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L’Italia cede lo scettro del semestre Ue alla Lettonia

L’Italia cede lo scettro del semestre Ue alla Lettonia
Laimdota Straujuma
La Commissione Ue vola a Riga per l’apertura del semestre lettone di presidenza del Consiglio Ue. La Lettonia punterà su economia digitale, energia e contenimento della Russia

Dal primo gennaio la Lettonia ha ricevuto dall’Italia il testimone della presidenza di turno del Consiglio Ue. Nei prossimi 6 mesi, per la prima volta dal suo ingresso nell’Unione nel 2004, il piccolo paese baltico (2 millioni di abitanti) presiederà le riunioni dei ministri europei.

Come sempre all’inizio di ogni semestre, la Commissione al gran completo si riunisce nella capitale del paese presidente: e per il collegio guidato da Jean-Claude Juncker quello dei prossimi giorni a Riga sarà il primo viaggio dal suo insediamento avvenuto due mesi fa.

Giovedì sono previsti incontri collegiali e bilaterali con il governo lettone, guidato dal primo ministro Laimdota Straujuma; la giornata si concluderà con un concerto al teatro nazionale dell’Opera di Riga, che inaugurerà formalmente il semestre. Venerdì 9 la premier incontrerà il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, mentre l’alto rappresentante Federica Mogherini presenterà assieme al ministro egli Esteri Edgar Rinkevics l’anno europeo dello Sviluppo.

Gli obiettivi del semestre sono stati ricordati dallo stesso presidente Juncker: “Promuovere la competitività europea migliorando il contesto per gli investimenti e realizzare un’Europa digitale senza confini e un’Unione europea dell’energia forte”.

Per la Lettonia un ulteriore impegno sarà quello relativo al rapporto della Ue con la Russia: il paese Baltico, già membro dell’Urss e divenuto indipendente dopo il crollo dell’impero sovietico, ritiene che Bruxelles debba mantenere una linea di fermezza nei confronti di Mosca.
 
La crisi ucraina ha risvegliato i timori nei paesi baltici, che hanno consistenti minoranze russe. La presidenza della Lettonia non deve essere vista come ‘anti russa’, ha detto il ministro degli Esteri di Riga, ma l’attuale strategia europea sui confini orientali è da considerarsi superata: “Dobbiamo guardare al nostro confine di sicurezza, non solo dal punto di vista della polizia di applicazione della legge, ma anche ma anche dal punto di vista della difesa – ha detto – dobbiamo parlare di rafforzamento della difesa europea”.