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Lo sguardo libero
Il derby sia festa, ma giocatori professionisti non prendano lezione da tifosi
La vincente della sfida di stasera disputerà la finale di Champions League, allo stadio Olimpico “Ataturk” di Istanbul il 10 giugno

I tifosi sono il dodicesimo uomo in campo e vanno rispettati, ma non hanno le competenze proprie di un settore che vale quasi 80 miliardi 

Il ritorno della semifinale di Champions League tra Inter e Milan di questa sera allo Stadio Meazza si spera rappresenti una bella competizione sportiva da cui uscirà chi andrà a disputare la finale di Istanbul, il prossimo 10 giugno. Tuttavia, è importante che da parte del team che risulterà sconfitto, non si ripeta la scena che a molti è sembrata imbarazzante dopo il rovescio di sabato scorso del Milan contro lo Spezia. La squadra e l’allenatore del Diavolo Stefano Pioli, tutti con la medesima espressione sotto la curva degli ultras a ricevere consigli sul da farsi.

Il calcio in Italia nel 2022 ha generato quasi 80 miliardi di euro di ricavi, una cifra equivalente al 3% del Pil nazionale (fonte: Osservatorio sullo Sport System). Lo stadio, i tifosi e gli ultras possono essere il dodicesimo uomo in campo. Gli undici campioni devono a loro fama, ricchezza e onori; devono applaudirli, rispettarli, scendere al loro livello senza atteggiamenti antipatici o presuntuosi, firmare autografi, fare selfie insieme. Tuttavia, c’è poi la sfera delle competenze, di cui sono parte integrante sia la forma fisica e atletica, sia la motivazione e la volontà, sia la tattica, tutti aspetti molto specialistici e tecnici. Tutto ciò è sintetizzabile in una parola: professionalità.

Mister e giocatori che guadagnano milioni di euro cui i tifosi insegnano come agire? In senso lato, facendo un volo pindarico e per capirsi, è un po’ come se un medico, un avvocato, un architetto, un farmacista facessero lo stesso coi loro clienti e committenti. È come se dicessero: “In fondo non siamo dei professionisti… diteci voi cosa dobbiamo fare!” Lo si dice anche per evitare derive emulative da parte di altre squadre. I calciatori si assomigliano molto esteriormente, negli atteggiamenti, nelle loro piccole mode, nell' esprimersi, in ciò che affermano  - speriamo in generale di non vedere presto altre squadre sotto la curva a prendere lezione dai tifosi.

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