Crans-Montana, Bertolaso: "Condizioni di Leonardo estremamente critiche. Preoccupano le infezioni polmonari di alcuni ragazzi"
Al Niguarda dodici ragazzi ricoverati dopo il rogo, primi segnali di miglioramento. Uno è fuori pericolo, due potrebbero essere trasferiti. “La vera battaglia oggi è sui polmoni”
Guido Bertolaso al Niguarda di Milano
Crans-Montana, Bertolaso: "Condizioni di Leonardo Bove estremamente critiche. Preoccupano le infezioni polmonari di alcuni ragazzi"
La lotta è ancora lunga e complessa, ma tra i ragazzi rimasti feriti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana iniziano a emergere i primi segnali di miglioramento. A fare il punto sulle condizioni cliniche è Guido Bertolaso, assessore regionale al Welfare, intervenuto all’Ospedale Niguarda, dove sono ricoverati dodici dei giovani coinvolti nell’incendio.
“La situazione di alcuni pazienti resta estremamente complessa – ha spiegato Bertolaso – soprattutto per le gravi problematiche respiratorie legate all’inalazione di sostanze tossiche. Le prognosi sono riservate, ma stiamo mettendo in campo tutto ciò che la medicina e la competenza del nostro personale consentono, come se stessimo curando i nostri figli”. Accanto ai casi più critici, però, “ci sono due o tre situazioni molto migliorate” e nei prossimi giorni potrebbe essere valutato il trasferimento in altre strutture di chi presenta condizioni più stabili, anche per avvicinare i pazienti ai territori di provenienza.
"In alcuni casi infezioni polmonari molto severe, è una lotta molto dura"
Attualmente sette ragazzi si trovano in terapia intensiva, tutti intubati, mentre cinque sono seguiti dal Centro grandi ustioni. “Alcuni presentano infezioni polmonari molto severe, in certi casi sostenute da più microrganismi – ha sottolineato l’assessore –. Le ustioni sono importanti, ma oggi la sfida principale riguarda l’apparato respiratorio”.
Tra i dodici ricoverati, uno è considerato fuori pericolo. “È un ragazzo che si muove, si sposta, ma necessita comunque di medicazioni continue – ha chiarito Bertolaso –. Non possiamo dire che il problema sia risolto, ma le sue condizioni sono le migliori”. Per gli altri nove, invece, il percorso sarà lungo, con periodi prolungati in rianimazione e successivamente al centro ustioni. “Non siamo pessimisti su nessuno, ma la lotta è estremamente dura”.
Bertolaso: "Condizioni di Leonardo Bove estremamente critiche"
Particolarmente critiche restano le condizioni di Leonardo Bove, il sedicenne arrivato al Niguarda domenica sera da Zurigo. “È stato fatto il primo check questa mattina e le sue condizioni sono estremamente critiche – ha spiegato Bertolaso –. Come altri ragazzi è intubato e sedato, quindi non risponde alle sollecitazioni. È molto grave”. L’assessore ha ricordato che Leonardo e Kean erano inizialmente stati dati per dispersi dopo l’incendio e oggi si trovano ricoverati in letti vicini in terapia intensiva. In reparto c’è anche un paziente sottoposto a dialisi per una grave infezione, mentre un altro presenta un quadro complicato da problemi di asma.
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“La questione più difficile non sono tanto le ustioni, per quanto estese – ha ribadito Bertolaso – ma i polmoni. Tutti questi ragazzi hanno respirato sostanze altamente tossiche che stanno provocando complicazioni infettive estremamente difficili da fronteggiare”.
Con l’arrivo di Leonardo, al Niguarda sono rientrati tutti i pazienti previsti dalla Svizzera, ad eccezione di Elsa, una ragazza di Biella ancora ricoverata a Zurigo e non trasportabile al momento. “Se e quando lo sarà – ha spiegato l’assessore – probabilmente verrà trasferita al centro ustioni di Torino. In ogni caso, se ci fossero problemi, siamo pronti ad accoglierla anche qui”.
Bertolaso ha infine ringraziato AREU e tutto il personale sanitario per un’operazione di trasferimento definita “di straordinaria complessità” e per l’assistenza quotidiana ai pazienti. “Ogni medicazione può durare oltre due ore e coinvolgere fino a quattro infermieri per singolo paziente. È un lavoro imponente, svolto con competenza, dedizione e umanità”. Regione Lombardia, ha concluso, “resta pronta ad accogliere eventuali altri pazienti se ce ne fosse bisogno”.