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Marchini-Forza Italia, due cuori. Intesa civica per salvare Roma

Marchini-Forza Italia, due cuori. Intesa civica per salvare Roma
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INSIDE. Prove tecniche di coalizione civica tra l’imprenditore e il coordinatore romano del partito di Berlusconi. Ipotesi di convergenza su dieci punti per far uscire la Capitale dalla crisi economica e dal degrado. A metà novembre il possibile battesimo nella kermesse romana del Cavaliere
Marchini-Forza Italia, due cuori. Intesa civica per salvare Roma
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Marchini-Forza Italia, due cuori. Intesa civica per salvare Roma

di Fabio Carosi

E’ una strana coppia che ha iniziato a flirtare da poco con calma ed equilibrio. Come due innamorati che sognano un futuro insieme ma che prendono le misure giorno per giorno.
Un cuore è quello di Alfio Marchini, l’imprenditore che ha sfidato Marino e Alemanno puntando sull’amore per la città e con un programma talmente concreto da non piacere alla politica; l’altro cuore è di Davide Bordoni, il quarantenne ex presidente di Municipio, poi assessore critico con Alemanno e ora coordinatore romano del partito di Silvio Berlusconi, per il quale è al lavoro da mesi per la ricostruzione del network cittadino.
I due si sono incontrati qualche giorno fa in Consiglio Comunale e se per gli osservatori distratti è stato il via libera al gossip politico sulla possibilità di un’intesa, Affaritaliani.it rivela che dalle poche parole si è già passati ai fatti. Due gli appuntamenti che vedranno Marchini e Bordoni insieme intorno ad un tavolo per aprire uno speciale “laboratorio”, nel quale gettare le basi per un’intesa. Il “tete a tete” è già in calendario per la prossima settimana e lì si potrà misurare l’ìpotesi di un accordo politico-civico su un programma elettorale. Se tra Forza Italia, attivissima su Roma nella genesi dei Club Cuore Nazionale e l’uomo del Cuore che viene da sinistra, ci sarà una prima intesa, allora è possibile che Alfio Marchini possa affacciarsi a metà novembre, in occasione del grande evento romano che vedrà Berlusconi sintetizzare il nuovo progetto politico che partirà proprio da Roma.
Sia chiaro, Bordoni tace e sorride solo all’idea; Marchini invece dalla fine dell’estate ha raddoppiato il suo impegno di opposizione al sindaco Marino, con una campagna molto più aggressiva e presenzialista, tramutandosi in una monade, un’unità indivisibile, un centro di forza che invade l’etere con presenze sistematiche in tutte le radio cittadine.  E dai microfoni, considerati più diretti dei media tradizionali, Marchini lancia strali e accuse di malgoverno a Marino e al Pd. L’ultimo affondo è del 29 ottobre, quando ha denunciato il mancato controllo delle spese da parte del Campidoglio.
Ma cosa unirebbe l’ex baby della generazione calce&martello con il partito del Cavaliere, denso di orfani della Cristiana Democrazia e di sopravvissuti alla scissione con Ndc? Al centro dell’incontro, Marchini e Bordoni sembra vogliano confrontarsi sull’idea di una piattaforma programmatica, una coalizione che dovrebbe nascere per dare risposte alle esigenze di una città piegata dalla crisi economica e dove la politica ha perso il contatto con il territorio e la realtà. Dieci, al massimo dodici punti di convergenza per presentarsi alle prossime Comunali come la “santa alleanza” per salvare la città da un tunnel di degrado, sporcizia, microcriminalità, assenza di lavoro, lotta per la casa, carenze di servizi. Un po’ del programma che aveva lanciato Marchini col suo cuore e molto della nuova organizzazione territoriale di Forza Italia con Marchini candidato sindaco e un vice di Fi e una coalizione molto aperta, chiamata a misurarsi solo sul programma. Una sorta di salvezza civica, visto che i bene informati sono certi che Ignazio Marino mangerà il panettone. Ma vista l’aria che tira in casa Pd, c’è qualcuno pronto a scommettere che cadrà sula colomba. A Pasqua Roma non sarà più la stessa.