“Presto annunceremo un altro paio di vittorie”. Dopo aver confermato la gestione di Danone, Mindshare è pronta a chiudere in crescendo il 2013. “Spero che il prossimo anno non sia in linea con questo – afferma il general manager Stefano Spadini -. Le regole saranno sottoposte a pressioni e c’è la necessità di non rimanere ancorati solo alle solite strategie consolidate. E’ sempre più importante quindi il rapporto di fiducia tra agenzia e cliente.
La struttura guidata da Roberto Binaghi, ancora in lizza per due gare importanti come Igloo e Wind, guarda al 2014 come a un anno di forti cambiamenti, ricco di sfide. “Un’agenzia come Mindsahre deve diventare regista di un mercato sempre più complesso”. Con un mantra che faccia da guida: Adaptive.
Ma cos’è adaptive? Tentare di dare una risposta è stato il tema del terzo di Purple Program, appuntamento ideato da Mindshare. Un percorso lungo 15 campagne, da Nike a Samsung, da Coca-Cola a Mazda, guidato da Spadini. “La tecnologia è sempre e solo un mezzo, mai il principio, mai la fine. In Mindshare crediamo che in un mondo di big data l’essere umano e le sue capacità abbiano ancora un ruolo centrale. Le case history mostrate nel corso dell’incontro hanno dimostrato concretamente come alcune aziende, e i loro consulenti media, abbiano saputo adattarsi e sfruttare i vantaggi di un mercato in continua evoluzione”.
Adaptive significa quindi “adattarsi al nuovo consumer journey; passare da un approccio integrato ai mezzi ad un approccio in cui i mezzi sono connessi; sviluppare continui learning; passare da una strategia a 360° ad una a 365 giorni; sfruttare al massimo il potere delle partnership”.
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