Stupro sul treno, "lottavo senza vestiti e cercavo di avvicinarmi alla porta"

Lo sfogo della 21enne: "Non mi lasciavano e nessuno mi ha aiutata". L'altra ragazza: "Ho urlato e sono scappata". Aggressori traditi dalle scarpe

Cronache
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Stupro sul treno, "Cercavo il capo treno, ma era lontano"

Il caso della doppia aggressione sul treno Milano-Varese di venerdì sera si arricchisce di nuovi inquietanti retroscena. Il racconto delle due vittime, due ragazze di 21 e 20 anni, non lascia spazio alle interpretazioni. Entrambe sono state brutalmente aggredite, una ha avuto la fortuna di riuscire a scappare e correre via, l'altra è stata stuprata. "Lottavo" ha ripetuto alla polizia ferroviaria - si legge sul Corriere della Sera - la ragazza che ha subito la violenza sessuale dei due aggressori. "Approfittando del treno che si era fermato, ho provato ad avvicinarmi alla porta, ma quello mi stava sempre vicino. Credevo che avrei potuto attirare l’attenzione dei passanti cui chiedere aiuto, e ricordavo che alla fermata precedente avevo visto il controllore... speravo di trovarlo...». I passanti non sono interventuti, nonostante la giovane fosse di fatto priva di vestiti e i due la tenevano prigioniera e hanno proseguito; quanto al controllore, era lontano.

Simile anche - prosegue il Corriere - il resoconto fornito dall'altra ragazza, che per sua fortuna è riuscita a fuggire. "Ad un certo punto è entrato un ragazzo... Aveva una bicicletta. Si è avvicinato. Mi ha chiesto informazioni rispetto a un treno, gli ho risposto, è uscito. Dopo circa dieci minuti, è rientrato e ha ricominciato un dialogo. Gli ho detto che non volevo parlare e l’ho invitato ad allontanarsi. Puzzava di birra. Vestiva un giubbotto scuro. Un ragazzo, visto l’uomo, si è staccato e ho pensato di allontanarmi... A quell’uomo non è importato nulla di quello che accadeva, anche se urlavo... L’aggressore si è diretto verso l’amico, ho guadagnato l’esterno della stazione, ho chiamato il 112...". La pattuglia dei carabinieri al momento del fermo dei due aggressori ha notato un particolare: i predatori avevano abiti diversi tranne le scarpe. Anonime scarpe da tennis. Le stesse scarpe descritte dalle vittime.

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