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Politica
Matteo Piantedosi: finalmente l'Italia ha un ministro dell'Interno
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi

Con Piantedosi l'Italia ha (finalmente) un ministro dell'Interno

Sembra che finalmente l’Italia abbia trovato un ministro dell’Interno che funzioni. Matteo Piantedosi è un tecnico di provata esperienza che ha servito come prefetto di Lodi, Bologna e Roma. Quindi una esperienza sul campo più che mai utile per non rimanere nel teorico. Nato a Napoli, è stato anche capo di Gabinetto di Salvini quando faceva il ministro dell’Interno e poi -nello stesso ruolo- anche con Luciana Lamorgese. 

I suoi primi interventi sono stati caratterizzati da concretezza e determinazione, si pensi solo al suo ruolo avuto nel cosiddetto “decreto rave”. È quello che serve all’Italia sul piano importantissimo non solo della sicurezza pubblica ma -anche e soprattutto- di quello della percezione che ne hanno i cittadini. Infatti il tema della sicurezza è molto sensibile anche per la politica perché spesso ha determinato gli esiti delle elezioni. Si pensi solo al caso di Giovanna Reggiani, moglie di un ufficiale di Marina, stuprata e uccisa nella Capitale in un viottolo senza illuminazione presso la stazione di Tor di Quinto. 

Scoppia la polemica e poco dopo alle comunali vince Gianni Alemanno che della sicurezza faceva un suo cavallo di battaglia. Piantedosi ha preso anche netta posizione sul fenomeno conosciuto come “malamovida” che infesta tante città italiani, specialmente Roma. Oggi in una intervista al Messaggero ha detto: "Stiamo definendo i dettagli di una pianificazione di controlli straordinari soprattutto nelle principali città. Lo faremo con modalità analoghe a quelle che abbiamo avviato per i controlli presso le stazioni ferroviarie. D’accordo con i sindaci dedicheremo attenzione anche agli esercizi commerciali in prossimità dei quali si verificano questi fenomeni. La socializzazione giovanile e il divertimento sono fatti molto positivi ma non devono andare a discapito della quiete pubblica e della sicurezza dei cittadini".

In effetti andare al centro delle grandi città italiane assomiglia più alla discesa in un videogioco incentrato su Beirut. Ugualmente Piantedosi ha recepito perfettamente l’input politico del suo governo sulla nuova disciplina delle ONG. Si sta occupando attivamente di altri problemi di ordine pubblico, come ad esempio i recenti casi di violenza negli ospedali, dove è previsto di istituire posti di Polizia fissi, almeno per i grandi plessi. Da ultimo ha preso netta posizione contro i fatti avvenuti nello scontro tra le tifoserie di Roma e Napoli con gli imminenti procedimenti di Daspo.

L’azione di Piantedosi rifulge particolarmente anche in relazione a quella della Lamorgese ministro dell’Interno nei governi Conte 2 e Draghi. Soprattutto in quello giallo – rosso la Lamorgese si caratterizzò per una evidente timidezza istituzionale nell’affrontare sul campo le emergenze che i cittadini interpretarono per lontananza. Il cammino per Piantedosi è ancora lungo e il particolare periodo storico e la temperie culturale presentano formidabili sfide, ma possiamo dire che l’inizio, una volta tanto, è stato finalmente rassicurante per i cittadini.
 

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