Dopo tre anni di chiusura, la Piramide Cestia torna visitabile. Il monumento riaprirà al pubblico con un calendario di aperture gratuite, diurne e serali, organizzate dalla Soprintendenza Speciale di Roma nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – Caput Mundi.
Il progetto ha interessato non solo la struttura funeraria, ma anche gli spazi circostanti, con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza, la sicurezza e l’accessibilità del sito. Tra gli interventi principali figurano il completo rinnovamento dell’impianto di illuminazione scenografica, all’esterno e all’interno della camera funeraria, e la riqualificazione dell’area archeologica.
Visite serali e aperture straordinarie
Le visite guidate serali inizieranno venerdì 4 settembre e proseguiranno ogni venerdì del mese. Il nuovo sistema di illuminazione accompagnerà la visita mettendo in risalto i volumi della Piramide e le decorazioni della camera sepolcrale.
Le prime date in calendario sono venerdì 4, 11, 18 e 25 settembre, con tre turni alle 19, alle 20 e alle 21. Ogni visita durerà circa 45 minuti e potrà accogliere un massimo di 30 persone.
Sono inoltre previste aperture diurne con visita libera. Sabato 5, 12 e 19 settembre sarà possibile accedere alle 16.30, alle 17.30 e alle 18.30, con un massimo di 50 visitatori per turno. Sabato 26 e domenica 27 settembre sono invece previsti turni di visita alle 10, 11, 12, 13, 15 e 16.
Nel mese di ottobre le aperture si terranno ogni sabato, il 3, 10, 17, 24 e 31, con ingressi alle 16.30, alle 17.30 e alle 18.30.
Prenotazione obbligatoria
L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata sulla piattaforma Eventbrite. I posti saranno assegnati fino a esaurimento della disponibilità.
“Con questo intervento, il Pnrr conferma il suo valore non solo come strumento di conservazione del patrimonio culturale, ma anche come occasione per renderlo più accessibile e vicino al pubblico”, ha dichiarato la Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro.
“La riqualificazione della Piramide Cestia migliora concretamente l’accoglienza, la sicurezza e l’accessibilità del sito, permettendo di restituire ai cittadini e ai visitatori un’esperienza di visita più ricca e inclusiva”, ha aggiunto.
Nuovi percorsi e spazi rinnovati
Oltre all’illuminazione, il progetto ha previsto la realizzazione di un percorso accessibile con nuova pavimentazione, la sistemazione delle aree verdi e il rifacimento dell’impianto di irrigazione. Sono stati inoltre installati nuovi pannelli informativi e riqualificate le recinzioni.
Rinnovato anche l’accesso da piazzale Ostiense, con la sostituzione del cancello e l’installazione di un nuovo corrimano lungo la scalinata. Gli interventi hanno riguardato infine l’organizzazione degli spazi destinati alla colonia felina.
“Abbiamo seguito un principio preciso: migliorare ogni aspetto della visita nel rispetto dell’identità del monumento”, ha spiegato Barbara Rossi, responsabile della Piramide Cestia. “Il nuovo sistema di illuminazione è studiato per accompagnare lo sguardo del visitatore, evidenziando i volumi della Piramide e gli affreschi della camera funeraria senza alterarne la percezione”.
La storia del monumento
Conosciuta dai romani semplicemente come “la Piramide”, la struttura fu costruita nel 12 avanti Cristo come monumento funerario di Gaio Cestio Epulone, politico e membro dei septemviri epulones, uno dei più importanti collegi religiosi dell’antica Roma.
Alta 36,40 metri e con una base quadrata di 29,50 metri per lato, la Piramide è composta da un nucleo in opera cementizia rivestito da mattoni e da lastre di marmo lunense. La camera funeraria, coperta da una volta a botte, conserva decorazioni pittoriche riconducibili al terzo stile pompeiano.
Il monumento è arrivato fino a noi in condizioni eccezionali anche grazie al suo inserimento nelle Mura Aureliane, realizzato tra il 272 e il 279 dopo Cristo. Questa particolare collocazione lo ha protetto dalla spoliazione e dalla distruzione che hanno invece interessato le altre piramidi presenti nell’antica Roma.
Nel 2013 la Piramide Cestia è stata sottoposta a un importante intervento di restauro e pulitura, sostenuto anche da un finanziamento privato. Da allora sono proseguite le attività di manutenzione.
Dalla “tomba di Remo” alla Roma moderna
Nel Medioevo la Piramide venne identificata con la meta Remi, la presunta tomba di Remo. A essa faceva da contraltare la meta Romuli, situata nell’area del Vaticano e demolita nel 1499.
I primi scavi documentati risalgono al 1633, quando furono avviati per volontà di papa Alessandro VII Chigi. All’esterno vennero individuate le basi di due statue dedicate a Gaio Cestio e fu aperto un ingresso nella struttura, che permise di raggiungere la camera funeraria. L’ambiente risultò però vuoto, probabilmente già violato dai tombaroli.
Nello stesso periodo Borromini elaborò un progetto per trasformare la cella funeraria in una chiesa, ma l’idea non venne mai realizzata. Oggi, con la riapertura e il nuovo percorso di visita, la Piramide Cestia torna a proporsi come uno dei monumenti più riconoscibili e suggestivi della Roma antica.


