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San Francesco incontra il Made in Italy: a Roma l’arte del restauro diventa racconto

“Le eccellenze italiane nel segno di Francesco” sarà visitabile a Roma, a Palazzo Piacentini, dal 23 settembre al 2 ottobre. Una mostra dedicata al restauro, all’artigianato e all’arte sacra italiana nel segno degli 800 anni dalla morte di San Francesco.

San Francesco incontra il Made in Italy: a Roma l’arte del restauro diventa racconto

Dal 23 settembre al 2 ottobre Palazzo Piacentini ospita “Le eccellenze italiane nel segno di Francesco”. Quattro gesti – riparare, lavorare, custodire e rendere visibile – per raccontare artigianato, arte sacra e cultura della cura.

San Francesco, il restauro italiano e quel patrimonio di mani, materia e conoscenze che difficilmente entra nelle statistiche del Made in Italy. Dal 23 settembre al 2 ottobre 2026, Palazzo Piacentini a Roma, sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ospita la mostra “Le eccellenze italiane nel segno di Francesco: Rendere visibile l’invisibile”, promossa da Confrestauro nell’ambito delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte del Santo di Assisi.

L’inaugurazione è prevista il giorno 23 alla presenza del ministro Adolfo Urso.

Quattro parole per raccontare il saper fare italiano

Il percorso ruota attorno a quattro verbi profondamente francescani: riparare, lavorare, custodire, rendere visibile. Non semplici slogan, ma altrettanti modi di interpretare il rapporto tra l’uomo, la materia e il tempo.

Progetto Arte Poli mette in dialogo la Croce di San Damiano con la “Croce della Speranza” di Albano Poli, trasformando il restauro in metafora della ricostruzione. Rubelli affida invece il tema del lavoro alla propria tradizione tessile: una semplice canapa storica accostata a un velluto prezioso, tra povertà francescana e bellezza. Dolci Colori utilizza terre e pigmenti naturali per raccontare la custodia della materia e delle antiche conoscenze, mentre General Marmi e Tortuga Design espongono una fonte battesimale ricavata da un masso erratico: la pietra diventa simbolo, quasi a materializzare ciò che appartiene alla dimensione spirituale.

Restauratori al lavoro davanti al pubblico

La mostra non si limita però agli oggetti. Restauratori della Scuola di Restauro di Botticino e di Palazzo Spinelli di Firenze lavoreranno negli spazi espositivi, mostrando tecniche che normalmente rimangono nascoste nei laboratori. Ci saranno poi immagini, video e testimonianze dedicate alle botteghe italiane: dalle campane realizzate con antichi sistemi di fusione del bronzo alle vetrate artistiche, fino alla calligrafia di Mattia Allegro, chiamato a scrivere a mano le quattro parole simbolo del percorso accanto alle riproduzioni delle scene di Giotto.

Un viaggio nel Made in Italy meno appariscente ma forse più autentico: quello che non si limita a produrre qualcosa di nuovo, ma salva ciò che esiste e lo consegna al futuro.