Accordo Ue India, per le aziende italiane si apre un mercato da 2 miliardi di euro: cosa cambia per il nostro Paese
Si aprono nuove opportunità in settori strategici come manufatturiero avanzato, infrastrutture urbane, bioeconomia e intelligenza artificiale
Accordo Ue India, il governo Meloni punta a portare l'interscambio commerciale tra Italia e Nuova Delhi da 14 miliardi a 20 miliardi di euro entro 3 anni
L'accordo tra l'Ue e l'India apre nuove opportunità anche per le aziende italiane. Deloitte nella sua nuova analisi dal titolo “Italy and India: partnering for a shared future”, presentata durante il primo appuntamento degli “Institutional Breakfast”, ha fornito una panoramica dei settori dell'economia indiana su cui le nostre imprese potrebbero investire.
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Nello studio si evidenzia che l'India rappresenta l'8,5% dell'economia globale e oltre il 17% della crescita del Pil mondiale. Nell'ultimo decennio il colosso asiatico ha registrato 470 miliardi di investimenti esteri la crescita del Pil per il 2026 è stimata al 6,2%. Entro il 2035 la manifattura potrebbe superare un quarto del prodotto interno loro indiano, con 100 milioni di nuovi posti di lavoro entro il 2047.
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L'India è il secondo mercato dopo gli Stati Uniti per diffusione delle competenze nel settore dell'intelligenza artificiale. Non a caso a febbraio l'Ai impact Summit, il primo vertice mondiale sull'AI nel Sud del mondo si terrà a Nuova Delhi.
Il report di Deloitte si concentra poi sulla bioeconomia indiana, che dal 2014 al 2024 si è espansa da 10 miliardi a 165 miliardi. Tale dato è particolarmente interessante per le esigenze di diversificazione farmaceutica dell'Ue. L'India poi sta crescendo a ritmo esponenziale e quindi necessita di adeguate infrastrutture urbane. Secondo le stime, gli investimenti in questo settore arriveranno a 840 miliardi di dollari entro il 2047.
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"L’India è un mercato nel quale la capacità di connettere in modo efficace attori pubblici e privati è decisiva per favorire l’accesso a settori chiave quali la manifattura avanzata, le infrastrutture, la bioeconomia e l’intelligenza artificiale”, dichiara Andrea Poggi, a capo del Public Policy & Stakeholder Relations Centre di Deloitte.
Il rapporto commerciale tra India e Italia è già molto stretto. L'interscambio tra i due Paesi nel 2024 ha generato 14 miliardi di euro ed entro il 2029 il governo Meloni punta a aumentarlo a 20 miliardi di euro. L'Italia è il terzo partner commerciale per l'export indiano e il quarto per l'import. Attualmente più di 800 aziende del Belpaese operano stabilmente in India con 60mila addetti e un fatturato di 12 miliardi di dollari.
“Il rapporto tra Italia e India è entrato in una dimensione strategica matura, nella quale economia, tecnologia e diplomazia procedono ormai in modo inseparabile. - spiega l’ambasciatore Giovanni Castellaneta, presidente di International Strategic Network - In questo contesto, iniziative come gli Institutional Breakfast rispondono a un’esigenza precisa: affiancare al dinamismo delle imprese una cornice di relazioni istituzionali solide, continue e affidabili. La diplomazia economica non è più un esercizio di accompagnamento, ma una componente essenziale della competitività internazionale. Come International Strategic Network lavoriamo esattamente su questo terreno: trasformare l’allineamento politico e strategico tra Paesi in opportunità concrete e sostenibili per il sistema produttivo italiano”.