Pillole d’Europa
di Cinzia Boschiero
NUMERO 36 – 2012
TUTELA SANITARIA IN ODONTOIATRIA , TECNOLOGIA MOBILE , DONNE IN RETE, LOTTA ALLE DROGHE
PER STARE MEGLIO COME CITTADINI EUROPEI E SAPER SFRUTTARE TUTTE LE OPPORTUNITA’ UTILI – In questa rubrica notizie flash sulle normative europee e internazionali, notizie internazionali ed europee utili e pratiche per la vita di tutti i giorni. E’ attivo un servizio di “A domanda, risposta” su bandi, agevolazioni, finanziamenti europei , borse di studio e di ricerca nazionali, regionali e locali per i lettori di Affaritaliani. Per richieste di informazioni scrivete a cinziaboschiero@gmail.com – europainforma@gmail.com
Domanda: ho notato che c’è una migrazione di persone che viaggia in Europa, ad esempio nei Paesi dell’est per farsi curare ad esempio per le cure dentistiche. Non esistono controlli i norme europee che ci tutelino come cittadini per capire chi davvero laureato in odontoiatria e dove andare e che qualità si può esigere da uno studio dentistico in Europa? Mario Cottino
Risposta: a livello europeo ci sono ad esempio l’Accademia Europea di Odontoiatria Estetica (EAED) e l’Associazione Europea di Ortodonzia. Il numero chiuso ha spinto molti italiani a iscriversi nelle università europee, specialmente spagnole e rumene, per ottenere una laurea con la quale poter esercitare in Italia la professione di medico o di odontoiatria. Il riconoscimento delle lauree in Medicina e in Odontoiatria conseguite in Europa, grazie alla direttiva 2005/37/CE, è automatico. Abbiamo chiesto al dott.Gianluca Martino Tartaglia, che esercita attività di ricerca presso il laboratorio di anatomia funzionale dell’apparato stomatognatico presso l’Università degli Studi di Milano fin dalla sua fondazione ed esercita attività di docenza per la disciplina di Istituzioni di Anatomia Umana Normale e dell’Apparato Stomatognatico, presso il corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria alla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano e titolare della cliniica Sidoli&Tartaglia (www.clinicasst.it), che ci ha risposto:”Un fattore che può aiutare il consumatore a capire il valore di un prodotto o di una struttura sanitaria, è la presenza di alcuni marchi nazionali o internazionali che, rilasciati dopo una serie di rigorosi test di controllo, certificano la qualità e la sicurezza del prodotto stesso. È molto importante che soprattutto i materiali biomedicali di cui sono fatti impianti, protesi, bite, etc., siano dotati di tali caratteristiche: non dimentichiamo che moltissimi insuccessi clinici sono dovuti alla scarsa qualità dei materiali usati. Insistere sulla qualità e la certificazione dei materiali e della struttura, in effetti è uno dei pochi elementi che il paziente comune senza conoscenze mediche ha per valutare una struttura dall’esterno che non conosce. Per quanto riguarda i titoli di studio la Corte di giustizia europea aveva ribadito che l’unica di via di formazione per la professione di Dentista è la Facoltà di Odontoiatria e Protesi Dentaria e non va dimenticato che dal 1994 l’accesso ai corsi di specialità di area odontoiatrica (ortodonzia, chirurgia orale) sono riservati agli iscritti all’Albo Odontoiatri. Per la tutela del cittadino e paziente occorre sottolineare che sempre più oggigiorno le procedure cliniche sono parte di un sistema integrato di attività professionale che va gestita con un’organizzazione ergonomica del lavoro adeguata ad un aggiornamento continuo di chi esercita la professione. Inoltre come studio poliambulatoriale abbiamo realizzato una Guida all’odontoiatria di qualità. Gli elementi più importanti da valutare sono anche quelli riguardanti i servizi post-cura e sono la durata e la qualità della garanzia e il tipo di assistenza che il medico assicura post-intervento. Più il prodotto è affidabile, più lunga sarà la garanzia assicurata. Il medico, inoltre, deve garantire il massimo supporto nel caso in cui insorgano complicazioni a cura terminata e definire in maniera chiara e trasparente le modalità attraverso cui questo tipo di assistenza viene fornita”. Altri elementi per riconoscere la qualità sono i titoli di studio reali e certificati dei medici (es. attraverso gli ordini dei medici è possibile verificare l’effettiva laurea conseguita anche on line); evitare soluzioni fai da te senza il parere del medico 8es. scelta di ausilii ad esempio per il bruxismo senza confrontarsi con un esperto); la qualità non deve essere necessariamente sinonimo di costoso, ma occorre scegliere strutture complete e capaci di dare assistenza sanitaria adeguata su tutte le patolgoie. Inoltre, il prof. Tartaglia dice:“oggigiorno occorre avere maggiori competenze come dentista perchè da una parte si ha una clientela più anziana e , con l’aumento della vita media e la cronicizzazione di alcune malattie, è necessario essere più preparati per una corretta gestione di pazienti medicalmente compromessi o in terapia cronica con farmaci e dall’altro occorre anche , come professionisti, puntare a sensibilizzare le famiglie alla prevenzione delle malattie odontostomatologiche attraverso il mantenimento di un buono stato di salute orale, temi su cui , a livello nazionale ed europeo come studiosi ed esperti ci confrontiamo alla luce anche delle linee guida comunitarie del programma europeo di sanità pubblica”.
Domanda: come donna e come cittadina mi sono sentita umiliata per come Silvio Berlusconi si è rivolto alla signora impiegata durante la convention dei venditori di Green Power di Mirano a Venezia, Mi chiedo se nell’Unione europea si sta facendo qualcosa per migliorare la percezione anche in pubblicità delle figura di noi donne. Silvia Morterri
Risposta: l’Unione europea è molto sensibile al rispetto della parità di genere e ha attivato programmi e una serie di misure per contrastare problemi di diseguaglianza e il rispetto delle donne. Tra le iniziative anche interventi su una pubblicità che non sia sessista. Di recente è giunto alla sua terza edizione anche il Premio Immagini Amiche, un’iniziativa promossa dal Parlamento Europeo e dall’Udi, in collaborazione con la Commissione europea, volta a valorizzare una comunicazione che, al di là degli stereotipi, veicoli messaggi creativi positivi. Sono Milano Reggio Emilia, i comuni italiani che hanno vinto la terza edizione del Premio Immagini Amiche, l’iniziativa promossa dal Parlamento Europeo e dall’Udi, in collaborazione con la Commissione europea, volta a valorizzare una comunicazione che, al di là degli stereotipi, veicoli messaggi creativi positivi. “Il criterio con cui abbiamo scelto i finalisti – spiega Daniela Brancati – non è stato solo lo scegliere immagini o trasmissioni televisive rispettose della donna, ma anche dei prodotti qualitativamente validi. Questo premio vuole proprio dimostrare che certe immagini non funzionano e che altre funzionano molto meglio. Infatti, noi non premieremo mai una cattiva pubblicità o una brutta trasmissione solo perché rispettose, ma un’ efficace pubblicità e una bella trasmissione che per essere tale non deve necessariamente fornire un’immagine stereotipata e negativa della donna”. L’iniziativa si sviluppa sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e quello delle Attività Produttive e con il sostegno tecnico di TP, la storica associazione dei pubblicitari professionisti. L’uguaglianza tra le donne e gli uomini rappresenta uno dei principi fondamentali sanciti dal diritto comunitario. Gli obiettivi dell’Unione europea in materia di uguaglianza tra le donne e gli uomini hanno lo scopo di assicurare le pari opportunità e l’uguaglianza di trattamento tra donne e uomini, nonché di lottare contro ogni discriminazione basata sul sesso.
Domanda: è vero che non solo in Italia ma anche negli altri Paesi europei c’è un evidente divario retributivo di genere?
Risposta . in effetti la differenza media tra la retribuzione oraria di uomini e donne nell’Unione Europea, è ancora del 16,2 per cento. In Italia la differenza salariale è in media del 5,3 per cento. Questi dati sono stati resi noti in occasione della Giornata europea per la parità retributiva che nel 2013 si è celebrata il 28 febbraio in tutta l’Unione Europea; la data del 28 febbraio corrisponde al 59° giorno dell’anno, perché 59 sono i giorni che una donna dovrebbe lavorare in più per guadagnare quanto un uomo. Per aiutare a ridurre la disparità retributiva di genere la Commissione europea ha evidenziato le buone pratiche seguite da alcune imprese europee che si sono impegnate in questo senso. La Giornata europea per la parità retributiva è giunta alla sua terza edizione; la prima si era tenuta il 5 marzo 2011 e la seconda si era celebrata il 2 marzo 2012. “La giornata europea per la parità retributiva serve a ricordarci le disparità di condizioni retributive che ancor oggi le donne subiscono sul mercato del lavoro. Anche se negli ultimi anni il divario si è ridotto, non c’è da rallegrarsi. Le disparità continuano ad essere considerevoli e il lieve livellamento cui assistiamo è in buona parte dovuto al fatto che gli uomini guadagnano di meno e non a un miglioramento delle condizioni salariali delle donne!”, afferma Viviane Reding, Vicepresidente della Commissione europea e Commissaria per la Giustizia. “Il principio della parità di retribuzione per uno stesso lavoro è sancito dai trattati dell’Unione fin dal 1957 e sarebbe ora di farlo valere ovunque. Perciò diamoci da fare per ottenere risultati concreti 365 giorni all’anno e non solo in occasione della Giornata per la parità retributiva!” Parallelamente, si segnala però che , negli ultimi anni, è salita la percentuale di uomini che lavorano part-time o a condizioni salariali meno favorevoli. “E’ interessante” dice Emanuela Palazzani di WilEurope,”sostenere i datori di lavoro impegnati a ridurre il gap retributivo di genere. Il progetto Equality Pays Off della Commissione europea (l’uguaglianza paga) intende sensibilizzare le imprese ai vantaggi economici che possono venire dall’uguaglianza e dalla parità di retribuzione tra i sessi. Stanti i cambiamenti demografici e la crescente carenza di manodopera specializzata, l’iniziativa intende agevolare l’accesso delle imprese al potenziale della forza lavoro femminile, ad esempio attraverso attività di formazione, eventi e strumenti che consentano di ridurre il divario retributivo. Il progetto intende anche contribuire a raggiungere l’obiettivo della Strategia Europa 2020 di portare il tasso di occupazione al 75%, obiettivo che, in assenza di una più ampia partecipazione delle donne al mercato del lavoro, non potrà essere realizzato”. Uno degli eventi del progetto “Equality Pays Off” è il “Business Forum” che riunirà il 21marzo 2013 a Bruxelles 150 imprese provenienti da tutta Europa. L’obiettivo è uno scambio di esperienze su come promuovere l’uguaglianza di genere, mettendo l’accento in particolare sulle cause del gap salariale di genere.
Domanda: sono una donna imprenditrice e so quanta fatica si fa a mettersi in proprio, non esiste una rete o una iniziativa europea che dia tutoraggio alle donne che vogliono intraprendere una loro attività ? Simona Bellerio
Risposta: L’Unione europea punta sulle donne per favorire la crescita economica e ha cofinanziato progetti interessanti quali WAI – Women Ambassadors in Italy (durata settembre 2009-gennaio 2011) il cui l’obiettivo principale è stato promuovere l’imprenditoria femminile ed incoraggiare lo spirito imprenditoriale in aspiranti o neo-imprenditrici. Abbiamo contattato per Lei chi se ne occupava ovvero Unioncamere Toscana che ci ha spiegato tramite la dott.ssa Elisabetta Sani che: “questo progetto coinvolgeva 19 partners in 16 regioni italiane. Unioncamere Toscana era il coordinatore nazionale. Lo strumento per conseguire l’obiettivo generale era il network delle Ambasciatrici, imprenditrici esperte e di successo in grado di trasmettere e incoraggiare fiducia e spirito imprenditoriale in nuove imprenditrici. Il progetto prevedeva diverse azioni. La prima era l’individuazione delle caratteristiche del target di riferimento, tramite indagine conoscitiva sulla nuova imprenditoria femminile e sui tratti delle aspiranti imprenditrici a cura di Unioncamere Toscana; la seconda riguardava la selezione delle Ambasciatrici e la costituzione del network delle Women Ambassadors; la terza azione, fulcro del progetto, era la realizzazione di seminari a livello regionale, articolati in due parti: una prima dedicata all’approfondimento di tematiche relative allo start-up di impresa; una seconda in cui le Ambasciatrici incontravano le aspiranti, con l’obiettivo di promuovere e incoraggiare in loro lo spirito imprenditoriale. Il progetto ora è terminato, ma il sito www.womenambassadors.it, accessibile anche dal sito istituzionale di Unioncamere Toscana www.tos.camcom.it raccogli tutte le informazioni sull’iniziativa. Tra l’altro, sono disponibili anche i contatti delle Ambassadors. Inoltre si segnala il progetto BE WIN – Business Entrepreneurship Women in Network; è un’iniziativa europea di mentoring a sostegno dell’imprenditoria femminile; il progetto è stato presentato dall’Unione Regionale nell’aprile 2010 ed approvato dalla Commissione Europea; dura due anni (settembre 2010 – agosto 2013); il partenariato consta di ben 19 soggetti, tra cui due partner nazionali, Unioncamere e Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri; il resto sono partner regionali, tra cui varie Unioni Regionali e Camere di Commercio, oltre ad altri soggetti. “Il progetto BE WIN” spiega la dott. ssa Sani ,”è stato visto come naturale prosecuzione del precedente progetto WAI. Dopo la fase di formazione del partenariato, presentazione ed approvazione, hanno preso avvio le attività previste; sono già state realizzate molte attività tra cui la selezione delle Mentor, imprenditrici esperte e di successo disponibili ad una trasmissione di esperienza ad imprenditrici della fase dello start-up (la stragrande maggioranza di loro sono Ambassador, ovvero ambasciatrici per l’imprenditoria femminile selezionate nell’ambito del precedente progetto comunitario WAI – Women Ambassadors in Italy, che hanno confermato la propria disponibilità come Mentor BE WIN; si è proceduto ad invito pubblico nelle regioni senza Ambassadors); una selezione delle Mentee, imprenditrici esordienti, nella fase dello start-up; ne sono state selezionate 49. Sono inoltre state effettuate diverse attività ed un incontro conclusivo di coaching nelle varie regioni. Si è aperta poi la fase delle web-conferences tecniche. Seguiranno ulteriori incontri regionali, un’ultima web-conference sulla conciliazione dei tempi di vita e lavoro a cura del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri (probabilmente con la collaborazione anche dell’altro partner nazionale Unioncamere) ed un incontro conclusivo a Roma nell’estate del 2013”. E’ possibile aderire al portale BE WIN. Il sito www.be-win.it accoglie infatti, oltre ad informazioni sul progetto (contatti dei partner, per un riferimento a livello territoriale, Mentor, network europeo, link utili, etc.) una Galleria delle Imprenditrici di cui possono entrare a far parte donne d’impresa, in un’ottica di rete. Sono a disposizione delle imprenditrici registrate varie utili funzionalità (pubblicazione e aggiornamento del proprio profilo e CV, messaggistica, occasioni di business, eventi ed appuntamenti, web-conference).
Domanda: sono un appassionato di tecnologia; come affronta l’Europa il cambiamento? Erminio Spadari
Risposta: la tecnologia è una delle priorità della Commissione europea e ad esempio di recente è stato annunciato lo stanziamento di cinquanta milioni di euro per la ricerca sulla tecnologia mobile 5G di quinta generazione fino al 2020, con l’obiettivo di riportare l’Europa in testa nel settore mondiale delle comunicazioni mobili. Entro il 2020 il traffico di dati mobili si sarà moltiplicato di 33 volte rispetto al 2010 e l’accesso alla rete avverrà sempre più tramite dispositivi wireless come smartphone, tablet, macchine e sensori, con conseguente necessità di una tecnologia più efficiente e pervasiva, in grado di sostenere l’aumento costante del flusso di dati. “Tutti i settori economici stanno ormai passando al digitale,”dice il dott Fabrizio Spada, Direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea,” Di conseguenza le imprese e i cittadini dell’Unione Europea devono poter contare su un accesso mobile a Internet agevole, affidabile e veloce. Questa nuova ondata di progetti di ricerca punta a portare nella vita quotidiana degli europei una tecnologia mobile a banda larga ultraveloce e all’avanguardia”. Metis, 5Gnow, iJoin, Tropic, Mobile Cloud Networking, Combo, Moto e Phylaws sono alcuni dei nuovi progetti di ricerca comuntari relativi ad attività di progettazione e sviluppo delle reti di quarta generazione ed oltre. Nel complesso, dal 2007 al 2013 gli investimenti dell’Unione Europea nella ricerca per realizzare le reti del futuro ammontano a oltre 700 milioni di euro. Metà di questa somma è stanziata per le tecnologie wireless per contribuire allo sviluppo delle reti di quarta generazione e oltre. In particolare, l’Unione Europea finanzierà il progetto Metis con 16 milioni di euro di nuovi investimenti. Ad esempio l’obiettivo tecnico globale del progetto Metis è , tra gli altri, realizzare un concetto di sistema in grado di supportare un volume mobile di dati per area mille volte superiore: ciò significa che gli operatori di reti di telecomunicazioni serviranno contemporaneamente un numero di utenti assai più alto; un numero di dispositivi collegati da dieci a cento volte superiore: nuove tecnologie avanzate che entreranno in funzione ogniqualvolta collegherete la vostra auto, il vostro frigorifero, i controlli energetici e idrici della vostra abitazione; una durata di vita delle batterie dieci volte superiore per comunicazione da macchina a macchina a basso consumo energetico: maggiore autonomia in movimento consumando meno energia. Attualmente gli utenti di servizi mobili a banda larga sono 1,2 miliardi e ogni anno se ne aggiungono altre centinaia di milioni. Le iniziative intraprese dall’Unione Europea per fornire un sostegno a lungo termine alla ricerca sono da sempre basate sulla condivisione dei rischi con l’industria delle reti di comunicazione, il cui ciclo di sviluppo dura dieci anni. In passato gli investimenti comunitari per la ricerca hanno aperto la strada a molte delle innovazioni nel campo della comunicazione mobile che oggi fanno parte della nostra vita quotidiana. Tra queste ricordiamo lo standard GSM (oggi usato dall’80 per cento delle reti mondiali di comunicazione mobile) e le tecnologie utilizzate dagli attuali standard di terza generazione (3G) i cosiddetti Universal Mobile Telecom System”(UMTS)) e di quarta generazione (4G) il cosiddetto standard Long-Term Evolution.
Domanda: come procede il dibattito sul bilancio dell’Unione europea ? Leggo molti commenti ma pochi dati concreti, mi può informare? Grazie Mario Dalcompare
Risposta: la maggior parte degli eurodeputati al Parlamento europeo considera inaccettabile il recente accordo raggiunto sul bilancio dell’Unione per i prossimi sette anni. Il Parlamento ha in effetti potere di veto. Il prossimo bilancio di lungo periodo dell’Unione Europea, conosciuto come quadro finanziario multi-annuale o, in inglese, Multiannual Financial Framework , stabilisce i limiti di spesa per ogni anno e per ogni rubrica di spesa per il periodo 2014-2020. Il Parlamento e gli Stati membri dovranno rispettare tali limiti di spesa quando si dovranno accordare sui bilanci annuali. I leader dell’Unione Europea durante il summit del 7 e 8 febbraio si sono accordati per un livello degli impegni di spesa (le promesse contrattuali dell’UE) di massimo di 960 miliardi di euro e per pagamenti (liquidità effettivamente disponibile per pagare i conti derivati dalle promesse) pari a 908 miliardi di euro, entrambi a livelli inferiori al progetto di bilancio della Commissione europea. Per gli eurodeputati il compromesso raggiunto in occasione dell’ultimo vertice europeo non é assolutamente all’altezza delle sfide che ci attendono e il Parlamento europeo chiede un bilancio dell’Unione moderno e ambizioso, capace di sostenere la ripresa europea e contribuire a mettere definitivamente alle spalle la crisi economica e finanziaria, come ha affermato il vicepresidente del Parlamento europeo Gianni Pittella. Il Parlamento europeo ha ribadito la sua richiesta di avere la possibilità di spostare i fondi non utilizzati da una rubrica ad un altra e da un anno all’altro. “La flessibilità nel bilancio è essenziale”, ha detto Hannes Swoboda (AT) per il gruppo S&D. “Senza un adeguato livello di flessibilità, il quadro finanziario pluriennale cosi come proposto semplicemente non può funzionare”, ha convenuto il presidente Barroso. “C’è un fermo impegno di introdurre una clausola di revisione a due o tre anni. Non accetteremo austerità durante tutto il periodo di sette anni coperto dal bilancio a lungo termine”, ha detto il leader del gruppo PPE Joseph Daul (FR). Molti deputati hanno anche avvertito che il bilancio proposto consolida il crescente trend di deficit, vietato espressamente dai trattati. “Abbiamo 200 miliardi di euro d’impegni non pagati ora e avremmo oltre 300 miliardi nel 2020. Questo è il deficit europeo che stiamo creando”, ha sottolineato Guy Verhofstadt (ALDE, BE).Il progetto di bilancio di lungo periodo deve essere tradotto in atti giuridici prima che possa essere posto in votazione al Parlamento.
Domanda: sono un genitore e sono sempre più preoccupato per le miriadi di nuove sostanze dopanti e droghe che girano in Europa. Cosa fanno i nostri politici europei contro il traffico di droga in Europa? Andrea Sallemi
Risposta: ha ragione e , in seguito alla collaborazione avviata tra l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (OEDT) e l’Europol, è stato di recente pubblicato a Bruxelles il primo studio riguardante il mercato europeo delle droghe nel suo complesso. La relazione, che si focalizza sulle più recenti trasformazioni dello spaccio e del consumo di sostanze illecite e fornisce un prezioso strumento alla Commissione europea per l’elaborazione di una nuova strategia di coordinamento europeo per la lotta al narcotraffico. Il quadro che emerge dall’analisi effettuata congiuntamente dalle due agenzie dell’Unione Europea è particolarmente preoccupante: il mercato europeo delle droghe risulta infatti essere divenuto negli ultimi anni più fluido e dinamico, ampliando il commercio illegale a rotte e a sostanze nuove. Il traffico internazionale di stupefacenti continua ad essere l’attività principale dei gruppi criminali organizzati, che sono riusciti a sviluppare negli anni recenti un maggiore coordinamento, crescendo in pervasività e dimensione. Come emerge dalla relazione, i narcotrafficanti sfruttano oggi gli strumenti offerti dalla globalizzazione e da internet per avvalersi di mezzi leciti di trasporto, moltiplicando così i punti di passaggio delle droghe, sempre più difficili da intercettare. In Europa è in crescita il settore della produzione di droghe sintetiche e di cannabis, che attraverso le bande criminali dell’Europa nordoccidentale vengono poi smistate negli altri paesi dell’Unione. Di fronte alle preoccupanti trasformazioni in atto risulta fondamentale il coordinamento a livello europeo per la formulazione di una strategia comune di lotta contro il narcotraffico: le misure intraprese a livello nazionale, per quanto energiche, non possono fare fronte alla crescente complessità del mercato delle droghe. Per comprenderne la natura è necessario implementare una strategia complessiva che segua l’intera catena di produzione, traffico e consumo. La recente relazione congiunta permette alla Commissione di elaborare una nuova proposta legislativa per combattere le droghe illecite, prevista per il 2013. Negli ultimi anni l’azione dell’istituzione europea si è concentrata sulle nuove sostanze sintetiche psicoattive, sempre più diffuse e utilizzate in Europa, specialmente tra i giovani. Nel 2012 l’Unione Europea ha individuato il numero record di 73 nuove sostanze con effetti simili a quelli delle droghe già dichiarate illegali, contro le 24 identificate nel 2009. Dopo essere riuscita, nel 2010, a ottenere l’interdizione del mefedrone, stupefacente simile all’ecstasy, la Commissione ha proposto lo scorso 31 gennaio di vietare su scala europea la 4-MA, sostanza sintetica con effetti vicini a quelli dell’anfetamina, già considerata illegale in dieci Paesi dell’Unione. La Commissione sfrutterà la conoscenza più approfondita dello sviluppo del mercato della droga per implementare politiche mirate, che comprenderanno forme di coordinamento sia interno che con Paesi terzi, un maggiore monitoraggio dei traffici online, partenariati tra le dogane e un monitoraggio più efficace che sfrutti indicatori standardizzati e modelli di studio condivisi.
