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E-shopping, Google e transnazionalità. Ecco le priorità Ue per il mercato digitale

E-shopping, Google e transnazionalità. Ecco le priorità Ue per il mercato digitale
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La Commissione europea si sta preparando a rivoluzionare il settore digitale per arrivare ad un vero mercato unico europeo. Tra i provvedimenti l’abolizione delle frontiere per i servizi online, nuove norme per i motori di ricerca e l’uso dei Big data

La Commissione europea ha presentato oggi le priorità per la riforma del mercato unico digitale che è considerato ancora al di sotto del suo potenziale a causa di barriere legali che ne impediscono il pieno sviluppo.

Bruxelles vuole abolire gli ostacoli che limitano per esempio l’uso di servizi online basati in altri paesi europei, come le boutique di Apple iTunes o le piattaforme di film di Netflix, che sono al momento fruibili solo nei paesi Ue in cui hanno sedi legali e dagli utenti dei paesi stessi.

Dall’Italia non si può accedere per esempio al servizio di Netflix in Francia. Queste barriere “non hanno giustificazioni,” si legge in una nota stampa distribuita oggi dall’Esecutivo Ue. “Questa discriminazione non può continuare in un mercato unico”.

Bruxelles punta inoltre ad abbassare i costi delle consegne dei prodotti comprati online per favorire gli acquisti via internet, ancora effettuati da appena il 44% degli europei. La percentuale scende al 15% per gli acquisti di prodotti o servizi in altri paesi Ue. Abolire queste frontiere digitali e legali permetterebbe risparmi fino a 11,7 miliardi di euro all’anno per i consumatori, stima la Commissione Ue.

Le proposte presentate oggi dal vicepresidente della Commissione responsabile per il mercato interno, Andrus Ansip, confluiranno in un piano più articolato che sarà reso pubblico a maggio. La Commissione punta anche ad aumentare la trasparenza dei motori di ricerca, come Google; a gestire al meglio la rivoluzione dei Big Data e del cloud computing; e a riformare il mercato unico digitale in modo più ambizioso di quanto non abbiano proposto gli stati europei, che hanno rimandato recentemente la fine delle tariffe extra per il roaming.