Ferrari rafforza la ricerca sulle batterie con Università di Bologna e NXP, puntando su celle, elettronica e tecnologie allo stato solido.
Ferrari rafforza il proprio impegno nella ricerca sulle batterie e consolida il legame tra industria e mondo accademico. Il costruttore di Maranello ha partecipato all’“E-Cells Symposium 2026: From Research to Industry”, organizzato presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna con la partecipazione di esperti internazionali provenienti dal settore accademico e industriale.
L’iniziativa si inserisce nella collaborazione tra Ferrari, Università di Bologna e NXP e punta a sviluppare competenze lungo l’intera catena del valore delle batterie: dalla chimica dei materiali alla produzione delle celle, fino all’elettronica e alla gestione dei sistemi.
L’evento rappresenta inoltre una nuova tappa nel percorso dell’E-Cells Lab, il laboratorio nato nel 2024 proprio dalla collaborazione tra i tre partner.
Batterie, una tecnologia sempre più strategica
Per l’industria automobilistica, le batterie stanno assumendo un peso crescente non soltanto dal punto di vista tecnologico, ma anche industriale ed economico. La capacità di sviluppare celle più efficienti, sicure e performanti incide direttamente su autonomia, prestazioni, costi e competitività dei veicoli elettrificati. È in questo contesto che Ferrari sta rafforzando la propria rete di collaborazione con università e imprese tecnologiche, cercando di presidiare una delle aree più strategiche per l’evoluzione futura dell’automobile.
Il simposio di Bologna ha riunito ricercatori, aziende e studenti per analizzare l’intera filiera, con particolare attenzione alla chimica delle celle, alla produzione industriale e ai sistemi elettronici di controllo.
Ferrari, Università di Bologna e NXP: il ruolo dell’E-Cells Lab
Uno degli elementi centrali dell’iniziativa è l’E-Cells Lab, fondato nel 2024 da Università di Bologna, Ferrari e NXP.
Il laboratorio nasce con l’obiettivo di promuovere la ricerca sulle celle agli ioni di litio, mettendo in comune competenze, progetti e attrezzature. Dal punto di vista industriale, il valore di una struttura di questo tipo risiede nella capacità di ridurre la distanza tra ricerca scientifica e applicazione industriale. La collaborazione permette infatti di studiare nuovi materiali e nuove architetture di cella e, allo stesso tempo, valutarne più rapidamente il potenziale utilizzo nei sistemi automobilistici. Per Ferrari, l’accesso a una rete di ricerca specializzata rappresenta quindi un elemento strategico nella fase di trasformazione tecnologica del settore.
Dalla chimica delle celle alla produzione industriale
La prima parte del simposio è stata dedicata alla ricerca chimica, uno dei settori chiave per migliorare le prestazioni delle batterie.
Tra i relatori erano presenti Martin Winter dell’Università di Münster, fondatore del MEET Battery Research Centre, Ying Shirley Meng della Pritzker School of Molecular Engineering dell’Università di Chicago e Karim Zaghib della Concordia University. Il confronto si è poi spostato sul piano industriale, con l’intervento di Jiwoo Ahn, responsabile Ricerca e Sviluppo di Samsung SDI Europe, e Min Su, Vice President of Technology di Wanxiang 123 Systems. Il tema centrale è stato quello della produzione delle celle e delle prospettive delle batterie allo stato solido, considerate una delle tecnologie potenzialmente più importanti per la prossima generazione di veicoli elettrici.
Batterie allo stato solido, la nuova frontiera
Le solid-state battery rappresentano uno dei campi più rilevanti per gli investimenti dell’industria.
Il loro sviluppo punta a superare alcuni dei limiti delle attuali celle agli ioni di litio, soprattutto in termini di densità energetica, sicurezza e gestione termica. Nel caso di un costruttore come Ferrari, la questione assume un’importanza particolare. La batteria non deve infatti garantire soltanto autonomia ed efficienza, ma deve essere compatibile con requisiti molto elevati in termini di prestazioni, peso, gestione dell’energia e risposta dinamica. Per questo il confronto diretto con specialisti della chimica e della produzione delle celle rappresenta un elemento centrale nella strategia tecnologica del marchio.
L’elettronica diventa parte della competizione
Un’altra area centrale emersa dal simposio è quella dell’elettronica di gestione della batteria.
La sessione finale ha visto la partecipazione di Philipp Welz di Munich Electrification, Ugo Sorge di FAAM, Francesco Monti, CEO di Podium Advanced Technologies, ed Eric Huang di Sunwoda. La crescente complessità delle batterie rende infatti sempre più importante il ruolo dei sistemi elettronici e software.
La competitività non dipende più soltanto dalla chimica della cella, ma anche dalla capacità di gestire energia, temperatura, sicurezza e prestazioni attraverso sistemi di controllo sempre più sofisticati. È proprio in quest’area che il contributo di NXP assume un valore strategico all’interno della collaborazione con Ferrari e Università di Bologna.
Ricerca e industria sempre più integrate
Il messaggio economico che emerge dall’E-Cells Symposium è quello di una progressiva convergenza tra università e industria.
Lo sviluppo delle batterie richiede infatti investimenti elevati, competenze multidisciplinari e tempi lunghi di sperimentazione.
Per i costruttori automotive, collaborare con centri di ricerca e aziende specializzate consente di condividere competenze e ridurre il rischio tecnologico. Per le università, al contrario, la collaborazione con l’industria permette di avvicinare la ricerca alle applicazioni reali e di accelerare il trasferimento tecnologico. Questo modello è particolarmente rilevante in un settore in cui la competizione internazionale si gioca anche sulla capacità di trasformare rapidamente la ricerca scientifica in processi industriali e prodotti.
Benedetto Vigna: innovazione attraverso la collaborazione
All’evento erano presenti anche il CEO di Ferrari, Benedetto Vigna, e il Chief Research & Development Officer Ernesto Lasalandra.
Rivolgendosi agli studenti, Vigna ha sottolineato come l’innovazione non possa svilupparsi in modo isolato e come la ricerca e sviluppo rappresentino un elemento centrale nella strategia Ferrari. Il messaggio è coerente con un approccio sempre più aperto alla collaborazione con partner esterni, università e aziende tecnologiche.
Per Ferrari, quindi, la competizione del futuro non passa soltanto dalla progettazione della vettura, ma anche dalla capacità di costruire una rete di competenze intorno a tecnologie critiche come batterie, elettronica e gestione dell’energia.
Batterie, una partita industriale globale
Il valore strategico del progetto va oltre Ferrari. La corsa alle batterie è ormai una delle principali partite industriali a livello internazionale, con investimenti massicci da parte di costruttori, produttori di celle e aziende tecnologiche. La presenza al simposio di realtà come Samsung SDI, Wanxiang, Sunwoda e NXP conferma quanto la filiera sia ormai globale e fortemente interconnessa. La sfida non riguarda soltanto la produzione delle celle, ma anche materiali, elettronica, software e sistemi di gestione. In questo scenario, il ruolo dell’E-Cells Lab assume una dimensione più ampia: creare un punto di contatto tra ricerca italiana, industria automotive e grandi player internazionali. Per Ferrari, l’obiettivo è presidiare una tecnologia destinata a incidere direttamente su prestazioni, efficienza e competitività futura delle proprie vetture elettrificate.


