Il caso è ancora più eclatante perché avviene proprio nel giorno in cui Letta, nel tweet dedicato a Bergoglio, riecheggia l’attenzione al futuro dei giovani, al centro dell’azione del suo governo per il dossier lavoro. “A #PapaFrancesco che parte – scrive allora Enrico Letta sul social network – ‘ascolteremo mai come questa volta il grido di speranza da Rio #Gmg, faremo di tutto – assicura – per dar risposte ai giovani’”.
Peccato che la scorsa settimana il Parlamento sia stato impegnato in questioni non proprio legate all’economia e neppure alla crisi. L’Aula del Senato ha rivotato la fiducia ad uno dei ministri del governo Letta, il vicepremier Angelino Alfano, reo, secondo alcuni, di aver autorizzato l’estradizione della moglie di un dissidente kazako. A inizio settimana invece ha tenuto banco il caso Calderoli, che ha dato dell’orango al ministro dell’Integrazione kyenge. Apriti cielo: richieste di dimissioni, interventi in Aula, interviste alle televisioni, paginoni sui giornali. Il risultato? Calderoli è ancora al suo posto, Alfano non si è dimesso e l?italia ha perso una settimana preziosa prima delle vacanze estive.


