Federico Chiesa via dalla Juventus, amarezza e rimorsi in quella stessa realtà che lo aveva acclamato al suo arrivo a Torino come “il futuro del calcio italiano”
“Federico Chiesa non è più al centro del villaggio della Juventus”, si potrebbe osservare, parafrasando la notazione di Rudi Garcia, dopo aver letto la dispendiosa campagna-acquisti della Juventus e la cessione, per 13 milioni di euro, del “figlio d’arte”, esterno della Nazionale.
Saranno i rendimenti dei calciatori, ingaggiati dal club bianconero e quello dell’attaccante della Nazionale nel Liverpool ad assegnare i torti e i meriti negli affari.
Dispiace aver constatato, da parte dei nuovi dirigenti della Juventus, scarsa attenzione, eufemismo, nei confronti di Chiesa, uno dei rappresentanti del nostro calcio, quando l’Italia è impegnata all’estero. Certo, l’Italia è reduce da un deludente Campionato europeo.
Ma si continua a commettere errori se le società di serie A fanno esosi investimenti per portare nei loro club top-players, o aspiranti tali, provenienti da altre Nazioni. Mentre, con una eccessiva sottovalutazione, talvolta anche per antipatie extra-calcistiche, ci si libera di calciatori, come Chiesa, forse non gradito a qualche dirigente. Che, tuttavia, lascia amarezza e rimorsi in quella stessa realtà, che lo aveva acclamato, al suo arrivo a Torino, come “il futuro del calcio italiano”.

