Angela Merkel prova a fare da mediatore nella crisi ucraina e invia il suo uomo di fiducia a parlare con le due parti. Il ministro degli esteri tedesco Steinmeier ha così visitato Kiev, dove ha incontrato il presidente Petro Poroshenko. Un incontro che è servito a chiarire qual è la situazione sul terreno. La Nato ha accusato Mosca di stare ammassando truppe al confine, mentre il governo ucraino è sicuro che militari russi stiano addestrando i ribelli dell’Est.
Dopo Kiev Steinmeier è volato a Mosca dove ha incontrato il suo omologo, Serguei Lavrov. Durante la conferenza stampa che ha suggellato la visita, l’inviato della Merkel si è dichiarato ben poco ottimista. “Occorrerà uno sforzo enorme per dare nuovi impulsi ai negoziati”, ha ammesso ricordando che, se l’intesa siglata in Bielorussia non è perfetta, è pur sempre l’unica carta che ora può essere giocata.
D’altro canto è un messaggio inequivocabile quello che ha lasciato Serguei Lavrov alla Duma. “Non siamo stati noi a determinare la tendenza negativa delle nostre relazioni a livello globale. Non c‘è alternativa a una collaborazione fruttifera da pari a pari. La degradazione del rapporto fra la Russia e i suoi partner occidentali ha molteplici conseguenze negative che non si fermano al lato econonomico della vicenda”.
La Russia si sente dalla parte della ragione. Ma quello che l’Europa vuole è che si rispetti il trattato di Minsk, ovvero una tregua e la costituzione una zona-cuscinetto fra i contendenti.

