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Migranti, Lega: il M5S? Pieno di contraddizioni

LE CONTRADDIZIONI DEI 5 STELLE IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE: FUORI GLI IRREGOLARI MA DENTRO GLI IRREGOLARI

Migranti, Lega: il M5S? Pieno di contraddizioni
Tony Iwobi 500

LE CONTRADDIZIONI DEI 5 STELLE IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE: FUORI GLI IRREGOLARI MA DENTRO GLI IRREGOLARI

L’articolo apparso l’altro giorno sul blog dei 5 Stelle denota in modo plastico l’impreparazione, la demagogia e l’improvvisazione di questa forza politica e del suo fondatore, che tentano di intestarsi battaglie politiche e temi sociali al centro dell’attualità solo per pescare nei vari bacini elettorali, senza offrire alcuna vera soluzione pratica. 

Già solo il titolo dell’articolo denuncia la aperta contraddizione e la confusione che regna tra gli esponenti pentastellati, che pur tuttavia occupano importanti scranni istituzionali.

Asserire, infatti, “No a CIE in ogni Regione. Fuori irregolari” è una tale risibile contraddizione in termini che è quasi paragonabile a dire “fuori gli irregolari ma dentro gli irregolari”.

Inchiniamoci, quindi, al “genio pentastellato” e spieghiamo sommessamente cosa non quadra nella proposta.

L’autore dell’articolo asserisce (seriamente), in prima battuta, che aprire i CIE rallenterebbe le espulsioni, aumenterebbe le mafie, ed esporrebbe l’Italia a pesanti sanzioni da parte della Comunità europea per la violazione dei diritti umani.

Per spiegare la palese contraddizione ed idiozia di tale assunto mi si conceda una breve premessa tecnica.

Dal 2011 sino ad oggi, il D.L.vo n. 286/1998 (ex Legge Bossi-Fini), che, in recepimento delle direttive europee, è divenuta la normativa quadro nazionale per la regolamentazione dell’immigrazione, è stato via via svuotato di applicazione per precise scelte politiche.

Si ricorda che secondo il Testo Unico, per poter eseguire un’espulsione è necessaria:

1- L’identificazione dello straniero;
2- L’acquisizione di documenti di viaggio;
3- La risposta del Consolato del paese di provenienza;
4- La disponibilità del vettore (aereo o nave).

Il problema è dato, oltre alle ovvie necessità logistiche, dalla circostanza che la maggior parte delle persone fermate non ha documenti e quindi necessita di essere identificato.

Tale procedura non può essere necessariamente completata nelle 12 ore del fermo perché oltre ai rilievi fotodattiloscopici è necessario acquisire la risposta dei vari consolati a conferma del fatto che la persona fermata è cittadino di un paese, risposta che arriva mediamente dopo due/ tre mesi.

Pertanto per poter eseguire l’espulsione le forze di polizia contattano i centri d’identificazione ed espulsione per verificare se vi è disponibilità.

Al momento sono in funzione unicamente quattro centri d’identificazione ed espulsione in tutta Italia (A Torino, Roma, Brindisi e Caltanissetta).

E’ evidente che quattro C.I.E. non sono sufficienti per operare un efficace controllo ed identificazione degli stranieri, ai fini dell’espulsione per coloro che non hanno diritto ad essere accolti.

Al momento c’è, quindi, in Italia un numero non precisato di stranieri individuati (non identificati) unicamente con i rilievi dattiloscopici, che circolano liberamente perché non possono essere espulsi.

La intervenuta quasi cancellazione dei C.I.E., ai fini dell’identificazione ed espulsione, pertanto, appare in violazione della Direttiva 2008/115/CE, art. 16, comma 1, che prevede: “il trattenimento avviene di norma in appositi centri di permanenza temporanea“.
In assenza di tali centri, non risulta, quindi, allo stato possibile procedere con
l’identificazione dello straniero e con la correlata espulsione.
E’ per tale motivo che da tre anni la Lega di Matteo Salvini chiede l’apertura e il rafforzamento dei C.I.E. ed è per questo che si è arrivati a non poter procedere con le espulsioni degli irregolari, avendo gli ultimi Governi (con la complicità ed anzi l’iniziativa spesso dei 5 Stelle) chiusi quasi tutti i C.I.E. e depotenziato la legge che regolamenta i flussi migratori.

Ed è per lo stesso motivo che la Lega in Europa presenterà una petizione contro l’Italia, che, proprio perché non applica la normativa europea, si è posta in violazione e rischia pesanti sanzioni: l’esatto contrario, quindi, di quanto asserito di 5 Stelle.
Dopo avere proposto la chiusura dei C.I.E., senza comprendere evidentemente le conseguente tecniche, l’autore pentastellato propone, poi, la necessità di identificare chi arriva in Italia (ma va? ) , “scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno, senza parcheggiarli in inutili CIE, spesso gestiti dalle mafie”, ma senza proporre il modo, visto che, si ricorda, l’Europa prevede come unico strumento per identificare ed espellere gli irregolari proprio quegli stessi C.I.E., che i 5 Stelle vogliono cancellare!!!!

Insomma, sarebbe già ridicolo se tali esternazioni provenissero da un quisque de populo, ma è evidentemente preoccupante che vengano portate avanti da rappresentanti istituzionali che dovrebbero conoscere o quanto meno avere l’umiltà di studiare la materia che pretendono di riformare.
Si ricorda, infine, che i 5 Stelle sono stati i più accesi sostenitori della cancellazione del reato di immigrazione clandestina e che ad oggi, per velocizzare le procedure delle richieste di asilo , non paghi dei numerosi organismi che già pesano sui contribuenti Italiani per gestire immigrati e rifugiati, propongono addirittura un tertium genus , assolutamente in contrasto con le direttive 2013/32/UE e 2013/33/UE, ossia, in aggiunta alle Commissioni Territoriali e a quella Nazionale, l’affidamento a giovani laureati in giurisprudenza (non si sa a che titolo, nè con quale potere e con quale valore dei provvedimenti, né in quale posizione rispetto alle attuali Commissioni) le procedure per le domande di protezione internazionale.
E ciò complicando tutta la procedura e aumentandone i costi, anziché velocizzarla e renderla più economica, senza comprendere che bisogna approcciare la questione proprio in senso inverso, come ha proposto la Lega con il DDL n. 3657 recante Modifiche al Decreto legislativo 28 gennaio 2008 n. 25, in materia di competenza per il riconoscimento e la revoca dello status di rifugiato, in cui si prevede l’eliminazione delle Commissioni Territoriali e l’affidamento della procedura direttamente all’organo giurisdizionale, ovvero al giudice di pace, già competente in via pressoché esclusiva in materia di immigrazione extracomunitaria, e con la previsione di due soli gradi di giudizio, perché non è tanto la parte amministrativa che ormai pesa sui tempi e sulle tasche degli italiani, ma tutta la farraginosa ed inutile doppia procedura prevista, con i tre gradi di giudizio, che dilata i tempi ed i costi.
Se, quindi, i 5 Stelle vogliono davvero aiutare i cittadini a risolvere il problema della regolamentazione dell’immigrazione, pretendano la rigorosa applicazione della Legge europea, come chiede la Lega a gran voce da anni, si associno alle proposte di legge della Lega, fondate sul buon senso e sulla competenza, e con umiltà studino la materia, prima di avanzare proposte a caso solo per motivi elettorali, ma che di fatto possono determinare ingenti danni al Paese che più sta soffrendo la dissennata politica che il PD ha portato avanti sino ad oggi e che ci ha consegnati inermi alla più grande emergenza planetaria degli ultimi secoli.

Responsabile Federale Dipartimento Sicurezza e Immigrazione Lega Nord
Tony Iwobi