Dalle folle oceaniche dei concerti al tifo senza filtri della Curva Sud. Per Ultimo, al secolo Niccolò Moriconi, la passione giallorossa non conosce posti numerati né salottini riservati. Ma stavolta, più della partita, a conquistare la scena è stata una fotografia. E il protagonista involontario di una storia decisamente meno romantica delle sue canzoni.
Sabato sera, durante Roma-Genoa (finita 2-0 per i padroni di casa), il cantautore si è sistemato nel cuore del tifo romanista, tra cori, bandiere e abbracci. Una scelta popolare, perfettamente coerente con la sua immagine di ragazzo della Capitale rimasto legato alle proprie radici. Peccato che uno degli scatti della serata lo ritragga sorridente accanto a Gino Vasselli, soprannominato Ginetto, personaggio assai conosciuto negli ambienti ultras e nelle cronache giudiziarie.
Chi è Ginetto, il capo ultrà con precedenti giudiziari
Vasselli è uno dei volti di Insurrezione Giallorossa, gruppo della Curva Sud riconoscibile dallo striscione con il teschio. Il suo nome è legato soprattutto a San Lorenzo, quartiere romano dove calcio, militanza politica e storie di strada hanno talvolta incrociato percorsi tutt’altro che rassicuranti. Nel febbraio 2021 venne arrestato insieme al fratello durante un’operazione antidroga in un locale di via Tiburtina. Gli investigatori sequestrarono hashish, cocaina e ben 175 bombe carta artigianali. Un arsenale poco compatibile con l’idea dello stadio come luogo di semplice divertimento.

Dalla Curva Sud all’estrema destra: i legami familiari
Il curriculum delle frequentazioni familiari aggiunge un altro capitolo. Vasselli è infatti cognato di Giuliano Castellino, esponente dell’estrema destra condannato definitivamente per l’assalto alla sede nazionale della Cgil. Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il passato di Ginetto comprende anche il coinvolgimento nell’aggressione incendiaria contro un senzatetto a San Lorenzo nel 2004. Una vicenda che riporta alla stagione più violenta dell’estremismo romano.

E Ultimo? Qui occorre distinguere la fotografia dalle conclusioni. Un abbraccio allo stadio non costituisce una dichiarazione politica, né dimostra condivisione di idee, comportamenti o precedenti giudiziari. Resta però l’imbarazzo mediatico: il cantante che riempie gli stadi, amatissimo dai giovanissimi, immortalato accanto a un personaggio dalla biografia controversa. Una foto che vale mille commenti, ma certamente non mille prove.
Del resto, in Curva Sud basta un attimo per passare dal coro alla polemica. E questa volta, per Ultimo, il ritornello rischia di essere meno piacevole del previsto…
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