Il centrodestra sta valutando di reinserire un ballottaggio nazionale nella nuova legge elettorale se nessuna coalizione raggiungesse la soglia prevista per ottenere il premio di maggioranza. Il meccanismo non è ancora stato approvato.
Legge elettorale: quando scatterebbe il secondo turno
L’ipotesi del ballottaggio è tornata sul tavolo mentre la riforma elettorale arriva al Senato. Il testo approvato alla Camera prevede un sistema proporzionale con un premio di 70 deputati e 35 senatori alla coalizione che arriva prima sia alla Camera sia al Senato e raggiunge almeno il 42% dei voti. Se la soglia non viene raggiunta, i seggi vengono distribuiti proporzionalmente.
Il ballottaggio, presente nella prima proposta depositata dal centrodestra, era stato successivamente cancellato.
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ANSA riferisce che la maggioranza sta ora valutando di ripristinarlo attraverso un emendamento al Senato. La decisione dovrebbe essere affrontata nei confronti tra gli esponenti del centrodestra prima della scadenza per gli emendamenti.
Nella versione originaria della riforma, il secondo turno sarebbe servito quando nessuna coalizione avesse raggiunto la percentuale necessaria per il premio.
Legge elettorale e ballottaggio: perché ci sono dubbi di costituzionalità
La formulazione dovrà tenere conto delle sentenze della Corte costituzionale sui precedenti sistemi elettorali.
Nel 2017 la Consulta bocciò il ballottaggio previsto dall’Italicum perché avrebbe consentito alle due liste più votate di accedere al secondo turno indipendentemente dal consenso ottenuto al primo, attribuendo poi un premio molto ampio alla vincitrice.
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Per questo i tecnici stanno lavorando sulle condizioni che dovrebbero consentire l’accesso al ballottaggio e sull’entità del premio.
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Un altro problema riguarda Camera e Senato. Le due votazioni si svolgono contestualmente, ma potrebbero produrre classifiche diverse. La riforma approvata dalla Camera stabilisce infatti che il premio possa essere assegnato soltanto alla coalizione arrivata prima in entrambi i rami del Parlamento.
La versione definitiva del secondo turno non è quindi ancora scritta. Prima servirà l’intesa nella maggioranza, quindi un emendamento e il voto parlamentare.


