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Buonasanità
Il dolore del chirurgo

In questo caso il dolore di Enrico....un chirurgo dell'ospedale di Padova che, con sala operatoria già allestita, ha atteso giorno e notte con la sua equipe che arrivasse un fegato da trapiantare per nientemeno una bimba di soli 5 anni, colpita da una rara forma di tumore!
Con la massima urgenza era stata avviata la richiesta di un fegato al centro nazionale dei trapianti, ma dopo 3 giorni di trepidante attesa la bimba moriva senza neppure la possibilità di varcare la soglia della sala operatoria, per desolante irreperibilita' dell'organo tanto sperato!
Cocente la delusione da parte dei chirurghi dell'equipe in questione ed in particolare di Enrico che, con umana debolezza, ha istintivamente sfogato il suo dolore su Facebook!
Al di là dello specifico, garantisco che grande è lo sconforto dei chirurghi per non riuscire ad "acciuffare" in extremis la vita che sfugge da quelle mani che dovrebbero a tutti i costi preservarla!
Grande il rammarico per non poter dare una risposta al proprio dolore per la sconfitta umana e a quello delle famiglie che fuori dalle sale operatorie attendono speranzose i volti sorridenti dei chirurghi ad annunciare l'esito positivo per i propri cari!
Un gran senso di impotenza che lascia dentro un vuoto incolmabile, derivante in questi casi dall'annoso problema delle DONAZIONI D'ORGANO in Italia che, se pur tante, risultano tuttavia insufficienti per salvare quelle vite sospese ad un filo di speranza e paradossalmente alla morte di individui che siano compatibili....
Evidentemente, nonostante l'Italia sia considerata il terzo paese al mondo per il numero di donazioni, sarebbe utile che medici, mass media, ministero e associazioni informassero di più i cittadini sani sull'utilità di dare il consenso al prelievo dei propri organi in caso di morte.
Non trascurabile tuttavia che l'età media dei donatori si sia innalzata, avendo la metà di questi superato i 60 anni, con conseguenti difficoltà per casi come quelli della povera bimba di 5 anni.
Ed è per questo che a mio modesto parere andrebbe rafforzata l'informazione nelle scuole, affinché i giovani siano educati alla generosa CULTURA DELLA VITA, pur passando eventualmente questa attraverso la propria morte....che risulti così meno amara! 

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