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Roma

E' il maestro dell'hard core. Il primo che ha tolto la tediosità delle scene meccaniche e ha introdotto nelle poverissime sceneggiature una storia. Tant'è che è diventato famoso per i suoi remake in sala porno, dando al settore italiano una visibilità che ha contrastato i giganti americani e tedeschi. Regista e imprenditore dell'hot entertaiment, Mario Salieri accetta la sfida di Affaritaliani.it: analizzare il fenomeno delle baby squillo e della pedopornografia da un punto di vista  speciale: quello di chi certe vicende le realizza attraverso la fiction del sesso.
Salieri, ha seguito le ultime vicende di cronaca. Il riferimento è alle baby squillo, le ragazzine di 14 e 16 anni che si prostituivano ai Parioli. Non le sembra che “la fantasia sia superata la realtà”? Altro che film hard, le “piccole facevano sul serio...".
“Purtroppo la realtà molto spesso supera la fantasia. Il caso dei Parioli, finito recentemente sotto la luce dei riflettori, è solo uno degli innumerevoli segnali che sono espressione di un disagio sociale meritevole di seri approfondimenti. Purtroppo la nostra informazione si limita a un taglio voyeuristico, portando al centro dell'attenzione dettagli inutili nell'intento di solleticare la morbosità degli interlocutori, lettori o spettatori che siano. Ho assistito a vergognosi servizi televisivi in cui erano inquadrate lenzuola scomposte, ragazzine in minigonna e alcove del peccato. Ho letto articoli in cui si sottolineavano prestazioni sessuali concesse a...commercialisti e avvocati... come se queste categorie di professionisti in qualche modo aumentassero la gravità del reato. Purtroppo questa è l'Italia cresciuta con la sottocultura moralizzatrice e censoria dei poteri forti, un Italia che affronta piccoli e grandi disagi sociali nei salotti televisivi e che non dimostra alcuna capacità di reale cambiamento”.

Dalle ragazzine "assatanate di soldi” alle accuse contro il disturbatore tv, Gabriele Paolini. Nei verbali del suo interrogatorio e nel materiale video sequestrato c’è una passione per i “corti”. E lo stesso Paolini ha anche recitato come attore: è il momento dell’hard core casalingo?
“L'hard core casalingo esiste da quando Paolini non era ancora nato, ed è a pieno titolo uno dei vari generi che compongono l'industria adult dell'audiovisivo”.
Un tempo gli psicologi dicevano che la visione di film a luci rosse era una sorta di valvola di sfogo delle perversioni. Oggi i i film se li fanno in casa.. L’elemento “terapeutico” del suo lavoro è alla sua naturale conclusione? Le fantasie inconfessate si realizzano sul computer?
“Io non so se il mio lavoro ha mai avuto uno scopo terapeutico, certamente però non nasce con questo scopo. Il mio obiettivo è quello di offrire emozioni erotiche e stimolare la fantasia degli spettatori attraverso la realizzazione di fiction che spesso rappresentano irrealizzabili perversioni celate nel profondo delle nostre coscienze”.
Ci sono ancora uomini e donne che chiedono di diventare attori hard?
“Tantissimi giovani, soprattutto uomini, tentano d'intraprendere una carriera nell'industria adult. Purtroppo è un mestiere molto difficile e solo pochissimi ci riescono”.
Nel suo ultimo lavoro lei ricostruisce vizi, perversioni e dolori nonché violenze fisiche, mentali e sessuali della II Guerra Mondiale. Un pellicola forte, una specie di resurrezione della violenza della guerra. Perché queste immagini forti?
“Il mondo in fiamme è una serie composta da otto episodi ambientati nel corso della seconda guerra mondiale. L'intento è quello d'esplorare la malvagità della bestia umana in guerra, che non si distingue per nazionalità, esercito o bandiera”.
La storia delle baby squillo le suggerisce una sceneggiatura per un prossimo lavoro?
“La parola BABY non compare mai nei miei lavori, sempre realizzati con interpreti adulti e consenzienti”.
“C’è chi l’hard core lo realizza e chi lo sogna. Ogni tanto le scene che sembrano appartenere alla finzione cinematografica si ritrovano nella vita di tutti i giorni. Chi ispira chi?
“Come già detto prima la realtà spesso supera qualsiasi fantasia”.
Le sue attrici preferite e perché?
“Tutte quelle che lavorano con l'obiettivo d'interpretare, affrontando la propria carriera con dedizione e professionalità senza considerare il denaro come un valore assoluto”.
Quale futuro per le pellicole a luci rosse?
“Internet e televisione sono e saranno per i prossimi anni gli unici canali di sfruttamento economico del prodotto audiovisivo pornografico. Se in futuro si avrà la volontà e la capacità di limitare la pirateria in internet l'industria risorgerà dalle ceneri del defunto home video e tornerà a splendere, in caso contrario solo i più forti sopravviveranno”.

Tags:
baby squillopaolinihard coremario salierigabriele paolini



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