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Affari Europei
Germania, trovata l'intesa sul piano green: progetti per 100 mld entro il 2030

Germania: trovata intesa su piano investimenti 'green'

In Germania il governo ha trovato un accordo sul maxi-piano di investimenti 'green' col quale Angela Merkel intende ridurre drasticamente le emissioni inquinanti e produrre il 65% della sua energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Lo riferisce una fonte governativa. L'accordo è stato raggiunto, dopo un lungo braccio di ferro tra partiti della fragile coalizione di governo, che si è concluso alla fine di una maratona notturna di 18 ore. Cdu e la Spd, che da mesi cercavano una quadra sulle misure da prendere, sono riusciti a trovare un compromesso.   

L'influenza dei Verdi ecologisti sul governo Merkel

"Abbiamo raggiunto un accordo su molte misure e su un meccanismo annuale di monitoraggio" spiega alla Afp la fonte governativa. Che si era sulla strada giusta, lo aveva già indicato in precedenza Andreas Jung, il vice presidente del gruppo parlamentare della Cdu, il quale, alla fine della maratona notturna aveva commentato: "Anche nel calcio ci sono i tempi supplementari. Ed è in questi momenti che si segnano le reti decisive".  Il governo di Angela Merkel ha dunque centrato il suo obiettivo, che era quello di raggiungere oggi un accordo in concomitanza con la giornata di sciopero proclamata a livello mondiale dal movimento per la difesa dai mutamenti climatici. In Germania questo movimento gode di grande attenzione, anche sull'onda delle vittorie elettorali dei Verdi ecologisti. Oggi a Francoforte i dimostranti hanno bloccato la circolazione del traffico nel centro della città, provocando ingorghi mostruosi. A Berlino una manifestazione è prevista questa mattina alla Porta di Brandeburgo.

Che cosa prevede il pacchetto di leggi green

Il pacchetto di leggi sugli investimenti 'green' in Germania prevede progetti per un totale di circa 100 miliardi di euro entro il 2030. Finora le principali difficoltà hanno riguardato gli aumenti dei prezzi per benzina, diesel, gas per il riscaldamento e olio combustibile, da inserire all'interno di una tabella di un modello di tariffazione delle emissioni di CO2. Sui massimali di prezzo dovrebbe essere stata raggiunta un'intesa che invogli i consumatori ad optare per le soluzioni meno inquinanti, ma senza provocare proteste sugli aumenti dei prezzi simili a quelle del movimento dei gilet gialli in Francia. La strategia del governo include anche una serie di misure per ridurre le emissioni di gas serra nell'edilizia, in agricoltura, nell'industria e nei trasporti. Concernono la promozione del trasporto pubblico e dei treni, l'aumento del prezzo del trasporto aereo e vari sussidi per lo sviluppo delle auto elettriche e per un riscaldamento personale efficiente e pulito. Nello stesso tempo, il governo punta a dare una spinta allo sviluppo della produzione di energia pulita (solare, eolica o biomassa), la cui quota nella produzione di elettricità nazionale dovrà salire dall'attuale 40% al 65% nel 2030.      

Stop carbone e uscita dal nucleare

L'approvazione del pacchetto di misure 'green', predisposto  dal ministro della Finanze socialdemocratico, Olaf Scholz​ appare decisiva per la sopravvivenza della fragile coalizione di governo, la quale deve soddisfare le aspettative suscitate dalla mobilitazione avviata dai giovani di FutureforFridays, il movimento creato dalla musa svedese Greta Thunberg. Per quanto riguarda le emissioni di CO2 la Germania si era impegnato a ridurle del 40% rispetto al 1990. Finora questo obiettivo è stato disatteso e le emissioni sono state tagliate solo di un terzo. Il target è quello di diminuirle del 55% entro il 2030. La Germania inoltre, dall'inizio del 2019, ha deciso di abbandonare il carbone entro il 2038, ma deve ancora programmare la chiusura delle miniere e delle centrali. L'altra scelta ancora più delicata è quella dell'uscita dal nucleare che dovrà avvenire entro il 2022, come si è deciso nel 2011, sulla scia della catastrofe di Fukushima. Inoltre l'industria automobilistica tedesca ha privilegiato a lungo il diesel e ha scelto in ritardo di virare verso le auto elettriche. 

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