e universitari) per i prossimi tre anni. Il ministro Zanonato, tra l’altro, ha dichiarato che presto anche l’Iva sugli e-book sarà abbassata…
“Questo governo non ha mai tagliato la cultura, e ha preso due provvedimenti che gli editori aspettavano da anni. Un regolamento contro la pirateria e la detrazione dell’acquisto di libri. La prima è controversa, com’è controversa sempre e ovunque qualsiasi proposta che limiti in qualche modo il web. Io credo invece che sarà proprio il web a diventare più importante se si accetteranno anche lì i principi minimi di responsabilità che le aziende e i privati devono rispettare fuori dal web. Non credo che quando sono nate le ferrovie sull’onda dell’entusiasmo per i cavalli d’acciaio si sia pensato di radere al suolo Novara per far passare il treno che collega Milano a Torino. Qualche regola deve averla anche il web… Ho anche una fiducia sempre più forte nella nostra Costituzione. Negli ultimi decenni mi pare che in Italia ci siano state diverse rivoluzioni politiche e ricatti alle istituzioni e atti di vera e propria prepotenza. a volte anche illiberale. che alla fine hanno fallito. Dunque. se qualcuno si dovesse approfittare delle regole dell’Agcom per tappare la bocca inopinatamente a chi non delinque in rete ma esprime semplicemente la propria opinione la Costituzione finirebbe per prevalere e il provvedimento verrebbe ritirato. Purtroppo i tempi della giustizia ordinaria sarebbero troppo lunghi per frenare la pirateria e ora che il giudice è in condizione di intervenire i buoi sarebbero fuggiti e i pirati li avrebbero anche moltiplicati… La detrazione sull’acquisto di libri, al di là del pregevole regalo ai lettori, è anche un regalo all’altra metà del Paese, quella che non pensa sia opportuno leggere: in qualche modo indica loro una strada più vicina a quella promossa dagli altri grandi Paesi europei. Negli ultimi anni abbiamo visto buoni e detrazioni per i decoder e per le palestre, bisogna ringraziare Letta, Zanonato e Bray se quest'anno tra le altre sono state inserite detrazioni più illuminate, e non parlo di semplici lampadine... Questa volta non si indica solo un consumo, si indica una aspirazione ad avere cittadini con un maggior senso critico e i politici che fanno queste scelte mostrano di non averne paura”.

Un’ultima curiosità: sta seguendo “Masterpiece”, l’assai discusso primo talent per aspiranti scrittori in onda la domenica in seconda serata su Rai3? Farà appassionare alla lettura qualche italiano in più come auspicano i promotori?
“Mi auguro che anche questo aumenti l’interesse per i libri, ma ho avuto per le mani dei testi così belli da leggere in queste ultime settimane che non ho avuto il tempo di vedere il programma…”.

Tags:
stefano maurigemsmessaggeriestefano mauri intervistae-booklibrilibreriedistribuzione
Loading...
in vetrina
Lodovica Comello: "Il mio 2020 con un bimbo in braccio e tanti pannolini.."

Lodovica Comello: "Il mio 2020 con un bimbo in braccio e tanti pannolini.."

i più visti
in evidenza
Chiara Ferragni senza reggiseno Poi in biancheria intima.. LE FOTO

Diletta, Blasi.. Gallery delle vip

Chiara Ferragni senza reggiseno
Poi in biancheria intima.. LE FOTO


Zurich Connect

Zurich Connect ti permette di risparmiare sull'assicurazione auto senza compromessi sulla qualità del servizio. Scopri la polizza auto e fai un preventivo

casa, immobiliare
motori
Maserati presenta la serie speciale Royale

Maserati presenta la serie speciale Royale


RICHIEDI ONLINE IL TUO MUTUO
Finalità del mutuo
Importo del mutuo
Euro
Durata del mutuo
anni
in collaborazione con
logo MutuiOnline.it
Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2020 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.