Il fermo del trasporto merci dura 120 ore, dalle 00.01 del 16 ottobre fino alle 24 del 20 ottobre, in Sicilia e Calabria. I mezzi delle imprese aderenti restano fermi per protestare contro l’aumento di gasolio e costi di gestione. Le prime difficoltà riguardano soprattutto le merci che devono essere rifornite ogni giorno. Frutta, verdura, latte e latticini, carne e pesce sono i prodotti più esposti a carenze temporanee sugli scaffali se le consegne continuano a saltare.
Blocco autotrasportatori, dove sono fermi i camion
Il calendario ufficiale del Ministero delle Infrastrutture riporta due mobilitazioni regionali da 120 ore. In Sicilia il fermo è stato proclamato dal Comitato Trasporto Siciliano. In Calabria riguarda le imprese aderenti a Fedralog Calabria. Entrambe le proteste sono iniziate alle 00.01 del 16 ottobre e terminano formalmente alle 24 di martedì 20 ottobre. Non si tratta quindi di un blocco nazionale di tutti i tir italiani.
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In Calabria Fedralog ha spiegato che, salvo servizi essenziali e casi previsti dalla normativa, l’obiettivo è lasciare fermi mezzi pesanti e mezzi di lavoro delle aziende aderenti. In Sicilia i trasportatori hanno scelto principalmente il fermo dei mezzi nei piazzali e nei porti, evitando blocchi indiscriminati della circolazione.
Blocco degli autotrasportatori, cosa rischia di mancare nei supermercati
I primi prodotti a risentire del rallentamento sono quelli con una vita commerciale breve e che richiedono consegne frequenti. Nel Crotonese sono già state segnalate carenze nei reparti di frutta, verdura, carne, pesce e latticini.
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In Sicilia la protesta interessa anche la movimentazione delle merci in arrivo via nave. I rappresentanti degli autotrasportatori avevano annunciato che i semirimorchi con ortofrutta e alimentari destinati ai supermercati non sarebbero stati regolarmente ritirati.
Questo non significa che tutti i supermercati rimarranno senza prodotti. Le conseguenze dipendono dalle scorte dei singoli magazzini, dall’adesione delle aziende al fermo e dalla possibilità di utilizzare canali alternativi. La merce secca, come pasta, conserve e prodotti confezionati, tende ad avere scorte più ampie rispetto ai freschi e può quindi resistere più a lungo ai ritardi logistici.
Blocco degli autotrasportatori: perché i camionisti protestano e fino a quando dura
Alla base della mobilitazione c’è soprattutto il caro carburante. Fedralog Calabria cita anche l’aumento dei costi per personale, assicurazioni, manutenzione, rate dei veicoli e gestione delle aziende, insieme a tariffe di trasporto considerate troppo basse per compensare le maggiori spese.
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In Sicilia i trasportatori lamentano inoltre il costo dei collegamenti marittimi. Il Comitato Trasporto Siciliano ha indicato in circa 900 euro il costo di un pieno per un camion nelle condizioni attuali.
Il fermo ufficiale termina alla mezzanotte del 20 ottobre. Le associazioni hanno però avvertito che, in assenza di risposte, la protesta potrebbe proseguire. Il governo ha convocato un confronto con le categorie, ma parte degli autotrasportatori chiede un intervento prima della data indicata. Per questo eventuali difficoltà nelle forniture potrebbero non terminare immediatamente il 20 ottobre: anche dopo la ripresa dei mezzi servirà tempo per recuperare le consegne accumulate.
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