Confindustria, adesso Genova pensa alla retromarcia. Convocato un vertice

Gli industriali temono che siano stati affrettati i tempi e che ora si rischi di perdere la corsa per la presidenza di Viale dell'Astronomia

di Marco Scotti
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Confindustria, adesso Genova pensa alla retromarcia

Per alcuni sarà una sorta di resa dei conti all’ombra della Lanterna. Per altri una perdita di tempo. Fatto sta che lunedì 8 gennaio, a Genova, si dovrebbe tenere un incontro per decidere il futuro delle candidature al vertice di Confindustria. Come Affaritaliani.it ha avuto modo di raccontare per prima, infatti, si profila un unicum nella storia di Viale dell’Astronomia: una corsa di due candidati liguri, Antonio Gozzi ed Edoardo Garrone. Che fare? È ovvio che se entrambi dovessero proseguire nella corsa che porta al soglio di Confindustria finirebbero inevitabilmente per scornarsi, spianando la strada a quello che rimane ad oggi il candidato più forte, cioè Emanuele Orsini. 

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Prima di raccontare dell’incontro genovese, però, è necessario ricordare le modalità con cui si arriva all’elezione del presidente di Viale dell’Astronomia. Ci sono tre passaggi fondamentali che hanno una rigorosa liturgia. Il primo, che si completerà entro la fine di gennaio, è quello della nomina dei saggi con l’insediamento della commissione, che dovrà ricevere le autocandidature, che devono essere vagliate per verificare che vi siano i requisiti.

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Una volta ottenuto il via libera, a quel punto si passa alle consultazioni, in giro per l’Italia, per stabilire se il candidato ha un quorum sufficiente per poter concorrere. Le varie territoriali e federazioni hanno pesi e numero di voti differenti. Assolombarda, la più forte, conta su 22 preferenze più aggregati. Chi ottiene più voti viene quindi designato (non eletto) alla presidenza. L’incarico vero e proprio viene assegnato a maggio nell’assemblea privata a porte chiuse, mentre quella publica prevede che si dia spazio al discorso d’insediamento del nuovo numero uno.

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Torniamo a Genova. C’è un po’ di confusione tra gli industriali liguri. Temono che siano stati affrettati i tempi e che il presidente della territoriale del capoluogo, Umberto Risso, abbia qualche responsabilità. Questi, infatti, avrebbe avallato pubblicamente la candidatura di Gozzi e lo stesso presidente di Duferco avrebbe mostrato eccessiva predisposizione per l’incarico. Il che potrebbe configurarsi come uno strappo ai regolamenti che prevedono che l’autocandidatura debba prima essere annunciata ai saggi e solo in un secondo momento diffusa ai media e agli stakeholder, previa autorizzazione dei saggi medesimi

Garrone, che conosce assai bene la liturgia confindustriale, non si è mai esposto in prima persona. Anzi, ha sempre dichiarato di aver letto dai giornali di una sua possibile candidatura mai confermata e che, semmai, se ne riparlerà a tempo debito. E dunque i liguri si trovano di fronte a un impasse: che cosa fare? Da qui l’idea di un incontro chiarificatore a Genova in cui chiedere a Garrone quali siano le sue intenzioni. Vuole candidarsi? Che lo dica espressamente. Ma è palese che si tratti di una trappola con un duplice scopo. Da una parte, far uscire allo scoperto un possibile candidato che – sulla carta – avrebbe più chance di Gozzi di vincere contro Orsini. Dall’altra, sbrogliare la matassa (in realtà creata da loro stessi) tra Genova e i liguri. E si chiederebbe a Garrone stesso di risolvere la questione. 

C’è un duplice corollario. Il primo è che Carlo Bonomi, presidente uscente alla costante ricerca di un posto, abbia messo gli occhi sulla poltrona di presidente del Sole 24 Ore. E se Garrone dovesse un domani decidere di candidarsi, a quel punto in molti chiederebbero le sue dimissioni dal giornale di Confindustria. Ma attenzione: prima di tutto il quotidiano è quotato in Borsa e qualsiasi decisione sul board deve essere presa con cautela e in maniera collegiale. E poi è il presidente entrante – sempre per la liturgia di Viale dell’Astronomia – che nomina il numero uno del Sole. Difficile, per non dire impossibile, che Garrone, nell’ipotesi che dovesse vincere la corsa, possa scegliere Bonomi.

Altro tema importante è il ruolo di Gozzi: che cosa potrebbe fare il presidente di Duferco? A quanto risulta per il momento il patron dell’Entella rimane convinto di voler correre – e lo dichiara pubblicamente - per Viale dell’Astronomia nonostante Garrone. Ma è ovvio che a mano a mano che si va avanti nella corsa si delineano scenari sempre diversi. A quanto risulta ad Affaritaliani.it, ad esempio, Alberto Marenghi, il candidato prediletto da Bonomi, sarebbe ormai in procinto di abbandonare l’idea – accarezzata – di correre per la poltrona di presidente. Meglio confermare una vicepresidenza, accreditarsi ulteriormente e poi puntare al 2028. 

È ovvio, infine, che questo stallo in Liguria rischia di avvantaggiare ulteriormente Orsini. L’incontro di lunedì a Genova avrebbe fatto storcere il naso anche a qualche ex di peso di Confindustria, che teme che dietro a questo desiderio di incontrarsi si nasconda solo il tentativo di far uscire allo scoperto Garrone, che non ha mai ufficializzato la sua candidatura. Sono ore febbrili all’ombra della Lanterna. Ma è ovvio che fino alla nomina dei saggi passaggi ufficiali non potranno essere compiuti. Da adesso in poi si comincia a ballare.