FdI, Fidanza a tutto campo: "Così manderemo le sinistre all'opposizione in Ue"

Fidanza (FdI): "La gogna mediatica a cui sono stato sottoposto è stata pesante". Prima interviista dopo la bufera giudiziaria

Di Alberto Maggi
Carlo Fidanza
Politica

Fidanza: "Ho lavorato molto in questi anni insieme a Raffaele Fitto per far crescere la rete europea e internazionale dei Conservatori"


Carlo Fidanza, eurodeputato di Fratelli d’Italia e a lungo uomo chiave nelle relazioni internazionali di Giorgia Meloni, risponde ad Affaritaliani.it da Londra dopo essere intervenuto a una convention del partito conservatore europeo ECR, presieduto proprio dalla premier italiana.

Ma quindi, onorevole Fidanza, il suo impegno internazionale continua nonostante le disavventure giudiziarie che l’hanno coinvolta?
"Certamente, il mio impegno non è mai venuto meno. Ho lavorato molto in questi anni insieme a Raffaele Fitto per far crescere la rete europea e internazionale dei Conservatori. Oggi, con questo evento a Londra, ECR ha voluto ribadire quanto sia cruciale il legame transatlantico nell’affrontare le sfide di questo tempo, a partire da energia e sicurezza. Ma naturalmente c’è anche molta curiosità per le mosse del governo Meloni che viene visto come una speranza e un possibile modello dai nostri alleati europei. Già oggi ECR nel Consiglio europeo conta tre premier (Italia, Polonia e Repubblica Ceca) che rappresentano il 25% dei cittadini europei".

Richiesta di archiviazione dopo più di un anno di indagini da parte della Procura di Milano sulla cosiddetta inchiesta "Lobby nera". La fine di un incubo? Come ha vissuto questi lunghi mesi?
"Non ho mai smesso di lavorare al Parlamento Europeo su tantissimi temi su cui è prioritario difendere il nostro interesse nazionale e la nostra idea di Europa. Sul piano personale è stata dura, la gogna mediatica a cui sono stato sottoposto è stata pesante e nessuno mi restituirà mai fino in fondo la serenità di un’immagine specchiata come quella che mi sono costruito in trent’anni di militanza politica. Naturalmente sapevo di non aver compiuto alcun reato ed ero fiducioso che le indagini avrebbero dimostrato l’inesistenza di quella fantomatica “Lobby nera” così come di ogni ipotesi di reato. Ora attendo fiducioso la conferma del Gip".

Eppure i problemi non sembrano finire per lei.. poche ore dopo la richiesta di archiviazione di “Lobby nera”, la Procura di Milano ha comunicato la chiusura indagini per una strana storia sulle dimissioni di un consigliere comunale che lei avrebbero “comprato” offrendo un lavoro al figlio. Corruzione dicono i pm…
"È una vecchia storia che nasce da un esposto anonimo, presentato pochi giorni dopo la vicenda Fanpage, che parlava di correnti dentro FdI a Brescia e gettava ombre su di me. Confesso che mi ha colpito la contemporaneità dei due atti. E anche leggere alcuni sms, completamente decontestualizzati, o valutazioni secondo le quali l’onorevole Calovini avrebbe avuto bisogno di un posto in Consiglio comunale perché altrimenti non sarebbe stato candidato alla Camera. FdI ha eletto diversi parlamentari senza precedenti esperienze nelle amministrazioni locali e Calovini era già all’epoca dei fatti uno stimato dirigente nazionale del partito. Non lo dico assolutamente per polemizzare con i magistrati, verso i quali in questi quindici mesi ho sempre mantenuto un atteggiamento improntato alla massima correttezza e collaborazione. E anzi chiederò di essere sentito per spiegare che anche in questo caso non c’è stato alcun reato, alcuna corruzione, alcun uso irregolare di risorse pubbliche europee. Lo farò con la stessa serenità che ho adottato in questi mesi sull’altro caso".

Lei ha interrotto il suo digiuno televisivo qualche giorno fa per respingere gli accostamenti fatti da alcuni esponenti del Pd tra il Qatargate e le vicende che la riguardano…
"Sì certo, l’ho trovato offensivo oltre che infondato. Nel mio caso parliamo di un ragazzo che collabora con me sul territorio, con un regolare contratto part-time da seicento euro al mese (e non mille come ho letto sulla stampa). Nell’inchiesta che ha travolto il gruppo della sinistra democratica al Parlamento Europeo, esponenti socialisti (parlamentari, ex parlamentari e assistenti) sono stati trovati con i sacchi di banconote dentro casa per centinaia di migliaia di euro. Io sono garantista, e dopo la mia vicenda lo sarò sempre di più nei confronti di tutti, ma la differenza è lampante: da un lato c’è chi lavora normalmente nello staff di un eurodeputato e dall’altro chi, secondo le accuse, userebbe il proprio ruolo per raccogliere tangenti".

A proposito come voterete sulla revoca dell’immunità ai vostri colleghi socialisti?
"Dobbiamo leggere le carte ma a Bruxelles quello scudo non difende più nessuno. È ormai diventata prassi che si voti per revocarle, tanto che spesso i deputati rinunciano all’immunità prima del voto in aula. Rimane il tema della trasparenza delle cosiddette lobby a Bruxelles: c’è un buco nero che nemmeno le riforme proposte in questi giorni va a colmare e che riguarda ruolo e finanziamenti delle Ong".

Visto l'incontro di qualche giorno fa a Roma tra Giorgia Meloni e Manfred Weber, è ipotizzabile un accordo Conservatori-Popolari dopo le elezioni europee del 2024 che mandi i Socialisti all'opposizione a Strasburgo e a Bruxelles?
"Noi naturalmente lavoriamo per salvare l’Ue dall’abbraccio mortale tra i gruppi moderati e le sinistre rosso-verdi che hanno piegato l’agenda di Bruxelles alla loro ideologia. I Conservatori stanno crescendo in tutta Europa, con una piattaforma politica che parla di confini sicuri, transizione green attenta a imprese e lavoro, rispetto delle specificità nazionali, valorizzazione della famiglia come nucleo centrale della nostra società. Contiamo di avere nel 2024 numeri ben superiori agli attuali per provare a cambiare le cose".

Tags:
carlo fidanza fdi intervista