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Affari di Genio
La meglio gioventù cerca risposte

Milleduecento. Settecento a Sestriere e cinquecento  a Lathuile in Val D'Aosta. 

La Soft Skills Academy di Massimo De Donno e della famiglia di Genio in 21 Giorni cresce di anno in anno. 

Una scuola in cui s'insegnino le competenze trasversali, emerge  sempre più forte come bisogno nel tessuto economico italiano. I nostri ragazzi infatti sono spaventati e impreparati ad affrontare le sfide che il mercato impone, settimana dopo settimana, mese dopo mese, anno dopo anno. 

L' ultima sfida, la nascita di una "scuola" che insegni queste competenze,  è una sfida vinta dall'Accademia voluta da Massimo De Donno.

Innanzitutto perchè intercetta un bisogno: quello della responsabilità dei ruoli. In secondo luogo perchè racconta di un Paese che ancora non c'è. 

In Italia, in particolare, tra debito pubblico, deficit, corruzione e incompetenza abbondiamo di ferite istituzionalizzate; in cui si è prodotta una lacerazione tra l'etica del lavoro e l'ignavia di chi preferisce non rispondere alle istanze pubbliche.

 Dai territori martoriati dalle alluvioni, alle falde acquifere inquinate, dalle aziende vendute a pezzi sotto i colpi delle privatizzazioni a quelle vittime dell'Italian sounding o del dumping, la realtà ci racconta di un classe dirigente che si dimostra sofferente nell'offrire risposte ai problemi concreti della gente e delle imprese

Non c'è una scuola, dentro questa precarietà sociale che è anche culturale,  che responsabilizzi i suoi giovani adolescenti, se non a macchia di leopardo e all'interno di una complessità difficile da amministrare,  nel tessuto economico; o un'università che insegni cosa sia l'etica professionale.  Per questo abbiamo acceso una telecamera e abbiamo provato a mostrarvi direttamente in cosa consista un'accademia di questa natura.

In cui per altro il titolo e l'obiettivo del lavoro da svolgere quest'anno, attraverso l'impegno dei ragazzi,  era ambizioso: 'come accendere l'intelligenza';  questo appunto il titolo prescelto 

Esistono infatti diversi tipi d'intelligenza che possono essere attivate in circostanze e modi diversi. Ed esiste anche un contesto sociale in cui questa intelligenza non si accende mai oppure che viene bruscamente interrotta. È allora che nasce l'analfabetismo funzionale e soprattutto è allora che si produce l'abbandono scolastico. 

Al Summer Camp di quest'anno a Pragelato e in Val D'Aosta a Lathuile, i ragazzi divisi per squadre si sono cimentati attraverso il gioco ad attivare l'intelligenza e il senso di respondabilità che necessariamente deve caratterizzare la personalità di chi nel mercato del lavoro voglia ritagliarsi uno spazio. 

A ciascuno il compito dunque di rispondere dei compiti che gli erano stati assegnati. Non è mancato l'impegno e neppure sono mancate le sorprese. 

Con il nostro racconto fatto d'immagini, vi portiamo dentro il mondo dei ragazzi, oltre il digitale. Ragazzi che parlano, si confrontano, riflettono, si mettono in cammino lungo i sentieri dei boschi vicini e metaforicamente della loro vita. 

Il ritratto che ne esce è sorprendente. L'intelligenza, se cercata, può essere trovata.  Ad essere reperito è il senso dell'essere, della misura, dell'etica collettiva

Un mondo all'incontrario, insomma, secondo i parametri contemporanei, in cui chi studia cerca un ingaggio con il buon senso e con la responsabilità. Insieme lavorano ragazzi e ragazze, bianchi e neri, ragazzi fortunatamente in salute e altri diversamente abili: a volte ciechi, a volte in carrozzella. 

Da ognuno di loro viene fuori, forte, un messaggio. Questa generazione sta andando oltre l'idea del consumo fine a se stesso. Il capitalismo come lo abbiamo conosciuto ad oggi con le sue declinazioni imperfette è a un tornante della storia. 

Si può vivere cercando la relazione con l'altro in una dimensione di umanità, in cui alla concorrenza sul fatturato si affianca la produzione incrementale di amore verso le cose che si vogliono fare e nelle relazioni che si vogliono costruire. 

Il tempo trascorre e tutto passa. Anche la cattiva abitudine di usare solo il danaro come parametro di vita. Più sali in alto più ti rendi conto che sono le piccole cose a dare un senso al tutto. Anche al narcisismo effimero del possesso quale elemento identitario. Nella vita c'è qualcosa in più. La vocazione a cercare la coscienza, ad esempio. Senza la quale l'uomo è un involucro vuoto.

Max Rigano

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