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La controstoria italiana firmata dalla critica gastronomica

La controstoria italiana firmata dalla critica gastronomica
Quella firmata da Roberta Corradin per Chiarelettere è un’originale controstoria italiana. Ne “La Repubblica del Maiale” (in uscita il 17 gennaio), infatti, lo sguardo obliquo di una affermata critica gastronomica ci regala un’Italia mai vista così, un po’ a tavola, in casa e al ristorante, e un po’ tra i banchi del parlamento e al supermercato… – LEGGI SU AFFARITALIANI.IT UN ESTRATTO DALLA SEZIONE DEDICATA AGLI ANNI ’80…

Quella firmata da Roberta Corradin  per Chiarelettere è un’originale controstoria italiana, dal varo della Costituzione alla fine della Seconda Repubblica. “La Repubblica del Maiale” è un libro ricco di aneddoti, personaggi, fatti, mode e tic. Una cavalcata di decennio in decennio, dalla fine della fame del dopoguerra alla scoperta del cibo sano e leggero complice la crisi economica di oggi, su e giù sull’ottovolante Italia che ci ha regalato emozioni a non finire tra alta cucina e bassa politica.

Lo sguardo obliquo di una affermata critica gastronomica e appassionata cittadina, attenta alle ideologie, di tutti i tipi, ci regala un’Italia mai vista così, un po’ a tavola, in casa e al ristorante, e un po’ tra i banchi del parlamento e al supermercato. Dal primo Autogrill all’ultima ossessione culinaria, ecco il ritratto sorprendente dell’italiano medio. Di come siamo e da dove veniamo. Comprese le ricette che hanno fatto epoca, sarebbe un peccato dimenticarle…

RobertaCorradin
 

L’AUTRICE – Roberta Corradin è nata a Susa nel 1964. Si è diplomata al liceo d’Azeglio a Torino, ha iniziato tre tesi in lettere classiche e non ne ha finita mai nessuna, e nel 1989 ha cominciato a lavorare nei fumetti: «Lupo Alberto», «Cattivik», «Sturmtruppen», «Blue», e l’immancabile «Linus». Nel 1992 diventa lavoratrice anomala ante litteram, e da allora, per circa un lustro, scrive di pseudopsicologia da bar e da parrucchiere per svariate testate femminili. Nel 1995 esce il suo primo libro, Ho fatto un pan pepato… ricette di cucina emotiva (Zelig). I critici la ignorano, i gastronomi la chiamano a scrivere di cucina nelle loro riviste. In seguito pubblica Un attimo, sono nuda, una storia umoristica misogina (Piemme); Le cuoche che volevo diventare (Einaudi), Tradizione Gusto Passione (con Paola Rancati, Silvana Editoriale) e scrive di viaggi e di cucina per varie testate. Traduce narrativa e saggistica dal francese e dall’inglese. Ha risolto un decennio di nomadismo occidentale tra New York, Parigi, Roma e la Sicilia sudorientale a favore di quest’ultima, dove insieme al marito porta avanti un progetto di fattoria permaculturale e gestisce un ristorante di mare a Donnalucata.

LEGGI SU AFFARITALIANI.IT UN ESTRATTO DALLA SEZIONE DEDICATA AGLI ANNI ’80…(per gentile concessione di Chiarelettere)

Il profiterol(e)

Nella trattoria sotto casa non manca mai. Il problema vero è come scriverlo sul menu: a adottare la forma francese corretta si rischia di passare per snob, così molte trattorie optano per la traslitterazione all’italiana, una cosa alla buona che non metta in difficoltà la gente che non sa il francese e che poi non lo ordinerebbe onde evitare l’imbarazzo di sentirsi correggere dal cameriere la pronuncia errata. Sembrano già troppi problemi per un dessert, ma ciò non intacca la popolarità del profiterol, come lo scrivono molti (mimando la pronuncia secondo l’ortografia italiana). A vedere il dessert servito dal cameriere, viene il sospet- to che il singolare profiterol non sia una semplificazione linguistica, quanto un’onesta didascalia: spesso il bignè di pasta choux farcito di crema pannosa alla vaniglia e coperto di una crema burrosa al cioccolato viaggia dalla cucina al tavolo in totale solitudine, uno per porzione. Come già la torta della nonna, anche il profiterol è uguale ovunque, con minime varianti: la crema di copertura sperimenta nuance al cioccolato scuro, al cioccolato al latte, al cioccolato bianco… sono tutti e tre assai delicati e soddisfano la voglia di dolce senza lasciare traccia nella memoria.

(continua in libreria)