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Affari Europei
Libero scambio Ue-Ucraina dal 1° gennaio, Mosca tagliata fuori
Sede commissione europea Bruxelles

L'Unione europea non ha saputo dissipare i dubbi e le preoccupazioni della Russia legate all'attivazione della zona di libero scambio Ue-Ucraina prevista per l'1 gennaio. Lo ha detto il commissario per il Commercio, Cecilia Malmstrom, al termine della riunione trilaterale Ue-Russia-Ucraina, organizzata a Bruxelles nella sede della Commissione europea.

"Abbiamo cercato soluzioni pratiche alla preoccupazioni della Russia ma sfortunatamente non ci siamo riusciti", ha detto Malmstrom, secondo la quale "oggi non c'era sufficiente flessibilità da parte russa" e a questo si dovrebbe la mancata intesa a tre. Nella riunione si è parlato di cooperazione commerciale, doganale e in campo fito-sanitario, con la Russia "che ha avanzato molte richieste", ha proseguito senza entrare in dettaglio.

A giugno del 2014 Ue e Ucraina hanno raggiunto un accordo di associazione per la creazione di una zona di libero scambio. La Russia ha chiesto di essere inclusa nei negoziati sull'associazione Ue-Ucraina temendo che il processo potesse tradursi in un flusso incontrollato di beni europei nel mercato russo via Ucraina. In questi diciotto mesi ci sono stati 22 incontri, 15 dei quali a livello di ministri e gli altri a livello tecnico. "Questo è l'ultimo incontro nel formato trilaterale", ha precisato Malmstrom.

Dall'1 gennaio la cooperazione Ue-Ucraina comincerà, con la Russia tagliata fuori. Un passo che ovviamente ha fatto andare Mosca su tutte le furie, anche perché arriva appena dopo la proroga delle sanzioni di Bruxelles fino a luglio 2016. Nel frattempo la Russia ha stimato in almeno 3,5 miliardi di dollari le possibili perdite che avrebbe subito in caso non avesse sospeso (come ha deciso a partire dal 1° gennaio 2016) l'accordo sul regime di libero scambio con l'Ucraina, dopo l'entrata in vigore del patto di libero scambio siglato tra Unione Europea e Kiev. Lo ha reso noto il vice ministro dello Sviluppo economico di Mosca, Aleksei Likachev. "L'analisi dei danni per l'economia russa mostra che nel breve periodo solo dalla liberalizzazione delle tariffe il danno sarebbe stato di oltre 3,5 miliardi di dollari per gli imprenditori russi", ha dichiarato Likachev.

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