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Lo sguardo libero
“Nuova Via della Seta”, si può dire che la Cina è una dittatura comunista?

Se l’Europa e gli Usa chiedono all’Italia di meditare bene sulle, immediate e soprattutto di lungo periodo, conseguenze dell’ accordo  (lo si chiami come vuole) con la Cina sulla “Nuova Via della Seta”,  col presidente cinese Xi Jinping in visita a Roma il 27 marzo; se la colpa può essere anche del pragmatismo negoziale dell’ omologo Usa Donald Trump, fautore di un nuovo approccio flessibile alla globalizzazione con tutti gli attori mondiali quindi anche la Cina; se il premier Giuseppe Conte e Romano Prodi che lo aveva preceduto a Palazzo Chigi dicono sì all’intesa – anche se Prodi più per ragioni economiche - e che non ci sono dubbi sulla fedeltà dell’Italia all’atlantismo… con tutto il rispetto per i cinesi, si accolga: la Cina è una dittatura comunista.

Dal marzo 2018 a seguito della modifica costituzionale ad opera della Assemblea nazionale del popolo, Xi Jinping - che oltre a essere Presidente, è segretario del Partito comunista cinese ed è  Capo della Commissione militare che controlla l’esercizio - può restare presidente della Repubblica popolare cinese per sempre perché l’ Assemblea ha abolito il limite dei due mandati quinquennali, che era stata voluto nel 1982 da Deng Xiaoping  per evitare il ritorno a un regime dittatoriale come quello di Mao Zedong, al potere assoluto dal 1949 al 1976.

Si ricordino anche la repressione degli uiguri, la popolazione musulmana dello Xinjang dove sono stati documentati campi di rieducazione o la colonizzazione culturale del Tibet e le ritorsioni o i ricatti economici nei confronti dei Paesi occidentali che ospitano il Dalai Lama. Si pensi alla guerra commerciale, al vantaggio competitivo di un’economia di Stato e del basso costo del lavoro in un Paese dove non ci sono diritti e libertà. Si chieda a un piccolo o medio imprenditore manifatturiero italiano che dopo una settimana che mette un  prodotto sul mercato, se lo ritrova copiato identico dai cinesi, ma venduto a metà prezzo, che cosa pensa di un simile accordo. Silvio Berlusconi ha sostenuto che la Cina vuole conquistare il mondo. La tv di Stato cinese alla proclamazione di Xi Jinping quale presidente (praticamente) eterno sentenziò: “1,4 miliardi di cinesi ancora uniti sulla stessa strada”. Benissimo… l’intesa con la Cina… ma non si facciano polemiche quando la finale di super-coppa di calcio italiana si gioca in Arabia Saudita.

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