Iren, nel 2022 investimenti record pari a € 1,5 miliardi (+56%)

Dal Fabbro (Iren): "I risultati evidenziano come, anche in un anno particolarmente complesso, Iren abbia dimostrato solidità finanziaria e visione industriale"

di Redazione Corporate
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Iren chiude il 2022 con +56% di investimenti, EBITDA ordinario del 6,4% e proposta di dividendo pari a 0,11€/azione (+10%)

Il Consiglio di Amministrazione di Iren ha approvato in data odierna i risultati consolidati al 31 dicembre 2022. Luca Dal Fabbro, Presidente del Gruppo, ha dichiarato: “I risultati appena approvati evidenziano come, anche in un anno particolarmente complesso, Iren abbia dimostrato solidità finanziaria e visione industriale, agendo con grande capacità di resilienza e con forte senso di vicinanza ai territori in cui opera e ai loro cittadini. Il difficile contesto geopolitico che ha caratterizzato il 2022 e generato forte criticità nel settore energetico e dei servizi è stato affrontato da Iren con responsabilità ed attenzione ai clienti e agli azionisti, rafforzando ulteriormente il ruolo di Iren quale partner affidabile nella transizione energetica e nella creazione di valore per il territorio e per le comunità”.

"Anche nel 2022 i risultati del Gruppo Iren sono stati affiancati dalla crescita degli indicatori di Sostenibilità in linea con le previsioni di piano", ha dichiarato Moris Ferretti, Vicepresidente di Iren. "Mi riferisco in particolar modo alla quantità di rifiuti avviati a recupero di materia nei nostri impianti, che è cresciuta del 40% rispetto allo scorso anno, agli abitanti serviti dall’attività di raccolta rifiuti, ora a 3,8 milioni, al volume di energia elettrica green certificata venduta ai nostri clienti per oltre 1,6 TWh e alla qualità del servizio offerto nel ciclo idrico integrato con perdite idriche medie del 31%, contro una media nazionale del 41%. Tali traguardi confermano la grande attenzione che il Gruppo dedica da sempre a questi aspetti fondamentali per lo sviluppo dei territori nel pieno rispetto dell’ambiente e dei diversi attori che interagiscono con Iren”.

Gianni Vittorio Armani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Iren, ha dichiarato: “L’anno appena concluso ha confermato la validità della strada intrapresa con il precedente piano industriale che ha consentito la realizzazione di investimenti record pari a 1,5 miliardi di euro, +56% rispetto al 2021 e più del doppio rispetto al 2020 e il raggiungimento di un EBITDA ordinario in crescita del 6,4% rispetto al precedente anno. Nonostante il forte incremento degli investimenti siamo riusciti a mantenere un profilo di indebitamento sotto le previsioni, grazie alla cessione del magazzino gas e all’ottima gestione del capitale circolante netto commerciale. Nel corso dell’anno, in seguito al consolidamento di Sei Toscana e alle nuove assunzioni, delle quali il 50% composto da giovani under 30, 1.530 persone sono entrate a far parte del Gruppo portando il numero complessivo di dipendenti a 10.580. Data la solidità dei risultati appena approvati proponiamo un dividendo in crescita del 10% come previsto nel piano industriale e pari a 0,11€/azione”.

I Ricavi consolidati al 31 dicembre 2022 si attestano a 7.863 milioni di euro in aumento del +58,7% rispetto ai 4.955,9 milioni di euro dell’esercizio 2021. I principali fattori di incremento sono riferibili ai maggiori ricavi energetici, influenzati per oltre 2.400 milioni di euro dall’incremento dei prezzi delle commodities parzialmente assorbiti dall’effetto climatico (-88 milioni circa). Contribuiscono inoltre alla variazione positiva del fatturato le attività di efficientamento energetico quali le riqualificazioni energetiche e le ristrutturazioni degli edifici, favorite dalle agevolazioni fiscali (+274 milioni circa). Infine, le variazioni di perimetro incidono sui ricavi per oltre 200 milioni di euro e sono riferibili al consolidamento da febbraio 2022 di Puglia Holding (ora Iren Green Generation), Alegas (da aprile 2022) e di SEI Toscana (da luglio 2022).

Il Margine Operativo Lordo (EBITDA) ammonta a 1.054,7 milioni di euro, in aumento del +3,8% rispetto ai 1.015,8 milioni di euro dell’esercizio 2021. Influiscono positivamente sul margine di periodo l’ampliamento del perimetro di consolidamento per l’acquisizione di Puglia Holding (+50 milioni di euro) operativa nella produzione di energia fotovoltaica e il consolidamento di SEI Toscana, operativa nella raccolta dei rifiuti, la crescita organica correlata agli incrementi tariffari dei servizi a rete legati agli investimenti realizzati, lo sviluppo delle attività connesse ai lavori di riqualificazione energetica e l’entrata a regime, a seguito dell’ampliamento di capacità, dei biodigestori di Cairo Montenotte e Santhià.

Complessivamente l’incremento del margine in riferimento alle singole business unit è così suddiviso: Ambiente (+16,1%), Energia (+20,5%), Reti (+8,1%), mentre risulta in forte contrazione la business unit Mercato (-86,7%); quest’ultimo trend è da leggersi assieme all’aumento della marginalità della BU Energia, nella logica di gestione integrata della filiera energetica (produzione e commercializzazione di energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile).

Il Risultato Operativo (EBIT) è pari a 463,7 milioni di euro, in aumento del +2,2% rispetto ai 453,7 milioni di euro del 2021. Nel periodo si sono registrati maggiori ammortamenti per 44 milioni di euro, relativi all’entrata in esercizio di nuovi investimenti e all’ampliamento del perimetro di consolidamento, e maggiori accantonamenti al fondo svalutazione crediti per circa 10 milioni di euro. Si rilevano inoltre maggiori rilasci di fondi per circa 11 milioni di euro, relativi principalmente al venir meno di contenziosi con fornitori, maggiori accantonamenti al fondo rischi per 9 milioni di euro, fra i quali si annovera l’impatto del meccanismo di compensazione a due vie dei prezzi dell’energia elettrica ex DL “Sostegni Ter”, e minori svalutazioni per 23 milioni di euro; nell’esercizio precedente si era infatti proceduto alla svalutazione dell’impianto di Scarlino Energia.

L’Utile Netto di Gruppo attribuibile agli azionisti è pari a 226,0 milioni di euro, in calo (-25,4%) rispetto al risultato al 31/12/2021. Il risultato 2022 include maggiori oneri finanziari su derivati per 21 milioni, a seguito della modifica regolatoria inattesa dell’indice ARERA per gas e calore (da Pfor a PSV) e l’intero impatto negativo del Contributo di solidarietà stimato pari a 27 milioni di euro, di cui 3 milioni di euro relativi alla Legge di Bilancio 2023. Inoltre, il dato 2022 si confronta con il risultato 2021 che era stato influenzato positivamente per 32 milioni di euro da proventi fiscali non ricorrenti e per 9 milioni di euro da altre sopravvenienze attive. Escludendo gli elementi fiscali non ricorrenti, l’utile netto di Gruppo attribuibile agli azionisti si attesterebbe a fine 2022 pari a 253 milioni di euro in calo del -3,5% rispetto all’utile netto di Gruppo del 2021 depurato di tutti gli elementi non ricorrenti sopra descritti.

L’Indebitamento Finanziario Netto si attesta a 3.347 milioni al 31 dicembre 2022, in incremento (+15,2%) rispetto al dato del 31 dicembre 2021. Al riguardo, gli investimenti realizzati nel periodo hanno contribuito alla crescita del debito netto che è rimasto contenuto grazie alla vendita del magazzino gas e all’ottima gestione del capitale circolante netto commerciale.

Gli investimenti lordi realizzati nel periodo ammontano a 1.485 milioni di euro, in crescita (+55,5%) rispetto ai 955 milioni di euro del 2021, di cui 898 milioni di euro di investimenti tecnici, 310 milioni di euro di investimenti relativi ad operazioni M&A (principalmente all’acquisizione dei parchi fotovoltaici in alcune località pugliesi di Puglia Holding, l’acquisizione della società Mara Solar, titolare delle autorizzazioni per la realizzazione di impianti fotovoltaici nel sud Italia, nonché l’acquisizione, tramite aumento di capitale, del 51% delle società Limes 1 e Limes 2 operanti nella produzione da fotovoltaico nel Lazio, l’acquisizione della società di vendita Alegas, l’incremento della partecipazione in SEI Toscana, l’acquisto di alcuni asset di distribuzione gas e degli impianti di generazione idroelettrica di Valle Dora Energia e l’acquisto di SAP per il servizio idrico nei comuni del levante ligure) e 277 milioni di euro inerenti i progetti di efficientamento energetico.

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